LavoroMediAI Last NewsSmart Working

Lavoro, quelle opportunità dello smart working

Andrea Faini - CEO di World Capital

C’è un forte cambiamento delle modalità di lavoro a causa della pandemia del Covid 19. È completamente stravolto il paradigma dell’occupazione con il prepotente ingresso dello smart working. I lavoratori devono adeguarsi velocemente alla cultura digitale. Nuovi modelli di spazi e di operatività favoriscono benessere, qualità e flessibilità. C’è l’esigenza di progettare spazi aziendali alternativi, senza tralasciare l’architettura delle abitazioni, in grado di accogliere i lavoratori che adottano la modalità in smart working. È una chiara rivoluzione economica e sociale dove le abitudini vengono rivoluzionate per fare spazio alle innovazioni delle imprese che accentuano il cambiamento, a causa della pandemia del Covid 19. Le imprese devono trovare quelle soluzioni adeguate dove sia possibile impostare modalità operative differenti. Il momento storico facilita a ripensare l’impresa per agevolare la produzione e il benessere dei lavoratori. Vogliamo soffermare l’attenzione sul futuro dello smart working e sulle nuove frontiere delle imprese con Andrea Faini, CEO di World Capital.

Audio INtervista

Quale sarà il nuovo modello economico dell’occupazione?

«Il mondo dell’occupazione, indebolito dagli effetti della pandemia, si trova difronte alla necessità di rivedere i propri modelli. Il fenomeno dello smart working ha cambiato le abitudini di lavoro di molte società, che prima non introducevano nei loro modelli aziendali questa tipologia di lavoro. In futuro prevediamo un continuo ricorso allo smart working, unito ad una rotazione del personale, alternando così la presenza fisica delle persone all’interno degli spazi di lavoro. Anche il layout degli uffici tenderà a cambiare. Da una nostra recente survey, condotta su un campione significativo di studi di architettura, è emerso che saranno implementati nuovi sistemi tecnologici all’interno degli immobili: tecnologia senza tocco per evitare il contagio (83,4%) e stazioni di sanificazione (16,6%). La tecnologia IoT porterà inoltre ad un maggiore decentramento degli spazi dedicati ai server in appositi Data Center (42,2%)».

La pandemia del Covid ha stravolto l’organizzazione delle imprese. Il paradigma economico cambia nuovamente. Quale sarà la nuova frontiera del XXI secolo?

«Sicuramente la pandemia ha cambiato le abitudini delle persone, sia nella vita, sia nel campo del lavoro. Come abbiamo visto lo smart working ha avuto e continuerà ad avere un ruolo fondamentale nell’organizzazione delle imprese. Da un recente webinar che abbiamo organizzato proprio sul tema dello smart working è emerso che nei prossimi mesi sarà sempre più condivisa la filosofia dell’hybrid-working, con uffici delocalizzati, in maniera diretta o indiretta, con accesso ad una rete di spazi da poter utilizzare on demand, in modo flessibile e con un vantaggio economico relativo ai costi di gestione. Oggi la domanda si orienta principalmente sul benessere e sulla qualità degli uffici, luoghi che devono permettere alle persone di sentirsi a proprio agio, stimolando un senso di appartenenza all’azienda. Non solo una riprogettazione degli spazi, lo smart working rappresenta anche una sfida organizzativa per le aziende, che comporta una progressiva tendenza alla flessibilizzazione dei contratti e orari di lavoro, una maggiore digitalizzazione, nuovi modelli di business, integrazione di politiche CSR nei piani strategici aziendali e un aumento di investimenti ESG».

Consumi e abitudini sono in forte trasformazione e di conseguenza anche le realtà commerciali come bar e ristoranti. Quale modello economico prevede per il dopo Covid?

«La pandemia ha avuto grandi effetti anche sulle attività commerciali, questo soprattutto a causa del lockdown, delle restrizioni, del calo del turismo e della propulsione dell’e-commerce. Tuttavia, crediamo che il progresso sul fronte vaccinale e la ripartenza del turismo nei prossimi mesi potrebbe portare ad una graduale ripresa del settore. Nonostante la pandemia abbia modificato le abitudini di acquisto delle persone, il negozio fisico resta fondamentale, sia come vetrina del brand, ma soprattutto come luogo di esperienza per il consumatore. Lo stesso vale per bar e ristoranti, che rappresentano da sempre un luogo di condivisione, non solo tra amici e famiglie, ma anche per ospitare meeting aziendali».

Francesco Fravolini


Related posts
MediAI Last News

Virgin Media O2 'completes' gigabit upgrade after two years

“People’s insatiable appetite for always-on connectivity is showing no signs of slowing…
Read more
MediAI Last News

Byju's and the other side of an edtech giant's dizzying rise

“It does not matter if he is a farmer, a rickshaw puller. The same product is sold for a range…
Read more
MediAI Last News

Wall Street watchdogs probe Trump media firm deal

Spacs, which became a major story in the US stock market at the start of this year, are shell…
Read more

press@comunicatistampa.org

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *