Onlus Sos-Nepal costruisce il Primo Villaggio Smile of Nepal

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L’emergenza sanitaria relativa al Covid-19 coincide con uno dei massimi slanci di solidarietà mai visti a livello globale, reso anche possibile dalle associazioni di volontariato, senza tralasciare il consistente sostegno proveniente dalle persone e dalle imprese. Le aziende già ampiamente digitalizzate, pertanto non soggette alle chiusure imposte dal lockdown, sono tra coloro che hanno aderito in maniera più generosa alle iniziative che si sono susseguite senza sosta su scala mondiale, con particolare attenzione alle zone già aggravate da situazioni sociali ed economiche complesse come nel Nepal. Il Paese ha deciso di chiudere tutti gli hotel della regione, il cui fatturato di circa 700 milioni di dollari all’anno, rappresentava la principale entrata economica, grazie alla vocazione turistica della zona. Il blocco causato dalle restrizioni adottate dai governi per diminuire il contagio del Covid-19 rischia di creare una situazione di povertà generale senza precedenti, come dimostrano i recenti furti di oggetti preziosi al monastero di Dingboche, compreso l’aumento esponenziale dei crimini comuni.

Mobilitazione sociale

Mik Cosentino, uno dei volti più conosciuti dell’imprenditoria digitale, fondatore del brand InfomarketingX, autore di bestseller Mondadori, con il fratello Gabbo e il CTO Pier Giuliante, diventa il main partner del progetto filantropico senza scopo di lucro: Onlus Sos-Nepal. Lanciato dai fratelli Renzo e Emanuela Andorno nel 2016, Sos-Nepal Onlus intende costruire mattone dopo mattone il Primo Villaggio Smile of Nepal: una casa accoglienza dedicata ai bambini nepalesi, per offrire un luogo di benessere dove crescere. L’evolversi del progetto sarà testimoniato attraverso newsletter e tutti i canali social. L’obiettivo è quello di aumentare il numero di bambini attualmente presi in cura (nove), facendoli arrivare a 20 entro la fine del prossimo anno. È un’azione che vogliamo sottolineare con piacere per evidenziare quanto sia importante la sensibilità dei manager a favore del sociale, cercando di aiutare mediante la loro conoscenza nel settore economico. Sono gesti che devono essere valorizzati senza interpretarli come pubblicità personale ma come slancio emotivo verso coloro che hanno bisogno. Il beneficio arrecato al sociale e, nello specifico di questa iniziativa, ai bambini è fondamentale come approccio culturale verso la società. Per questo motivo vogliamo entrare nel dettaglio dell’iniziativa insieme a Mik Cosentino.

C’è un motivo particolare che ha voluto la nascita della Onlus?

«Come personaggio in vista nel settore imprenditoriale ho sempre cercato di mettere la mia esposizione mediatica e le mie conoscenze al servizio di un ente benefico. A causa degli impegni professionali, che mi hanno di fatto impedito la creazione da zero di una realtà simile senza esperienze pregresse, ho sempre rimandato il progetto a momenti meno frenetici. Poi, durante il corso Heroes Mastermind con i miei studenti, ho conosciuto un ragazzo che ha fatto da tramite per la divulgazione di un ente benefico, SOS Nepal. In piena pandemia, mentre molti si sono ritirati a causa della mancanza di fondi e donazioni, ho deciso di entrare da zero nel progetto creando un brand (Smile Of Nepal), al fine di prestare il mio volto e il mio nome a questa bellissima iniziativa. L’obiettivo è quello di organizzare diversi eventi nel corso degli anni per raccogliere denaro e creare un vero e proprio villaggio, dove i bambini possano essere accolti, accuditi e offrendo loro percorsi di studio ad hoc».

Qual è il suo ruolo nella gestione della Onlus?

«Non ho nessun ruolo gestionale nella Onlus perché non è il mio mestiere, ho fatto da tramite tra donatori e associazione affinché ogni euro andasse direttamente a SOS Nepal, il nome societario di Smile Of Nepal è gestito da due fratelli di grande visionarietà. Il mio aiuto consiste nel favorire la massima divulgazione possibile del progetto benefico, sensibilizzando le persone attraverso il mio operato verso il tema del cosiddetto give back. Dare indietro ciò che abbiamo ricevuto, a mio modo di vedere, è una modalità concreta per aiutare gli altri e al contempo sentirci fortunati per tutte le opportunità di cui disponiamo. Un aspetto, questo, tutt’altro che scontato. Sono quindi mosso dall’obiettivo di puntare i riflettori sul progetto grazie ai follower e alle persone che mi seguono».

Quando inizia la passione per il terzo settore?

«Anche nei periodi di ristrettezza economica, prima di avviare la carriera da imprenditore digitale, ho sempre donato in proporzione alle mie possibilità. Questa esperienza mi ha insegnato che, per fare la differenza, non è necessario disporre di somme importanti; anche un euro può essere più utile di quanto immaginiamo. Aiutare le persone in difficoltà e meno fortunate è quindi una caratteristica che mi porto dietro fin da piccolo. Sono cresciuto con dei valori forti, grazie ai miei genitori, ho sempre avuto un approccio molto naturale alla beneficenza, dai vestiti usati fino ad arrivare al denaro. Quando ho iniziato ad avere un certo seguito, le occasioni di creare qualcosa di buono per gli altri sono aumentate in modo esponenziale e ho voluto farlo nel migliore dei modi, sposando un progetto serio e di grande impatto».

I progetti e le iniziative principali da raggiungere? E qual è il ruolo del digitale nel favorire la raccolta di donazioni?

«Al momento stiamo organizzando diversi piccoli eventi con l’obiettivo di sensibilizzare le persone verso questa tematica sociale, al fine di sensibilizzarle e invitarle a donare per far crescere il progetto. Ogni evento dal vivo che ho tenuto si è sempre contraddistinto per un’ora dedicata esclusivamente alla tematica in cui abbiamo offerto regali in cambio di donazioni, penso alle agende di InfomarketingX oppure alle magliette con il logo dell’azienda. Anche il nostro progetto NFT è caratterizzato dall’aspetto benefico: l’1% del minting iniziale è andato direttamente a Smile Of Nepal. La mia missione è quella di coinvolgere l’ente benefico in tutte le attività che porto avanti, mentre in futuro vorrei poter fare sempre di più. Ho anche creato un piccolo team che lavora sul progetto, occupandosi di gestire e lanciare le campagne pubblicitarie su Google e Youtube, con l’obiettivo di portare le problematiche dei bambini del Nepal all’attenzione di un pubblico più vasto». 

È un requisito basilare la trasparenza nelle Onlus? Qual è il suo pensiero?

«La trasparenza della Onlus è senza dubbio un requisito primario e fondamentale, per questa ragione i gestori della Onlus promuovono la massima trasparenza possibile anche a livello contabile. Questo gemellaggio è improntato proprio sulla trasparenza e sulla tracciabilità del denaro, ciò che cerchiamo di fare con le campagne pubblicitarie è proprio sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza, non secondaria, di sapere dove, come e in che percentuale vengono impiegati i fondi donati».

Qual è la sua opinione sulla responsabilità sociale delle imprese?

«Ogni impresa, società, individuo dovrebbe ricordarsi di donare e dare indietro qualcosa a chi è meno fortunato. Gli imprenditori sono spesso inseriti all’interno di contesti frenetici, i quali tendono a generare insoddisfazione ed egoismo se affrontati con un approccio poco rivolto al sociale. La responsabilità di chi fa impresa è sicuramente enorme, credo sia molto salutare fermarsi di tanto in tanto ad apprezzare i risultati raggiunti, provare gratitudine a pensare a chi non ha la possibilità di fare altrettanto. È sufficiente impegnarsi veramente poco per fare la propria parte e contribuire a un grande cambiamento nel mondo».

Francesco Fravolini

 

Francesco Fravolini
Francesco Fravolini
Giornalista professionista, ha collaborato con diversi giornali tra i quali Paese Sera, I Viaggi (supplemento di Repubblica), Tuttolibri (La Stampa), Famiglia Cristiana. Cofondatore e membro del Consiglio Direttivo dell’Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale. È interessato alle questioni sociali ed economiche rivolgendo una costante attenzione alla scommessa del XXI secolo: un maggiore incontro tra i popoli per una consapevole condivisione del pianeta. Che può tramutarsi in una grande ricchezza culturale ed economica.

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