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Rossella Seno: la classe politica ci rappresenta nella nostra miseria

Rossella Seno

Rossella Seno, cantattrice veneziana, fotografa le diverse situazioni sociali con la musica, matura con determinazione quella sana riflessione evidenziando le diverse ingiustizie. La sua carriera artistica è variegata. Debutta al Piccolo Ambra Jovinelli con “La rossa di Venezia”, spettacolo di Teatro-canzone, One woman show con la regia di Claudio Insegno. Guest nell’album di Mario Castelnuovo “Com’erano venute buone le ciliegie nella primavera del ’42” con Athina Cenci e Lina Wertmuller. È impegnata a tutelare i diritti degli animali con il brano “Luna su di me”, in favore di Animals Asia, per la protezione e il salvataggio degli orsi tibetani, scritto da Germini e Fiorucci. Un progetto realizzato per mettere a conoscenza della crudeltà che l’uomo può esercitare su altri esseri senzienti, in questo caso gli orsi della luna. La musica consente di manifestare dissensi in maniera democratica e civile per aumentare capacità critica nelle persone. Rossella Seno partecipa per due anni consecutivi all’Animal Aid live, primo concerto in favore dei diritti degli animali. Il sociale vede protagonista Rossella Seno come parte attiva del Calendario Solidale 2017 – I colori delle stelle – Donne Impegnate con testi di Ezio Alessio Gensini, fotografie di Carlo Bellincampi ed elaborazioni pittoriche di Leonardo Santoli. Protagoniste donne/artiste impegnate nel sociale. Testimonial della Onlus “Ti amo da morire”, contro il femminicidio. La sua voglia di esprimere democraticamente le proprie opinioni non si ferma e nel dicembre 2016, in vista del referendum, produce e canta “A tutti buonasera”, progetto in difesa della Costituzione, pubblicato in anteprima dal Fatto Quotidiano. La musica e il teatro sono la passione di Rossella Seno. È in scena per quattro anni con lo spettacolo di teatro-canzone Cara Milly parole d’amore e di guerra già cantate da Carla Mignone. Non è una biografia dell’artista bensì un viaggio lungo un secolo nel quale si affrontano tematiche purtroppo attuali, quale l’odio che genera le guerre, l’abbandono, il maschilismo. Lo spettacolo vuole ridare dignità non solo all’essere femminile, ma all’essere umano in generale. Presentato con successo di critica anche allo Spoltore festival Ensemble il 20 agosto 2015. Vincitrice del Premio Speciale Ciampi nel 2008 (assieme a Nada e Vinicio Capossela) con l’inedito E il tempo se ne va di Ciampi-Marchetti. Dal 12 aprile 2017 è in scena ancora gli ultimi con Puri come una bestemmia – spettacolo di canzone teatro, con Lino e Yuki Rufo. Si parla di femminicidio invece nello spettacolo L’Amore Nero, sempre con Lino Rufo. Con Rossella Seno vogliamo riflettere sul ruolo della musica nel contesto sociale, in grado di maturare uno spirito di critica nelle persone.

Le canzoni servono ad aumentare la riflessione nelle persone. Che ruolo gioca la storia nelle diverse manifestazioni espressive delle persone?

«Direi fondamentale. Inevitabilmente si è influenzati dal determinato momento storico- culturale in cui si vive. Ciò che accomuna le varie epoche è la sopraffazione dell’uomo verso il suo simile. Ma la canzone, così come l’Arte in tutte le sue forme, non rappresenta solo denuncia o protesta. Si può cantare di guerra, di ingiustizie sociali, di prevaricazioni, ma anche di bellezza e di amore. E anche se una canzone non può cambiare il mondo può contribuire a renderlo migliore, stimolando cuore e cervello. Sarà per questo che la cultura in questo preciso momento è così duramente colpita?».

Nelle parole delle tue melodie evidenzi le diseguaglianze sociali a cominciare dall’immigrazione. La società in quale direzione sta procedendo e perché assistiamo a troppe ingiustizie?

«Siamo nell’era del consumismo, anche dei sentimenti. Ci lasciamo ingannare da una società che come pensiero unico ha il profitto e ci ha portati ad avere piuttosto che ad essere. Il “diverso” non affascina come dovrebbe, anzi, ci fa paura. Va tenuto ai margini. Deriso, insultato, maltrattato, eliminato. Con le menzogne o con le ruspe».

Le persone devono essere collocate al centro della società per individuare le loro primarie necessità. Nell’attuale momento storico cosa sta accadendo alla popolazione?

«Quello che stiamo vivendo ora è un momento particolarmente difficile, dove ci vengono chiesti sacrifici che non siamo più in grado di sostenere. Stiamo affondando, e questo paradossalmente ci sta mettendo l’uno contro l’altro, invece che unirci. Ci lamentiamo della nostra classe politica, ma sono il nostro specchio: siamo noi, ci rappresentano in tutta la nostra miseria».

Il Covid ha sollevato problemi strutturali dell’Italia appartenenti al passato. La musica in che modo può favorire una rinascita culturale?

«Stiamo pagando caro ciò che il Covid sta solo evidenziando: anni di tagli sulla sanità, sull’istruzione, sulla cultura, pilastri sui quali, oltre al lavoro ovviamente, dovrebbe fondarsi un Paese. La canzone è comunicazione, può scuotere anime e coscienze. può farti vedere le cose da un altro punto di vista. Può indicarti un’altra strada, quella del cuore».

Quale valore aggiunto può assumere la musica nell’attuale contesto sociale come stimolo e suggerimento di cambiamenti radicali? 

«Direi importante. Ma se non fai parte del cosiddetto “mainstream” hai difficoltà a farti sentire. Contano più le visualizzazioni dei contenuti. La discografia punta ad altro. E i big anche».

Francesco Fravolini

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