Digitale: analfabetismo funzionale, l’Alert di Francesco Lamacchia

Spesso si tende a sopravvalutare le proprie abilità digitali. Fare netsurfing o utilizzare app social non è sufficiente per maturare una sana educazione digitale.

Parliamo continuamente di start-up di successo, di piattaforme digitali, di evoluzioni tecnologiche. Parliamo dei nostri successi, dei libri che abbiamo scritto e dei webinar in cui saremo presenti.

Parliamo di Human to Human e lo facciamo riferendoci alla comunicazione, alla relazione di mercato al superamento del rapporto business to consumer e business to business e non all’attenzione che dobbiamo metterci nei confronti dei nostri ragazzi. All’educazione e all’utilizzo degli strumenti digitali. Una formazione anche Human to Human.

Pensate che il 56,8% dei ragazzi non è a conoscenza delle regole relative alla cessione ai social della propria immagine, mentre il 46,1% non è in grado di riconoscere una fake news riguardante l’attualità”

Queste le parole del noto formatore ed imprenditore Francesco Lamacchia. Il fondatore di Dot Academy continua ponendo dei quesiti semplici ma di difficile soluzione:

Perché non iniziamo a preoccuparci del futuro dei nostri ragazzi?

Perché non iniziamo a preoccuparci della loro preparazione?

Della loro educazione digitale?

Lamacchia, conclude con un appello all’ ENTD – Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale:

“Urge un confronto sull’educazione digitale ed il corretto ed efficace uso degli strumenti digitali in Italia.”

Cultura, #booksintour valorizza turismo e libri

Turismo e libri sono due opportunità culturali per conoscere e comprendere la realtà sociale. Scegliamo una località italiana, passiamo in una libreria per acquistare un libro e la conoscenza scopre nuove frontiere. È possibile realizzare diverse iniziative per avvicinare le persone agli itinerari turistici, consentire la conoscenza delle località storiche e artistiche, favorire le presentazioni di libri che diventano un prezioso momento di riflessione, promuovere una riflessione. Sono proprio queste esigenze culturali, fortemente aumentate durante la pandemia del Covid 19, a dare vita a #booksintour, un progetto alternativo e completamente rivoluzionario che intende valorizzare il turismo per promuovere la lettura di libri.    

Il progetto

È semplice l’idea alla base del progetto: ripensare al turismo in chiave culturale. Per realizzare questo obiettivo vuole promuovere un modo alternativo per divulgare la ricchezza del territorio italiano, partendo dalle pagine di un libro. C’è un patrimonio culturale da conoscere, da vedere, da leggere perché l’Italia possiede una quantità ingente di testimonianze storiche e artistiche. «Per troppo tempo – spiegano Claudia Respano e Alessandro Celli, ideatori del progetto – la pandemia ci ha costretti a rimanere fermi, e i libri sono stati l’unico mezzo per viaggiare con la mente. Ora che pian piano iniziamo ad assaporare la riapertura, perché non riprendere a viaggiare proprio partendo dalle pagine di un libro? E ancora, perché non farlo sfruttando l’immediatezza e la viralità propri dei nuovi canali di comunicazione, così da riavvicinare i più giovani alla lettura? Noi pensiamo che in una fase storica di evidente difficoltà economica in cui riversa attualmente il nostro Paese, sia importante far leva proprio su quei settori chiave che fungono da potente volano economico per la sua rinascita. Ma soprattutto, pensiamo sia importante coinvolgere le generazioni più giovani e spingerle a pensare alla cultura in chiave innovativa, per far sì che non vada perso o lasciato in secondo piano il patrimonio culturale che storicamente ha posizionato l’Italia ai vertici del panorama internazionale». Il progetto #booksintour è soltanto alle prime battute e i fondatori sono intenzionati a tramutare l’iniziativa in un movimento virale e rivoluzionario. È un obiettivo ambizioso e facile da raggiungere se le persone risponderanno in massa, al punto di sposare l’iniziativa e cominciare a viaggiare e leggere per conoscere, apprezzare, comprendere il patrimonio culturale e artistico italiano. Con Claudia Raspano e Alessandro Celli vogliamo sollevare una discussione sul ruolo della cultura nel XXI secolo.

Qual è il ruolo della cultura nella società del XXI secolo?

«Pensiamo che la società moderna stia scontando un importante paradosso. Da una parte, infatti, le nuove tecnologie e i media digitali hanno dato a tutti la possibilità di accedere a un mondo potenzialmente infinito di contenuti, in modo diretto e istantaneo. Dall’altra, questa velocità nel secernere informazioni ha spinto – specie i più giovani, i cosiddetti nativi digitali – a prediligere contenuti semplici e immediatamente disponibili, spesso confondendo come sinonimi “accessibilità” e “apprendimento” del contenuto.  Ecco, questo è il nostro punto di partenza. In un mondo in cui tutto scorre veloce, spesso non troviamo il tempo per interrogarci oppure riflettere su un contenuto. Per far sì che i giovani alimentino interesse e inizino a comprendere la cultura nelle sue mille sfaccettature, è necessario ripensare al modo in cui questa viene comunicata attraverso i nuovi canali digitali. Ovvero, è necessario rendere la cultura “leggibile”, cioè creare una cultura 2.0. Spesso, infatti, la cultura viene percepita dalle nuove generazioni come qualcosa di statico, vecchio, noioso, senza comprendere che è proprio nella cultura che risiede la chiave che ci rende unici. Questo concetto può essere implementato in svariati modi, a sostegno della valorizzazione del nostro territorio e delle realtà culturali che popolano il nostro Paese; i nuovi canali di comunicazione in questo senso svolgono un ruolo fondamentale».

Turismo e libri sono due occasioni per conoscere e maturare. Sarebbe interessante inserire questi argomenti nei luoghi di lavoro. In che modo potrebbe essere organizzato questo ulteriore bagaglio di cultura? 

«A nostro parere, il capitalismo aggressivo che ha caratterizzato la società moderna dopo lo scoppio della pandemia ha spinto molte persone ad abbracciare l’idea di un ritorno alla Natura, intesa come la vera essenza delle cose e l’amore per l’ambiente. Questo fenomeno ovviamente ha avuto un forte eco anche all’interno delle realtà professionali, dove abbiamo visto una maggiore attenzione rivolta all’impatto sociale e ambientale dell’attività lavorativa. Venendo incontro alla sua domanda, pensiamo che portare all’interno delle aziende questo connubio tra turismo e letteratura sia certamente un ottimo spunto, per accelerare questo riavvicinamento e rendere le organizzazioni più sensibili in materia, cioè più umane. Questo aiuterebbe sicuramente molte realtà ad operare in maniera più consapevole verso il mondo che ci circonda».

Gli ideatori

@Claudia Respano

Sant’Agostino diceva “Il mondo è un libro e chi non viaggia ne conosce solo una pagina”. Io credo fortemente che abbia ragione. Ecco perché il mio augurio più grande è che sempre più giovani si avvicinano alla lettura, così che possano viaggiare senza limiti di spazio/tempo, oltre le barriere economiche, e godere del mondo con le sue infinite meraviglie. Per viaggiare, a volte, non serve fare la valigia.  

@Alessandro Celli

Mi piace leggere, amo viaggiare e sono una persona profondamente curiosa. Quale può essere il match tra, lettura, viaggio e curiosità?  E’ stato semplice trovare una risposta: quando ho conosciuto Claudia, e insieme abbiamo condiviso queste passioni siamo riusciti a dirci solo una parola #booksintour. Utilizzare i social come mezzo di diffusione di questo progetto, incentivare gli utenti a viaggiare e quindi spolverare le valigie che purtroppo sono rimaste chiuse negli armadi per troppo tempo, ma, lasciandosi trasportare in questo viaggio da un testo, che non sarà altro che il punto di partenza e di arrivo di ogni nostro viaggio

Francesco Fravolini

Lavoro, quelle opportunità dello smart working

C’è un forte cambiamento delle modalità di lavoro a causa della pandemia del Covid 19. È completamente stravolto il paradigma dell’occupazione con il prepotente ingresso dello smart working. I lavoratori devono adeguarsi velocemente alla cultura digitale. Nuovi modelli di spazi e di operatività favoriscono benessere, qualità e flessibilità. C’è l’esigenza di progettare spazi aziendali alternativi, senza tralasciare l’architettura delle abitazioni, in grado di accogliere i lavoratori che adottano la modalità in smart working. È una chiara rivoluzione economica e sociale dove le abitudini vengono rivoluzionate per fare spazio alle innovazioni delle imprese che accentuano il cambiamento, a causa della pandemia del Covid 19. Le imprese devono trovare quelle soluzioni adeguate dove sia possibile impostare modalità operative differenti. Il momento storico facilita a ripensare l’impresa per agevolare la produzione e il benessere dei lavoratori. Vogliamo soffermare l’attenzione sul futuro dello smart working e sulle nuove frontiere delle imprese con Andrea Faini, CEO di World Capital.

Audio INtervista

Quale sarà il nuovo modello economico dell’occupazione?

«Il mondo dell’occupazione, indebolito dagli effetti della pandemia, si trova difronte alla necessità di rivedere i propri modelli. Il fenomeno dello smart working ha cambiato le abitudini di lavoro di molte società, che prima non introducevano nei loro modelli aziendali questa tipologia di lavoro. In futuro prevediamo un continuo ricorso allo smart working, unito ad una rotazione del personale, alternando così la presenza fisica delle persone all’interno degli spazi di lavoro. Anche il layout degli uffici tenderà a cambiare. Da una nostra recente survey, condotta su un campione significativo di studi di architettura, è emerso che saranno implementati nuovi sistemi tecnologici all’interno degli immobili: tecnologia senza tocco per evitare il contagio (83,4%) e stazioni di sanificazione (16,6%). La tecnologia IoT porterà inoltre ad un maggiore decentramento degli spazi dedicati ai server in appositi Data Center (42,2%)».

La pandemia del Covid ha stravolto l’organizzazione delle imprese. Il paradigma economico cambia nuovamente. Quale sarà la nuova frontiera del XXI secolo?

«Sicuramente la pandemia ha cambiato le abitudini delle persone, sia nella vita, sia nel campo del lavoro. Come abbiamo visto lo smart working ha avuto e continuerà ad avere un ruolo fondamentale nell’organizzazione delle imprese. Da un recente webinar che abbiamo organizzato proprio sul tema dello smart working è emerso che nei prossimi mesi sarà sempre più condivisa la filosofia dell’hybrid-working, con uffici delocalizzati, in maniera diretta o indiretta, con accesso ad una rete di spazi da poter utilizzare on demand, in modo flessibile e con un vantaggio economico relativo ai costi di gestione. Oggi la domanda si orienta principalmente sul benessere e sulla qualità degli uffici, luoghi che devono permettere alle persone di sentirsi a proprio agio, stimolando un senso di appartenenza all’azienda. Non solo una riprogettazione degli spazi, lo smart working rappresenta anche una sfida organizzativa per le aziende, che comporta una progressiva tendenza alla flessibilizzazione dei contratti e orari di lavoro, una maggiore digitalizzazione, nuovi modelli di business, integrazione di politiche CSR nei piani strategici aziendali e un aumento di investimenti ESG».

Consumi e abitudini sono in forte trasformazione e di conseguenza anche le realtà commerciali come bar e ristoranti. Quale modello economico prevede per il dopo Covid?

«La pandemia ha avuto grandi effetti anche sulle attività commerciali, questo soprattutto a causa del lockdown, delle restrizioni, del calo del turismo e della propulsione dell’e-commerce. Tuttavia, crediamo che il progresso sul fronte vaccinale e la ripartenza del turismo nei prossimi mesi potrebbe portare ad una graduale ripresa del settore. Nonostante la pandemia abbia modificato le abitudini di acquisto delle persone, il negozio fisico resta fondamentale, sia come vetrina del brand, ma soprattutto come luogo di esperienza per il consumatore. Lo stesso vale per bar e ristoranti, che rappresentano da sempre un luogo di condivisione, non solo tra amici e famiglie, ma anche per ospitare meeting aziendali».

Francesco Fravolini

Coordinamento Giovani Giuristi Italiani: «Valorizzare le professioni giuridiche»

Rilanciare le professioni giuridiche a seguito del cambiamento causato dal XXI secolo. Il paradigma economico e sociale apre la strada a numerose novità tra le quali troviamo il nuovo avvocato, completamente rinnovato nella sua veste professionale rispetto al XX secolo. C’è bisogno di una normativa opportuna che sia in grado di rispondere adeguatamente alle nuove esigenze sociali e professionali. Il Coordinamento Giovani Giuristi Italiani prosegue nella sua attività di sensibilizzazione e denuncia, condividendo alcune proposte con Parlamentari, Istituzioni pubbliche, rappresentanti politici e membri della società civile; una normale conseguenza dell’attività di costante confronto con i colleghi ed i propri associati.

Obiettivo dell’associazione

Delineare un percorso di interventi utile a rilanciare la centralità delle professioni giuridiche nel contesto degli investimenti dedicati al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR): formazione universitaria in cima all’agenda pubblica, equità nel praticantato e per l’accesso alla professione forense, un nuovo tirocinio negli uffici giudiziari e per il concorso in magistratura, un reclutamento nella Pubblica Amministrazione adeguato ai giovani e per il ricambio generazionale. Il Coordinamento Giovani Giuristi Italiani solleva alcune critiche e sottolinea diverse precisazioni riguardo alle modifiche da introdurre per migliorare il funzionamento della giustizia italiana, senza tralasciare il nuovo ruolo della professione di avvocato nel XXI secolo.

Il ruolo dei giovani nella giustizia del XXI secolo è determinante. Quale innovazione andrebbe introdotta con urgenza?

«La laurea non è sufficiente per accedere al concorso in magistratura; occorre, alternativamente, essere in possesso di un Diploma di specializzazione per le professioni legali di durata pari a due anni; Dottorato di ricerca, di durata pari a tre anni; aver svolto con esito positivo il tirocinio ex art.73 D.L. 69/2013, di durata pari a diciotto mesi; aver conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione forense. Le Università dovrebbero cominciare a proporre dei corsi dal taglio pratico: tecniche di redazione di temi giuridici, atti e pareri, sentenze e ordinanze, insomma dei corsi che diano allo studente un utile strumentario di cui servirsi quando affronterà la pratica forense o il tirocinio. Prevedere, ad esempio, la possibilità di svolgere un tirocinio/stage in sostituzione di un esame opzionale. Insomma, qualcosa che guidi il laureando nel passaggio dalla teoria alla pratica. Per quanto riguarda il periodo di svolgimento del tirocinio ex art. 73 D.L. 69/2013, che rappresenta uno dei modi di accesso al concorso, un giovane affianca il magistrato, sia in udienza sia in camera di consiglio, predisponendo le bozze dei provvedimenti; ai fini della valutazione positiva dello svolgimento dello stage, deve frequentare i corsi di formazione predisposti dalla Scuola Superiore di Magistratura; è sottoposto al giudizio del Magistrato affidatario, che dovrà dare atto del percorso formativo, delle capacità maturate e delle competenze acquisite. Le novità che hanno riguardato la modifica delle modalità di accesso al lavoro alle dipendenze della Pubblica Amministrazione sono per i tirocinanti ex art. 73 escludenti, non consentendoci di accedere alle prove selettive. I tirocinanti ex art. 73 non avranno nemmeno la possibilità di affrontare le prove concorsuali. Nel concorso c.d. “coesione”, quello dei 2800 tecnici per il Sud, sono stati così attribuiti i punteggi ai Master, Abilitazione all’esercizio della professione forense, SSPL e Dottorato, ma non al tirocinio ex art.73 D.L. 69/2013. Probabilmente i tirocinanti, che non posseggono ulteriori titoli, non riusciranno nemmeno a sostenere le prove. È necessario valorizzare il tirocinio ex art.73. Nonostante l’art. 73 sia rubricato “formazione presso gli uffici giudiziari”, il nostro tirocinio non riceve riconoscimento di punteggio alcuno, a differenza dei master, della SSPL e del dottorato. È necessario che l’esperienza acquisita durante i 18 mesi non venga vanificata. Un laureato, formato per 18 mesi per operare negli uffici giudiziari, come può essere cestinato e lasciandolo fuori dai concorsi pubblici o penalizzandolo?».

Come sarà il ruolo professionale dell’avvocato in questo momento storico dove cambiano drasticamente i paradigmi economici e sociali?

«La professione dell’avvocato è tanto importante quanto frustrata. L’avvocato aiuta i cittadini, gli imprenditori ad orientarsi nel “mare” delle norme. Spesso però l’avvocato si evita, è visto come “ultima spiaggia”, per rimediare a qualcosa che non è andata bene. L’avvocato oggi non dovrebbe solo “curare” ma fare prevenzione. Per di più, a fronte di una clientela che si riduce, ci sono sempre più interessati alla spartizione (delle briciole) della torta. Nel 1921 Pietro Calamandrei scrisse un saggio dal titolo “Troppi avvocati!”, critica per il numero sempre maggiore degli stessi. Un secolo dopo la situazione è peggiorata. Dal 2000 il numero degli iscritti all’Albo è sempre cresciuto; di conseguenza il reddito medio degli avvocati è diminuito. Ma si tratta di un reddito medio della categoria, molto eterogenea, in cui, a fronte di redditi elevati di professionisti (lavorativamente) anziani, ci sono giovani professionisti con redditi bassissimi. Formalmente “partite iva”, di fatto lavoratori subordinati, ma senza i benefici che ciò comporterebbe. L’area di attività su cui si concentra ancora la professione è data dall’assistenza giudiziale, mentre la parte consulenziale è ancora marginale. Ecco, questa è la parte di torta a cui i giovani avvocati devono puntare (ma per fare ciò, non avendo la fama di principi del Foro, che può avere solo un professionista con anni di esperienza – e magari generazioni – alle spalle) è necessario, contemporaneamente, essere versatili ma specializzati. L’avvocato si trova innanzi a una sfida che consiste nel cambiare il modo di approcciarsi a svolgere la professione, adeguandosi ai tempi, alle esigenze che cambiano. Ecco, il cambiamento, è una nuova sfida da affrontare anche nell’universo dei servizi legali. La professione di avvocato, negli ultimi anni, è stata considerata alla stregua di un servizio “fungibile”; un servizio che il cliente può acquistare da qualunque professionista, purché abbia il “titolo”. Di conseguenza il cliente va dove spende meno, e questo comporta una “gara al ribasso”, una corsa ad abbassare i prezzi per accaparrarsi i clienti. Per il processo decisionale del cliente l’elemento fondamentale non deve essere il prezzo, bensì la creazione di valore, cioè fare guadagnare (più) soldi al cliente, oppure farglieli risparmiare (il più possibile). O comunque più di quanto avrebbe saputo fare un altro avvocato concorrente. Per il cliente-imprenditore il valore è tutto ciò che aumenta direttamente (aumenta il fatturato) o indirettamente (riduce i costi) il valore della sua impresa. E ciò non si esaurisce più solamente nella capacità di vincere il processo, ma anzi di evitarlo, e conseguentemente fare risparmiare tempo (e stress) al cliente, per impiegarlo in attività, a sua volta, produttiva di maggiore reddito. L’avvocato oggi dovrebbe, per essere attrattivo, creare opportunità di business per il cliente. Se il servizio dell’avvocato è portatore di valore, allora, si esce dalla logica del price competition. Per fare ciò l’avvocato deve avere a sua volta una mentalità imprenditoriale. L’ordinamento professionale vieta però l’attività d’impresa. Chi gestisce uno studio legale con vari collaboratori dovrebbe pensare e agire come se lo studio fosse un’impresa. L’avvocato dovrebbe lavorare in team. Per fare ciò occorrono competenze manageriali ad hoc, qualcosa che a oggi non viene insegnato nelle università, e neppure esiste un percorso post laurea capace di impostare un metodo. Imparare da un avvocato “vecchia scuola” non è il percorso adatto, le scuole di specializzazione non lo sono. Forse potrebbero esserlo dei (costosissimi) master, magari offerti solo da università private, a condizione che ciò sia accompagnato da un percorso di tirocinio all’interno di una realtà aziendale. Bisogna, forse, prima stare in azienda, vivere le esperienze interne per poter, poi, supportare dall’esterno. Lavorare in team non è un optional per il futuro. La mentalità dell’avvocato dovrà trasformarsi da professionista inteso come tecnico del diritto-dispensatore di soluzioni a professionista-imprenditore, dedito alla gestione della consulenza per i clienti. In questo mutato scenario l’avvocato deve, prima di tutto, essere “proattivo”, deve sapere progettare interventi, definire obiettivi, coinvolgere persone interne, ma anche esterne, allo studio e che lavorano in rete con lui per la gestione di singole parti o aspetti del procedimento di consulenza. Deve sapere creare una catena di montaggio. Quanto alla tipologia di richieste, uno studio legale ben organizzato, con mentalità business, saprà gestire le richieste di consulenza con approccio manageriale, per cui, prima ci si dedicherà all’analisi della realtà imprenditoriale nel suo complesso (quindi non della singola impresa che segue, ma del contesto in cui questa agisce) poi si deciderà chi, fra i collaboratori dello studio, nelle varie fasi di gestione, se ne occuperà al fine di ottimizzare le risorse e razionalizzare le attività. La mentalità secondo cui l’avvocato era sempre il fulcro di tutto non funzionerà più. Il singolo non può gestire efficacemente grandi carichi di lavoro, perché ciò porterebbe ad allungare i tempi, ma soprattutto andrebbe a discapito della qualità della consulenza e della sua efficacia. Il consulente legale viene visto come parte integrante del processo decisionale interno, per cui si deve adeguare ai suoi tempi, altrimenti sarà sostituito da altre figure perché considerato un inutile costo, o addirittura un fattore di rallentamento».

Francesco Fravolini

Tecnologia e Democrazia: il successo della petizione “PopolarDigitale” contro i vitalizi ai condannati è un segnale forte per il Paese

Non importa chi è la persona o il caso di specie. Oggi uno domani un altro, giallo, rosso o verde, non fa differenza. Ciò che importa è che 100.000+ firme di cittadini attivi hanno fatto sana pressione sul legislatore. Poi se ne discute nelle sedi opportune con il confronto e carte scoperte sul tavolo.

Questa le parole di Pasquale Aiello, Presidente dell’ ENTD – Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale, sul network professionale Linkedin. La riflessione nasce in risposta all’articolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano: Senato contro Formigoni & Co., il segretario generale ha impugnato la decisione in appello.

Pasquale Aiello è da sempre impegnato a promuovere la crescita del senso critico e della consapevolezza dei cittadini quale mezzo per contrastare la “malocrazia sistemica” ed il digitale come strumento facilitatore per l’inclusione.

Innovazione e digitale: Gennaro Gennarelli entra nel Comitato Etico dell’Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale

L’Ente Nazionale per la Trasformazione DigitaleEnte non Governativo non Profit continua ad attrarre talenti ed eccellenze grazie a polarizzazione etica e alta specializzazione.

Ufficializzato oggi l’incarico conferito a Gennaro Gennarelli lo scorso 16 Marzo in qualità di Membro Senior del Comitato Direttivo dell’ENTD. La nomina era in attesa del benestare, arrivato ieri in tarda serata, da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), ove il Dott. Gennarelli presta servizio all’interno dell’ Ispettorato generale per l’informatica e l’innovazione tecnologica (IGIT), struttura della Ragioneria Generale dello Stato.


Fonte: Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale
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Musica, Giulia Mazzoni: stile classico con il mondo pop

La musica è un percorso culturale nel quale conoscere le melodie classiche che rappresentano la cultura musicale. I giovani sono sensibili alla musica, pronti a scoprire con la loro curiosità quelle nuove frontiere della melodia. La straordinaria vitalità nell’ascoltare la musica coinvolge i giovani; tuttavia è fondamentale insegnare approcci e modalità adeguate, al fine di valorizzare la cultura musicale senza esaltare le melodie commerciali che sono ugualmente importanti ma con declinazioni differenti. La musica della compositrice e pianista Giulia Mazzoni è romantica, emozionale, onirica, cerca di sposare lo stile classico con il mondo pop. I critici l’hanno definita l'”angelo del piano-forte” per descrivere come trasporta gli ascoltatori in un altro mondo attraverso il suo pianismo emotivo. Giulia, nata a Firenze il 15 marzo 1989, dopo aver studiato pianoforte, sassofono e arrangia-mento alla scuola di musica Giuseppe Verdi di Prato con Susanna Sgrilli e Roberto Manuzzi, si specializza in composizione al Conservatorio di Milano. Nel 2013 Giulia pubblica il suo primo album, Giocando con i bottoni, contenente 14 composizioni originali per pianoforte solo. Nello stesso anno divenne la prima compositrice italiana a ricevere il prestigioso Premio Ciampi. Si è esibita al concerto di Natale dal vivo della RAI tenuto all’Auditorium Conciliazione di Roma, condividendo il palco con grandi come Pat-ti Smith, Dolores O’Riordan, Elisa, Asaf Avidan e Anggun. Nel 2014 Giulia è protagonista di performance interessanti: all’Eataly Milano Smeraldo, al Ravello Festival e al MEI indepen-dent-label festival di Faenza. L’anno seguente è l’unica donna scelta per contribuire alla compilation “Eataly Live Project” della Sony Music con la sua canzone “Where and When?”. È pianista residente per Audi City Lab alla Milano Design Week 2015, suonando un pianoforte Bösendorfer appositamente progettato da Philip Schlesinger. Nel 2017 diventa la prima compositrice e pianista ad esibirsi al principale evento italiano di musica pop Festival Show. Nello stesso anno collabora con il coro femminile del Carcere San Vittore di Milano nell’ambito del progetto “Oltre le mura”. Nonostante le sfide legate alla pandemia nel 2020, Giulia partecipa a vari festival, concerti, interviste e live streaming. A marzo presenta “Inside Room 2401”, una serie di quindici concerti che trasmette in streaming dal suo canale Instagram. Il 23 maggio partecipa al festival internazionale Piano City Milano insieme a Michael Nyman, Ludovico Einaudi, Chilly Gonzales, Roberto Cacciapaglia, Joep Beving, Rosey Chan, Rufus Wainwright, Sasha Pushkin e altri. Circa 265 mila persone in tutto il mondo hanno seguito il live streaming del festival e milioni di persone in 120 paesi hanno visto la registrazione. A causa del Covid-19, Giulia ha dovuto annullare, riprogrammare o modificare diverse esibizioni pianificate. Ora sta lavorando al suo nuovo album, che dovrebbe essere pubblicato nel 2021. Con Giulia Mazzoni vogliamo analizzare il coinvolgimento che soltanto le note musicali possono assicurare nel percorso culturale dei giovani e, più in generale, delle persone.

Quando hai capito che la musica è la tua passione di vita?

«Fin dal primo momento. Sono cresciuta in un ambiente molto stimolante; in casa tutti erano appassionati di musica, cinema e arte ma nessuno suonava. Mi portavano ai concerti, mi facevano scoprire vinili, film, alimentavano continuamente la mia creatività e la mia curiosità. L’incontro ravvicinato con il pianoforte è avvenuto in quinta elementare. Durante una ricreazione ho sentito quel suono magico, una voce che mi chiamava e della quale mi sono innamorata. In un’aula della mia scuola c’era questo bellissimo strumento e ogni volta che potevo scappavo e mi rifugiavo in quell’abbraccio, quel porto sicuro che mi faceva sentire compresa e meno sola. Inizialmente vivevo la musica come un gioco segreto nel quale improvvisavo melodie sul pianoforte e costruivo piccoli temi. Poi ho rivelato il mio segreto ai miei genitori e ho iniziato il mio percorso di studio, prima alla scuola di Musica Verdi di Prato e poi al Conservatorio Verdi di Milano. Ho dovuto dimostrare ai miei genitori che la musica non era un capriccio ma una esigenza e ricordo i sacrifici di quando ero una bambina. La gioia di partire ogni giorno dopo la scuola per andare ad esercitarmi. Provavo quella meraviglia che si prova quando si scarta un regalo da bambini. Non avevo il pianoforte a casa, i miei volevano capire quanto la musica fosse importante per me, ricevetti il primo pianoforte a 15 anni e a proposito di regali quello fu sicuramente il più bello della mia vita». 

Come coinvolgere i giovani nella conoscenza della musica?

«Ognuno ha il proprio metodo e la propria visione della musica e non mi permetto di giudicare. Credo che proporrei un percorso tradizionale unito a un percorso più creativo che preveda anche l’utilizzo della tecnologia. Lo studio sullo strumento e la tecnica tradizionale è fondamentale ma anche lo studio di tutte quelle tecnologie che permettono di sviluppare la creatività. Ci troviamo di fronte a dei nativi digitali, la generazione Z ha bisogno del rapporto con la tecnologia (sono nati con quella e non possiamo imporre loro modelli che non gli appartengono, possiamo utilizzare i loro strumenti per fare apprezzare e apprendere il passato e il presente). I ragazzi di oggi sono creativi, animati da un forte senso sociale e opinioni molto strutturate. Un mondo interiore molto complesso che spesso non riesce a manifestarsi schiacciato da una società dell’apparenza e dell’incertezza. Insegnerei loro a suonare il pianoforte e ad avere un approccio alla composizione tradizionale partendo dal rapporto con lo strumento; poi insegnerei loro che attaccando un pianoforte digitale a un computer e aprendo programmi come Cubase si possono scoprire librerie di suoni infiniti dai campionamenti orchestrali ai suoni della natura. Un linguaggio che comprenderebbero e di cui si approprierebbero subito. Si aprirebbero così per loro infinite possibilità di colorare il proprio disegno. Insegnerei a ricercare i propri suoni, il proprio stile ed essere se stessi. Accoglierei senza pregiudizio la loro curiosità trasmettendo quello che ho dentro e posso dare loro. Ascolterei le loro esigenze, mi confronterei alla pari cercando di capire gli ascolti, analizzandoli insieme e proponendone altri. Non esiste mai una musica di serie A o di serie B, esiste una musica ben fatta o fatta male e non esistono Maestri ma solo e sempre allievi. Sono sicura che avrei anche io tanto da imparare da loro». 

La melodia esprime stati d’animo e descrive situazioni sociali meglio delle parole. La musica che ruolo svolge in questo momento storico dove il Coronavirus diminuisce la socialità?

«La musica è fondamentale in questo periodo. Durante il primo lockdown ho proposto dei concerti in streaming e ho partecipato a diversi festival come Piano City che hanno ricevuto una attenzione considerevole con milioni di visualizzazioni da tanti paesi diversi.  Un segnale importante e incoraggiante, le persone non si sono dimenticate di noi: hanno bisogno della musica e della cultura. Hanno bisogno di speranza e di bellezza. Lo streaming ci ha aiutato molto ma adesso manca il teatro, il ritrovarsi, il rito del concerto. Si può creare la condizione tecnica perfetta per avere un bel suono in streaming (a volte meglio del live) ma non si potrà mai ricreare la magia, la dimensione spirituale che si crea durante un concerto dal vivo».

Perché la musica classica non è adeguatamente valorizzata nei programmi scolastici?

«Non solo la musica classica ma la musica in generale. Trovo tutto questo assurdo. Una educazione senza bellezza non può alimentare lo spirito. La musica, il teatro, l’arte e le materie classiche permettono di guardarsi dentro, interrogarsi e quindi crescere. Non è la tecnica che conta ma ciò che puoi trarre da quel tipo di scuola. Non tutti diventeranno artisti di professione ma potranno beneficiare di quel percorso nella vita. Significa guardare le cose da prospettive diverse e una educazione alla profondità. Nessuno si guarda più dentro ma ci si guarda solo da fuori e siamo costantemente impegnati a galleggiare per sopravvivere. Perché non è valorizzato questo tipo di percorso? Richiederebbe fondi, tempo e competenze che spesso non sono disponibili e uno sforzo da parte delle famiglie che, sempre più spesso, non possono permettersi questo tipo di educazione, non solo dal punto di vista economico ma anche sociale e culturale. È un periodo storico difficile dove le famiglie hanno difficoltà ad arrivare a fine mese e quindi si è radicata l’esigenza alla praticità. Si predilige un tipo di educazione più pratica dove si ricercano altri tipi di valori. Questo è comprensibile ma va in contrasto con l’arte. Si galleggia e non si va in profondità». 

Nel contesto sociale la melodia diventa un anello di congiunzione che facilita l’incontro tra le persone. Come usare questa ricchezza?

«Quando suono in giro per il mondo non servono le parole. Tutti comprendono il linguaggio che utilizzo sfiorando i tasti del pianoforte. La musica è un linguaggio potentissimo in grado di toccare corde dell’anima profonde. Ogni mio pezzo è come una canzone, non ci sono parole apparentemente ma in realtà è una musica che si riempie continuamente di significati. Ognuno vive questa musica e la riempie delle proprie parole. Quando scrivo un pezzo racconto parti di me ma poi quando lo eseguo lo condivido con gli altri e si trasforma accogliendo nuovi significati. È una festa che celebriamo insieme, un viaggio senza barriere. Personalmente utilizzo la melodia per abbattere quel muro che spesso si crea in un teatro e con il pianoforte, uno strumento che viene percepito come rigido, severo e austero. Il mio piano è pop, per tutti e vorrei che fosse una gioia ascoltarlo in tutte le sue sfumature abbattendo ogni pregiudizio». 

Sei impegnata anche sul sociale. Qual è l’obiettivo del progetto culturale “Oltre le mura”?

«È un progetto al quale tengo particolarmente e che mi ha segnata dal punto di vista umano. Entrare nel carcere di San Vittore e lavorare con il Coro Femminile “Oltre le mura” composto dalle detenute è stata una esperienza umana importante che mi ha cambiata in meglio. Inizialmente è stato difficile e la sera piangevo per il carico emotivo. Attraverso la musica si è creato un dialogo profondo nel quale le ragazze si sono aperte e messe in gioco. In alcuni momenti è stato difficile perché la musica permette di guardarti dentro e non tutti abbiamo luce. Uscivano le ombre, le paure, la sofferenza, la verità di ogni individuo. Non c’erano buoni e cattivi ma solo esseri umani più o meno fragili con storie difficili e scelte sbagliate. Nessun giudizio solo un abbraccio e la voglia di aiutare almeno una parte di loro a ritrovare se stesse e capire che esiste una possibilità di riscatto e di miglioramento. Siamo riuscite a fare esibire dal vivo una ragazza durante la giornata contro la violenza sulle donne. Siamo riuscite a farle capire quanto lei possa dare di bello agli altri facendo del bene e non del male, cantando. Ricordo i suoi occhi ricoperti di gratitudine profonda che sovrastava la pece del passato. A volte si vince e a volte si perde perché il bene e il male esistono e non sempre prevale il primo ma dovremmo sempre provarci per migliorare la nostra società. Ringrazierò sempre Sara Bordoni, Auser Lombardia e il Carcere di San Vittore per questa esperienza incredibile e spero di rivedere presto “le ragazze”».

Francesco Fravolini 

Storie di libertà alla scoperta dell’Astratto

Conoscere se stessi sembra facile, comprendere la vita diventa un lavoro quotidiano, accettare le negatività è la scelta più complessa. Le varianti dell’esistenza sono molteplici e cambiano a seconda delle personali decisioni. Capire e comprendere non sono la medesima attività da svolgere per essere in sintonia con gli altri e soprattutto con se stessi.

A queste domande, spesso senza risposta, vogliamo sollevare brevi spunti su cui riflettere mediante una riflessione che propone Sara Ascoli, antropologo medico, counsellor, mental trainer, formatore e autore.

Iniziata allo sciamanesimo andino, da oltre quindici anni opera a Roma come counsellor, avvalendosi di antiche e sacre conoscenze e ideando diversi cammini per liberare l’individuo dalle morse della paura e della mente. Inoltre, tiene corsi e conferenze per il risveglio della Coscienza.

Nel 2020 ha pubblicato per Ghilgamesh Edizioni il saggio Cenerentola: l’Inganno, l’Anima e il Sang Real. Dalla causa dell’ignoranza alla comprensione del cuore, (Enki, saggistica); per Ali Ribelli Edizioni, l’opera La Stirpe delle Anime Guerriere.

Sempre nel 2020 inizia la collaborazione come autrice per la rivista scientifica Cultura&Dintorni.

L’autrice, nel suo ultimo libro La Stirpe delle Anime Guerriere, racconta la voce di un lignaggio lontano che riecheggia nelle giornate di Riia: la sta addestrando ad essere un guerriero. Ma per cosa e, soprattutto, contro chi si dovrà combattere? Un guerriero della stirpe delle anime che vengono dal paradiso duella sempre contro sé: non ha nemici da sconfiggere, piuttosto ha se stesso da vincere liberando i propri territori dall’invasione mortale.

In bilico tra racconto e saggio, manuale e scrittura privata, mistica e medianità, fiaba e autobiografia, psicologia e sciamanesimo: la Stirpe inaugura le storie di libertà che ci inizieranno alla scoperta dell’Astratto; a ingaggiare competizioni contro l’idea di noi stessi, ciò che ognuno crede di essere; l’immagine mentale e mondana di sé.

Riia li chiama I Miei: sono le presenze invisibili che educano all’Intensità e alla Resa; a scansare le falle mortali di auto celebrazione e auto compiacenza; a vedere il mondo come immagine bidimensionale. Sono le Guide che le presenteranno la compagna Espiazione e i Maestri del Vento; che la addestreranno ai sogni e alla memoria di potere.

Così Riia incontrerà la Mantide, il Vichingo, il Terrestre e gli altri membri dell’esercito personale sino a conoscersi nel proprio doppio maschile. È fondamentale conoscere le differenze vissute nelle situazioni sociali, dove ogni accadimento ricopre un preciso significato anche se spesso non riusciamo a comprendere la sua essenza. Le riflessioni si susseguono e gli interrogativi devono avere una risposta.

Scopriamo con Sara Ascoli queste particolarità composte da piccoli gesti e da notevoli sfaccettature.

Le presenze invisibili che descrivi nel tuo ultimo libro che significato assumono nella vita quotidiana delle persone?

«Nella vita di ciascuno non saprei. Il cammino che ho fatto in oltre 25 anni, con quelle presenze che nel libro della Stirpe chiamo i Miei, è un percorso individuale che, come ho scritto, ritengo fondamentale: devo loro più di una vita, tra le volte in cui me l’hanno salvata e le offerte d’esperienza.

In un punto dell’esistenza, ognuno è raggiunto dall’invito di una coscienza superiore all’ordinaria: siamo chiamati a scoprire la nostra reale natura, come spiego nel saggio dedicato a Cenerentola invitata a nozze. A ogni invito risponde una tensione alla libertà o manifestazione, che è spontanea, naturale, direi connaturata all’uomo. Per alcuni il dialogo si risolve nell’arte; altri meditano o seguono discipline; qualcuno riversa la tensione in una passione, un interesse, uno sport, etc.

L’invito può arrivare sotto infinite spoglie, anche attraverso una forte sofferenza. È comunque sempre un’opportunità: in me si è attuato un passaggio dal mero esistere alla tensione verso la manifestazione; ho potuto vedere quale fosse la mia missione, il motivo per cui attraverso questa vita. Io ho dovuto solo accettarlo. E non è stato, non è, sempre facile».

Nell’attuale contesto storico dobbiamo essere guerrieri. Come possiamo usare la nostra forza per combattere di fronte alle difficoltà della vita?

«La forza che tramite prove ed esperienze scopriamo di avere, non andrebbe dispersa per affrontare il quotidiano, bensì per elevarsi. “Superare” le difficoltà vuol dire proprio “andare oltre, elevarsi” a una altezza tale che l’idea di difficoltà ordinaria non possa raggiungerci. La forza dovrebbe spingerci ad avere più fame: non saziarci di una casa, un lavoro, una famiglia o della buona salute.

Questo è il pane quotidiano ma è stato detto che “non di solo pane vivrà l’uomo”: ciò che onoro di queste parole è quel futuro troppo spesso inosservato. Sta scritto “vivrà” non “vive”. È da intendersi: potrà dirsi vivo unicamente colui che non si nutrirà soltanto di nomi e forme del mondo fenomenico ma saprà avere fame “di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4,4; LC 4,4).

Il posto che occupa il divino nel mio credo o nel mio libro lo spiego con un’altra illustre citazione di cui ho già abbondantemente scritto nel saggio su Cenerentola: “il Regno dei Cieli è dentro di voi” (Lc 17, 21 e nell’apocrifo di Didimo Giuda Tommaso). E se lì c’è il Regno, c’è anche il Re».

Attribuire un valore aggiunto a una negatività in che modo può diventare un punto di forza?

«Il valore si rivela quando andiamo oltre le categorie di giusto e sbagliato. Nella Genesi si parla del frutto proibito della conoscenza del bene-e-male, non del bene e del male, ma bene-male. Per molti quel frutto è ancora proibito. Viviamo nel regno della relatività per cui ogni cosa è vantaggio o disagio in relazione al punto di osservazione che scegliamo.

Ciò che solitamente consideriamo negativo perde le sue specifiche se ci liberiamo dell’importanza personale, del ruolo infernale di vittima intenta ad autocommiserarsi o celebrarsi e assumiamo la responsabilità del nostro potere. In termini danteschi questo equivale al passaggio dall’Inferno al Purgatorio; nel libro della Stirpe è ben illustrato nella fiaba di Barbablù».

La vita è un continuo combattimento. Quale messaggio vuoi lanciare con questo libro?

«Concordo che per molti la vita sia combattimento, eppure, in accordo con i Miei è illusorio, considerato alla stregua dell’intrattenimento per fanciulli, o per anime fanciulle.  Solitamente si combatte per difendere quanto appartiene al mondo delle cose: status, successo, sicurezza – nella sicurezza rientrano i rapporti, l’estetica, la comunicazione, la professione, l’esibizione di un’idea di sé; la ricerca di ragioni, motivazioni, ideali; il senso di appartenenza, la coerenza.

In sostanza, si combatte per non accettare il divenire, la caducità delle cose: impedire al fenomeno di divenire, all’evoluzione di compiersi, al cambiamento di manifestarsi, per il guerriero è appena intrattenimento. Intrattenere vuol dire trattenere presso di sé, sino a rallentare. E cosa si rallenta? La crescita, l’evoluzione di ogni uomo. Ciascuna forma di intrattenimento ordina la nostra attenzione: suggerisce in modo quasi ipnotico cosa vedere o desiderare.

La maggior parte delle persone è intrappolata in questa ipnosi eppure si ritiene libera di agire per propri scopi o interessi, inconsapevole di poter operare scelte all’interno di una gamma limitata e preordinata di obiettivi. Fintanto che useremo le nostre energie per realizzare scopi del mondo delle cose stiamo semplicemente lavorando al suo servizio: siamo i suoi schiavi.

Il libro della Stirpe narra di come la protagonista venga iniziata a quel genere di battaglie degne di essere combattute: avvengono sempre dentro di noi e contro le proprie rappresentazioni mentali che, in ultima analisi, sono responsabili del mondo così come lo vediamo».

Oggi parliamo sovente di resilienza. Che ruolo e quale significato attribuire in questo periodo storico?

«Più che di resilienza i Miei parlano di attesa, pazienza e resa: si tratta dell’Arte del non fare ovvero resistere alle provocazioni delle immagini in movimento, del fenomeno che ci intrattiene. Quest’arte si sviluppa arrendendosi a ciò che è, consapevoli che inevitabilmente cambierà, pur restando osservatori attenti e silenziosi.

Il mondo delle cose ci tenta costantemente con un avvenimento o con l’arrivo di un conto salato da pagare: l’osservatore nota ciò che si è mosso al proprio interno e ciò che invece non si muove mai. Dentro noi si attiva paura, disagio, irritazione: si tratta di minacce percepite da un’idea di noi stessi come la convinzione di non farcela, di non essere o di non meritare abbastanza.

È resistenza al cambiamento o alla necessità di oltrepassare i propri limiti conosciuti, ove per limite si intende la natura stessa di un’idea di noi. L’osservatore non si lascia distrarre dalle immagini in movimento che scorrono fuori da sé (il conto da pagare) il cui unico scopo è intrattenerlo in un’idea di sé che cerca difende l’illusione di essere reale.

Contrariamente all’idea di sé, il guerriero non rivendica il concetto di esistenza: “io esisto”, come fosse un oggetto o una forma, bensì lotta per mantenere la propria attenzione libera su ciò che non cambia mai ovvero la manifestazione dell’Essere nel Divenire. A questo Divenire universale (che altri definirebbero “progetto divino”) il guerriero partecipa in qualità di co-creatore ripulendo la propria percezione da interferenze individuali».

Francesco Fravolini

Lavoro: valorizzare la risorsa culturale dei giovani

Il mondo del lavoro cambia con i nuovi paradigmi economici e sociali del XXI secolo, aggiorna velocemente le modalità professionali a causa dell’emergenza sanitaria del Coronavirus. Ed è in questo scenario decisamente rivoluzionario che i giovani devono trovare il loro percorso formativo e di conseguenza professionale. I giovani sono una risorsa culturale sacrificata dalla crisi economica, dai dissesti finanziari provocati da una cattiva politica italiana, dalla visione ancora assente del futuro della nazione; le grandi eccellenze rischiano di non essere giustamente valorizzate nelle loro sfaccettature. Per crescere e maturare nel mondo in cui viviamo servono creatività e innovazione. La società chiede di uscire dagli schemi tradizionali del XX secolo ed esige allontanamenti dalle realtà economiche, per alimentare l’immaginazione e stimolare al confronto. Non è sempre negativo emigrare verso nuovi orizzonti perché vuol dire maturare con autentiche esperienze di vita, al fine di trovare originali stimoli alla personale intelligenza. Non sentirsi costretti ma adattarsi a questo cambiamento con uno sguardo diverso, significa apprezzarlo come un dono e una possibilità di credere alle proprie potenzialità. Sono aspetti importanti per favorire un approccio opportuno alle vicissitudini della vita. Puntiamo sull’innovazione digitale che stravolge le abitudini di vita e di lavoro ma consente, al tempo stesso, una maggiore facilità di conoscere. C’è una scrematura da fare con minuziosa attenzione ma è un mondo affascinante che apre a nuove possibilità, forse per molti ancora da conoscere. Sfruttiamo ciò che il bello della tecnologia è in grado di regalare per migliorare le nostre concezioni di vita, cambiando la personale filosofia della cultura. I giovani, in questo settore, sono avvantaggiati e dovrebbero essere supportati dalla vecchia generazione, senza entrare in competizione. Agnese Scappini, psicologa ad indirizzo lavoro e comunicazione, delinea questo cambiamento e indica soluzioni che possono trovare una loro applicazione nel contesto sociale e occupazionale.

I giovani come possono superare questo momento storico?

«I giovani sono coloro che hanno più ampie risorse per poter superare i momenti critici; hanno dalla loro una maggiore plasticità cerebrale (e proliferazione neurale) e quindi capacità di trovare sempre nuove soluzioni. Se, tuttavia, sono messi nelle condizioni di poterlo fare. Dobbiamo ammettere quanto stiamo trascurando il loro vissuto in questo momento storico, quando invece il segreto per aiutarli è proprio la nostra presenza e attenzione. Cechiamo di ascoltarli, promuoviamo il dialogo, diamogli fiducia, concediamogli maggiore spazio, le quattro mura di una camera non possono essere un luogo sufficiente».

Formazione e lavoro non sono in sintonia e in Italia c’è ancora questo gap che penalizza i ragazzi. Come si può migliorare?

«Ci stiamo lavorando, vedo un po’ di fermento e impegno a riguardo, appartenendo al gruppo degli Psicologi del lavoro all’ordine degli Psicologi dell’Umbria; in qualità di Psicologa del Lavoro mi dedico molto nel fare della formazione un cardine essenziale. La distanza e la digitalizzazione, forse, possono essere usate proprio a questo scopo: a rendere più fruibile le nuove modalità di ‘formazione’. È del tutto evidente che il percorso formativo deve essere considerato imprescindibile dalle stesse imprese, quindi è importante sensibilizzare manager e altre figure determinanti. I social possono essere un ottimo veicolo».

Il digitale è la nuova frontiera per adulti e giovani. Che ruolo assume nella preparazione culturale e professionale della nuova generazione?

«Accostare il termine digitale a cultura devo ammettere mi spaventa un po’; non per sembrare obsoleta, tuttavia se è vero che per cultura si intende l’insieme di conoscenze di un’epoca, il digitale appartiene a queste nuove conoscenze, quindi è certamente figlio di questa cultura. Il rischio, però, a tutt’oggi è che questo figlio rimanga orfano di una cultura intesa come base solida di conoscenze e criticità, che permettano di sostenere la immane complessità che il digitale porta. Cultura deriva in prima istanza da ‘coltivare’ un’attività che richiede dedizione, tempo e sacrificio, elementi di cui oggi si sta perdendo il valore e il senso in virtù della velocità, facilitazione nemica della riflessione».

Cultura e tecnologia in che modo possono e devono allearsi per valorizzare le potenzialità dell’innovazione tecnologica?

«Cultura e Tecnologia possono e devono collaborare per far sì che quest’ultima, che è strumento della prima, non ne diventi invece una carnefice, termine forte ma rende l’idea. Siamo nell’epoca della tecnè, un’epoca molto difficile perché la tecnica non ha un sistema valoriale che la guida, ma vive solo del continuo superamento di se stessa. È l’uomo qui l’unico garante di contenimento di questa supremazia tecnologica. Possono, quindi, convivere e collaborare se la seconda viene considerata e mantenuta strumento della prima e non coniatrice, a sua volta, di un nuovo e disincantato sistema valoriale».

Francesco Fravolini

Ente Nazionale ENTD: Francesca Agostino eletta Presidente del CEI

“Grazie a tutti i partecipanti, e congratulazioni al Vicepresidente eletto, Andrea Purpura. Sono certa che in piena condivisione e con spirito collaborativo espleteremo al meglio le importanti funzioni attribuite al nostro Comitato”, dichiara Francesca Agostino subito dopo l’esito delle elezioni.

Francesca Agostino è Laureata in Scienze Politiche e Giurisprudenza. Spiccata vocazione internazionale ed alle relazioni diplomatiche e istituzionali. Esperto tecnico-legislativo con pregressa e pluriennale esperienza maturata in ambito parlamentare a supporto dell’attività legislativa di commissioni e gruppi parlamentari di Camera e Senato, integrata da una positiva e vigorosa parentesi presso la Direzione affari legali di Eni SpA, e precedentemente, presso l’ufficio giuridico dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

Francesca Agostino Comitato Etico ENTD – Presidente

Competenze specialistiche in materia di predisposizione, revisione, verifica di conformità su accordi e programmi intergovernativiMoU e progetti intersocietari internazionali, due diligence, predisposizione di pareri, redazione di osservazioni e commenti e attività di compliance.

Parallelamente all’attività prevalente presso il Senato della Repubblicacollabora con istituzioni ed enti territoriali, specie al Sud, nella promozione di progetti di internazionalizzazione e innovazione dell’offerta turistica e culturale e rivitalizzazione del tessuto economico e produttivo. E’ ideatrice e co-fondatrice del “Network Mediterraneo“, comitato inter-territoriale, formalmente sostenuto dal 14 comuni calabresi e dal Consiglio regionale della Calabria, finalizzato alla candidatura del Tramonto sullo Stromboli come Patrimonio dell’Umanità.

Un altro traguardo per l’Ente Nazionale per la trasformazione digitale, organizzazione non governativa no profit che ha puntato sin dalla fondazione sulla polarizzazione etica ed alta specializzazione della board di governance e degli associati tutti.

Europa: le nuove sfide politiche e sociali

L’Europa deve rivedere strategia politica e sociale, cambiare strategia geopolitica in vista dei diversi stravolgimenti che stanno avvenendo in questo XXI secolo. Non è soltanto il Covid-19 a rivoluzionare l’economia e la società ma è principalmente il riposizionamento politico vissuto nel mondo. Con questo compendio si inaugura la collana Praecurrit Fatum – idee controcorrente diretta da Marcantonio Lucidi e Alessandro Orlandi. È prevista la pubblicazione di una serie di volumi per delineare il possibile futuro, analizzando argomenti in rapida trasformazione contenuti e affrontati in questo primo testo.

Il disegno politico

La grande costruzione voluta dai sette padri fondatori dell’Unione Europea – De Gasperi, Spinelli, Monnet, Schuman, Bech, Adenauer, Spaak – viene rimessa in discussione da movimenti politici antieuropeisti ma è scossa anche internamente da governi soggetti ad involuzione autoritaria e da alleanze a forte connotazione egoistica come il Gruppo di Visegrad, vero e proprio blocco di paesi populisti dell’Est. Uno degli obiettivi del progetto Praecurrit Fatum, inaugurato da questo libro, è individuare e promuovere idee e proposte che offrano un contributo al superamento dell’attuale crisi europea. Idee e proposte che prevedano il completamento dell’Unione europea e la sua definitiva trasformazione in un grande stato federale. L’enorme capitale europeo di democrazia, intelligenza politica, evoluzione culturale e sociale, pensiero filosofico e umanistico, ed anche forza economica, industriale e di mercato è determinante per offrirci una via di uscita dall’attuale situazione critica. In questo contesto è utile indicare cosa non ha funzionato nel progetto dell’Unione Europea e individuare le possibili soluzioni perché gli Stati Uniti d’Europa vedano un giorno la luce, a cominciare da una Costituente Europea riservata in una prima fase agli stati che vorranno farne parte.

Il futuro dell’Europa

Il prof. Franco Chiarenza, Franco Chiarenza, giornalista e docente di storia della comunicazione Sapienza – Luiss, delinea la situazione politica e sociale dell’Europa, evidenziando la necessità di intervenire rapidamente su specifici argomenti. «È tempo ormai di passare alla realizzazione di una struttura integrata di tipo confederale in cui almeno la politica estera e il coordinamento della difesa parlino con una sola voce. Paradossalmente l’uscita della Gran Bretagna (da sempre ostile a integrazioni politiche) potrebbe facilitare la creazione di un “nocciolo duro” costituito da Francia, Germania, Italia, paesi iberici, Benelux in grado di procedere in questa direzione. Nei confronti dei paesi dell’Est (o meglio di alcuni di essi) si pone un problema di legittimità democratica che rende impossibile procedere verso ulteriori forme di integrazione; stato di diritto e unità europea sono concetti inscindibili, dove la magistratura non è indipendente, la stampa non è libera, le opposizioni subiscono pesanti condizionamenti, non si può andare oltre una zona di libero scambio puramente commerciale. In sostanza si delinea per il futuro un’Europa a diversi livelli di integrazione attraverso accordi e trattati come si è fatto in passato. Il rischio è che questi processi siano troppo lenti in un mondo globalizzato in cui Stati Uniti e Cina potrebbero diventare gli unici in grado di dettare le regole del gioco. Se l’Europa vuole essere di nuovo protagonista ha poco tempo».

L’immigrazione riguarda tutta l’Europa ma sono molti gli ostacoli da superare prima di arrivare a coinvolgere tutti i Paesi in un unico obiettivo: integrare culture e società. Conviene riflettere sulle diverse politiche sociali realizzate dai diversi Stati. Sull’immigrazione il prof. Franco Chiarenza evidenzia due modi con i quali affrontare il problema sociale che diventa anche politico.

«Per quanto riguarda l’immigrazione il problema riguarda tutta l’Europa in due modi: per l’accoglienza dei profughi superando le regole assurde del trattato di Dublino e studiando regole equilibrate che consentano di trasformare un’emergenza (come oggi è spesso percepita) in una opportunità (tanto più necessaria nella crisi demografica che sta interessando tutti i paesi europei). L’altro aspetto della questione è la necessità di una politica comune di assistenza all’Africa in assenza della quale l’Europa si troverà alle prese con problemi giganteschi. O noi portiamo in Africa risorse umane, finanziarie, tecniche che ne consentano uno sviluppo proporzionato alla grande ricchezza di materie prime di cui essa dispone (come sta cercando di fare, non a caso, la Cina) oppure gli africani verranno da noi; da che mondo è mondo i flussi migratori spingono da realtà povere verso miraggi di una vita migliore e non sono certo le misure paramilitari di contenimento che possono impedirlo. Anche in questo caso, dunque, l’Unione Europea potrebbe fare molto di più di quanto i paesi che ne fanno parte possono singolarmente. Ma anche in questo caso non c’è più molto tempo da perdere».

Francesco Fravolini

Abuse suspect arrested during Zoom hearing

A domestic abuse hearing in Michigan was cut short when the defendant was found to be in his alleged victim’s apartment during the proceedings, which took place over Zoom.

Deborah Davis, the accuser’s lawyer was tipped off and the police were waiting outside to make the arrest. “I want some confirmation that she is safe before we continue,” said Davis.

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Fukushima disaster: What happened at the nuclear plant?

At the Fukushima nuclear power plant, the gigantic wave surged over defences and flooded the reactors, sparking a major disaster. Authorities set up an exclusion zone which grew larger and larger as radiation leaked from the plant, forcing more than 150,000 people to evacuate from the area.

Ten years ago, on a Friday afternoon in March, the most powerful earthquake ever recorded in Japan struck off the country’s eastern coast.

The 9.0-magnitude quake was so forceful it shifted the Earth off its axis. It triggered a tsunami which swept over the main island of Honshu, killing more than 18,000 people and wiping entire towns off the map.

At the Fukushima nuclear power plant, the gigantic wave surged over defences and flooded the reactors, sparking a major disaster. Authorities set up an exclusion zone which grew larger and larger as radiation leaked from the plant, forcing more than 150,000 people to evacuate from the area.

A decade later, that zone remains in place and many residents have not returned. Authorities believe it will take up to 40 years to finish the work, which has already cost Japan trillions of yen.

What happened at Fukushima?

Systems at the nuclear plant detected the earthquake and automatically shut down the nuclear reactors. Emergency diesel generators turned on to keep coolant pumping around the cores, which remain incredibly hot even after reactions stop.

But soon after a wave over 14 metres (46ft) high hit Fukushima. The water overwhelmed the defensive sea wall, flooding the plant and knocking out the emergency generators.

Workers rushed to restore power, but in the days that followed the nuclear fuel in three of the reactors overheated and partly melted the cores – something known as a nuclear meltdown.

The plant also suffered a number of chemical explosions which badly damaged the buildings. Radioactive material began leaking into the atmosphere and the Pacific Ocean, prompting the evacuations and an ever-widening exclusion zone.

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Indagine Kaspersky: il 58% delle aziende in Europa non ritiene strategica la condivisione esterna delle scoperte di threat intelligence

Milano, 9 marzo 2021
 

Secondo quanto emerso dal nuovo report di Kaspersky “Managing your IT security team”, il 59% degli analisti di threat intelligence (TI) in Europa fa parte di community professionali, ma il 58% di coloro che ricoprono un ruolo in ambito IT di cybersecurity non è autorizzato a condividere le scoperte relative agli artefatti di threat intelligence con queste community.
 

Kaspersky sostiene da sempre l’importanza della collaborazione internazionale all’interno del cyberspazio e promuove iniziative comuni per la community globale di IT security, poiché ritiene che questo sia l’approccio più adatto per proteggersi dalle minacce informatiche in continua evoluzione. Per questo motivo, l’azienda ha intervistato più di 5.200 professionisti in ambito IT e cybersecurity a livello mondiale per comprendere quanto le aziende siano pronte a collaborare e a condividere informazioni di threat intelligence (TI). 

Dalla ricerca è emerso che gli analisti TI, in particolare, sono propensi a frequentare forum e blog specializzati (39%), forum sul dark web (24%) o gruppi social (16%) dedicati al tema.  

Nonostante questa propensione, solo il 36% degli intervistati in Europa ha dichiarato di aver reso pubbliche le proprie scoperte. La percentuale sale al 70% nei casi in cui la condivisione esterna è consentita dall’azienda. Nel 7% dei casi, gli analisti di sicurezza hanno condiviso le scoperte TI nonostante la loro organizzazione lo vietasse.  

Gli esperti di Kaspersky hanno notato che queste restrizioni sono in parte dovute alla volontà di evitare che vengano rese note alcune informazioni prima che l’azienda sia pronta a rispondere all’attacco, correndo il rischio di allertare i criminali e permettere loro cambiare tattica. Per aiutare i team di sicurezza IT ad analizzare gli oggetti sospetti senza compromettere l’indagine, Kaspersky permette di segnalarli in modalità privata attraverso il Kaspersky Threat Intelligence Portal. Questa soluzione permette agli analisti di continuare a ricevere i dati richiesti senza che i criminali informatici vengano a conoscenza dell’indagine.  

“Qualsiasi informazione è preziosa nella protezione dalle minacce avanzate, che si tratti di dettagli su nuovi malware o di approfondimenti sulle tecniche utilizzate. Ecco perché Kaspersky mette a disposizione i risultati delle proprie ricerche sulle minacce attraverso le risorse informative e i servizi TI e incoraggia la collaborazione tra gli analisti di sicurezza”, ha dichiarato Anatoly Simonenko, Group Manager del Technology Solutions Product Management di Kaspersky.  

Maggiori informazioni sul report “Managing your IT security team” sono disponibili su Kaspersky Daily.  

Metodologia
 

Il Kaspersky Global Corporate IT Security Risks Survey (ITSRS) è uno studio condotto a giugno 2020, che ha coinvolto 5.266 decision-maker IT in 31 Paesi. Le domande rivolte agli intervistati hanno riguardato la sicurezza IT all’interno delle loro organizzazioni, i tipi di minacce da affrontare e i costi di recovery da sostenere dopo un attacco. 

Informazioni su Kaspersky
 

Kaspersky è un’azienda di sicurezza informatica che opera a livello globale fondata nel 1997. La profonda competenza di Kaspersky in materia di threat intelligence e sicurezza si trasforma costantemente in soluzioni e servizi innovativi per proteggere le aziende, le infrastrutture critiche, i governi e gli utenti di tutto il mondo. L’ampio portfolio di soluzioni di sicurezza dell’azienda include la protezione degli Endpoint leader di settore e una serie di soluzioni e servizi specializzati per combattere le minacce digitali sofisticate e in continua evoluzione. Più di 400 milioni di utenti sono protetti dalle tecnologie di Kaspersky e aiutiamo 250.000 clienti aziendali a proteggere ciò che è per loro più importante. Per ulteriori informazioni: https://www.kaspersky.it/
 

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Covid, Cina lancia passaporto vaccinale: è il primo Paese al mondo

La Cina lancia il passaporto vaccinale, primo Paese al mondo a farlo. Il certificato, digitale o cartaceo, che prova l’immunizzazione del possessore, è disponibile per i cittadini cinesi che lo richiederanno attraverso la piattaforma WeChat: il suo scopo è di “aiutare a promuovere la ripresa economica mondiale e a facilitare i viaggi oltre confine”, ha spiegato il ministero degli Esteri di Pechino. Il passaporto al momento non è obbligatorio ed è il primo di questo tipo emesso al mondo, mentre Stati Uniti e Gran Bretagna ci stanno pensando e l’Ue sta lavorando a un ‘green pass’ per permettere ai propri cittadini che siano stati vaccinati di muoversi liberamente all’interno e all’esterno dei confini europei. 

Covid Italia, Draghi: “Emergenza peggiora, governo farà sua parte”

Emergenza coronavirus in Italia in peggioramento, ma il governo farà la propria parte. Così il premier Mario Draghi in un videomessaggio alla conferenza ‘Verso una Strategia Nazionale sulla parità di genere’, nel quale coglie l’occasione per inviare “a tutti un segnale vero di fiducia. Anche in noi stessi”. 

“Ci troviamo di fronte ad un nuovo peggioramento dell’emergenza sanitaria, ognuno deve fare la propria parte per contenere la diffusione del virus – spiega il presidente del Consiglio -. Soprattutto il governo deve fare la sua e ogni giorno deve cercare di fare di più. La pandemia non è ancora sconfitta ma con l’accelerazione del piano dei vaccini si intravede una via d’uscita non lontana. Ringrazio i cittadini per la loro disciplina e la loro infinita pazienza, soprattutto coloro che soffrono anche le conseguenze economiche della pandemia”, sottolinea il premier Draghi. 

“Ringrazio studenti, famiglie e insegnanti – continua Draghi – che sopportano il peso della chiusura delle scuole. Ringrazio gli operatori sanitari, le forze dell’ordine, le forze armate, la Protezione Civile e tanti altri lavoratori e lavoratrici in prima linea. Il nostro compito, e mi riferisco a tutti i livelli istituzionali, è salvaguardare con ogni mezzo la vita degli italiani e permettere al più presto il ritorno alla normalità. Ogni vita conta, non perdere un attimo, non lasciare nulla di intentato. Non voglio promettere nulla che non sia veramente realizzabile: le mie preoccupazioni – spiega il premier – sono le vostre preoccupazioni”. 

“Il 10 marzo di un anno fa – sottolinea quindi Draghi -, l’Italia si chiudeva diventano per la prima volta una grande zona rossa. Mai avremmo pensato che un anno dopo ci saremmo trovati a fronteggiare un’emergenza analoga e che il conto ufficiale delle vittime si sarebbe avvicinato alla terribile soglia dei 100mila morti. Il piano di vaccinazioni – spiega ancora – nei prossimi giorni sarà decisamente potenziato, saranno privilegiate le persone più fragili e le categorie a rischio. Aspettare il proprio turno è un modo per tutelare la salute dei propri concittadini più deboli”. 

Arrestato per bancarotta Francesco Polidori, fondatore Cepu

E’ Francesco Polidori, fondatore di Cepu, il gruppo che si occupa di istruzione e formazione universitaria, l’imprenditore finito ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma che vede coinvolti 6 soggetti responsabili, a vario titolo, dei reati di bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. 

I finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria questa mattina hanno eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari per l’imprenditore e una misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività di impresa per un anno nei confronti di un suo collaboratore risultato essere il depositario delle scritture contabili e incaricato della gestione finanziaria di alcune aziende del gruppo. I finanzieri hanno anche eseguito sequestri per 28 milioni di euro. 

L’indagine vede coinvolti 6 soggetti e riguardano i fallimenti di due importanti società, vere e proprie “bare fiscali” che sono state portate a decozione con un passivo complessivo di oltre 180 milioni di euro, attraverso le quali, negli anni, l’imprenditore, oggi tratto in arresto, ha distratto asset dalle società e sfruttato importanti marchi del comparto dei servizi di istruzione e formazione, eludendo il versamento di ingenti imposte dovute all’Erario. 

In particolare, le indagini hanno consentito di rilevare che gli indagati, ricorrendo a vere e proprie società qualificabili come “scatole cinesi”, anche di diritto estero, hanno ideato e realizzato una serie di complesse operazioni societarie, commerciali e finanziarie tra le quali spiccano: la creazione di una società fiduciaria in Lussemburgo, intestata a terzi ma, di fatto, riconducibile agli indagati, mediante la quale è stata dissimulata la reale proprietà dei beni immobili e marchi, sottratti alle imprese fallite e fatti confluire in un’ulteriore società creata ad hoc, oggi sottoposta a sequestro. 

E ancora la distrazione di ingenti risorse finanziarie destinate a società controllate e collegate attraverso l’appostazione di partecipazioni (poi svalutate) e la concessione di plurimi finanziamenti e prestiti allo stesso dominus, a suoi familiari ed a persone a lui vicine, nella realtà mai restituiti.  

Microsoft hack: White House warns of ‘active threat’ of email attack

“At least 30,000 organizations across the United States – including a significant number of small businesses, towns, cities and local governments – have over the past few days been hacked by an unusually aggressive Chinese cyber-espionage unit that’s focused on stealing email from victim organizations,” he wrote in a blog post.

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Promo video of Qingdao goes viral online

QINGDAO, China, March 4, 2021

What kind of city is Qingdao? Romantic, classic, open, modern, or free? There are one thousand versions of the city in one thousand people’s eyes. Check out the newly-minted promotional video named “Growth • Qingdao,” and savor the cyberpunk charm of the city.     The promo video, the first of its kind in the country, went viral online soon after its release for its new industrial style and inspiring music played a cool robot band. Qingdao is now on the track of developing into a world-leading city in industrial Internet, with industrial robots widely applied in factories across the city. In the video, seven robots from KUKA, a German manufacturer of industrial robots, staged a fascinating performance with such instruments as keyboard, bass guitar and drums. It reportedly took a group of engineers and musicians more than two months to “train” the robots. The perfect combination of the rhythm of industrial production and the electronic music makes the video full of the new industrial style.

The scene frequently cuts from the performance to the introductions to 17 high-growth enterprises including COSMOPlat, Qingdao Yunlu Advanced Materials Technology, Qingdao Fengguang Precision Machinery, Qingdao Sentury Tire, CRRC Sifang Institute, Qingdao Kutesmart, CP Pharmaceutical Qingdao, Qingdao Bright Moon Seaweed Group and Qingdao Free Trade Laser Technology. These enterprises, believed to be the future stars of Qingdao, are growing fast in the “fertile soil” of the city.  Here, enterprises are growing together with the city. Qingdao gives full respect to the law of market and the role of enterprises as the main market players. The city government has accelerated the building of an ecosystem consisting of industry chains, supply chains, talent chains and technology chains for the development of industrial Internet, and has improved administrative services and adopted a 10-article policy to support innovation and entrepreneurship.  The city has thus far incubated a large number of high-growth enterprises, and also attracted many industry-leading enterprises, chambers of commerce, business associations and other organizations which are linking the city with a wider range of resources. Qingdao is a city of youthful vitality, with startups springing up exuberantly. Join the cohort of the startups, and grow together!

Website: http://www.qingdaochina.org
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Twitter: https://twitter.com/loveqingdao
Contact:Zhu Yiling +86-532-85911619

Covid, Ilaria Capua: “Siamo alla svolta, vaccino è miracolo”

“Siamo alla svolta, è il miracolo del vaccino”. Ilaria Capua, direttrice dell’UF One Health Center, fotografa così il momento dell’epidemia di coronavirus. “E’ arrivata la variante inglese e sta succedendo quello che immaginavamo, ma arrivano bellissime notizie e siamo ad un punto di svolta. Stiamo vedendo il miracolo del vaccino, non ci sono virologi che possono essere più convincenti di quello che sta accadendo in Gran Bretagna, in Israele, negli Stati Uniti. Il numero dei decessi è crollato, anche in Italia calano i ricoveri. Dobbiamo stringere i denti per due mesi”, dice la scienziata a Di Martedì. “Dobbiamo stringere i denti e vaccinare, vaccinare, vaccinare. Il vaccino è un miracolo, una grande vittoria della scienza. Si è lavorato giorno e notte, ora ci siamo”, aggiunge. “Quando le persone di età elevata saranno vaccinate, gli ospedali si svuoteranno e la vita potrà ripartire”.  Bisogna tenere a bada le varianti del covid e limitare il contagio. “Noi dobbiamo capire che ci sono varianti del coronavirus sotto il microscopio, stiamo cercando di capire che caratteristiche abbiano. Noi dobbiamo solo continuare a comportarci come ci comportavamo prima. Il virus per sopravvivere si ‘camuffa’ con piccoli cambiamenti”, dice ancora.

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Sanremo 2021, Achille Lauro accende i social

Piume, lacrime di sangue e capelli blu. Achille Lauro sul palco di Sanremo 2021 accende i social con la performance dedicata al settore dello spettacolo ferito dalla pandemia di covid 19. “Sarò sessualmente tutto. Genericamente niente. Sarò esagerazione, teatralità, disinibizione. Sarò peccato e peccatore”, canta Lauro e su Twitter scatta la standing ovation: “Anche stasera domina Sanremo”, “Achille Lauro che piange sangue mentre dice ‘essere è diritto di ognuno. Dio benedica chi è’, poetic cinema”, “come si fa a non amarlo”, solo alcuni fra le decine di commenti entusiastici all’artista.

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Mafia, blitz contro clan Santa Paola: 336 indagati

Trecentotrentasei indagati, 23 misure cautelari e disponibilità finanziarie, terreni, beni e società sequestrati per un valore di circa 80 milioni di euro. Dalle prime ore di questa mattina, oltre 150 finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Catania, con il supporto e la collaborazione dello Scico, stanno dando esecuzione, tra Italia, Germania, Polonia e Malta, a un’ordinanza di misure cautelari personali e reali nei confronti di 23 persone indagate, a vario titolo, per esercizio abusivo di gioco e scommesse, evasione fiscale, truffa aggravata, autoriciclaggio, tutte condotte aggravate dalla finalità di favorire gli interessi del clan Santapaola-Ercolano. I provvedimenti sono stati emessi dal gip di Catania su richiesta della Dda.

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Open Fiber porta fibra ad Asti, già connesse 14mila unità abitative

Continuano i lavori di posa dell’infrastruttura in fibra ottica di Open Fiber nella città di Asti. Ad oggi sono 14mila le unità abitative già connesse e la copertura ha interessato i quartieri San Pietro, San Lazzaro, San Paolo, San Rocco, Don Bosco, Tanaro. Sono già in corso invece gli interventi per l’estensione della rete in fibra ultraveloce nei quartieri di San Silvestro e Cattedrale, mentre sono in fase di ultimazione i lavori in zona Santa Maria Nuova. Il progetto complessivo di Open Fiber per la modernizzazione digitale del Paese è stato recepito dal Comune di Asti con una Convenzione con la società, che ha investito nel comune 10 milioni di euro per la cablatura di circa 28mila unità immobiliari, si legge in una nota.  “Aderendo a questo progetto – sottolinea il sindaco di Asti, Maurizio Rasero – abbiamo ritenuto come amministrazione di offrire un’opportunità per gran parte dei cittadini in tempi ancora lontani dal Covid: la convenzione è stata infatti siglata a luglio 2019. L’arrivo della pandemia ha di fatto generato un surplus di richiesta di alta connettività da parte di tanti lavoratori per non parlare delle esigenze di studenti ed insegnanti attraverso la didattica a distanza che prosegue con le stesse modalità”. Entro metà marzo scatterà un programma continuo e senza interruzioni di ripristini, che prevede l’asfaltatura di circa 37 chilometri di strade partendo dalla zona ad est della città per raggiungere il centro fino alle zone periferiche interessate dagli scavi eseguiti nel corso del 2020.

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WuXi AppTec Completes Acquisition of OXGENE to Further Strengthen Cell and Gene Therapy Service Offerings for Global Customers

PHILADELPHIA and OXFORD, March 2, 2021

WuXi AppTec, a leading global provider of R&D- and manufacturing-enabling services in the pharmaceutical, biotechnology and medical device industries, today announced that it has completed the acquisition of OXGENE, a pioneering United Kingdom-based contract research and development organization that designs and develops scalable gene therapy technologies. This acquisition enables WuXi AppTec to offer its customers end-to-end support in the creation and development of cutting-edge cell and gene therapies for patients in need worldwide.  OXGENE will become a fully-owned subsidiary of WuXi Advanced Therapies (WuXi ATU), WuXi AppTec’s cell and gene therapy Contract Testing, Development and Manufacturing Organization (CTDMO) business unit. WuXi ATU’s integrated platforms transform the development, testing, manufacturing, and commercialization of cell and gene therapy products and accelerate their time to market. OXGENE, which will retain its name, will be WuXi ATU’s first facility in Europe and will further enhance these industry-leading capabilities. Since its founding in 2011, OXGENE has offered discovery and biomanufacturing solutions to the cell and gene therapy industries through novel technologies and contract research solutions. It also provides manufacturing systems that deliver exceptional scalability. OXGENE’s novel TESSA technology for adeno-associated viral (AAV) manufacturing and XLenti stable solutions for lentiviral manufacturing simplify cell and gene therapy manufacturing while significantly reducing costs.  “OXGENE is proud to have invented a range of next-generation platforms that address the complexities of viral vector manufacturing for gene and cell therapies,” said Dr. Ryan Cawood, Founder and Chief Executive Officer of OXGENE. “We are excited to join the team at WuXi ATU and to work together to scale up our technologies as a combined business, which will strengthen and broaden our service offerings for customers, improving by orders of magnitude the scale and cost of bringing cell and gene therapies to market. The benefits will be significant for the industry and for patients worldwide.” “We are delighted to welcome OXGENE to WuXi ATU,” said Dr. David Chang, Chief Executive Officer of WuXi ATU. “By combining WuXi ATU’s world-class cell and gene therapy CTDMO platform with OXGENE’s innovative capabilities, we will be able to provide transformative solutions for our customers. This business combination represents a significant step in our ongoing effort to enable our customers and partners worldwide to deliver more effective and accessible advanced therapies to patients globally.” About OXGENE OXGENE provides end-to-end contract services to cell and gene therapy companies seeking to discover, develop, manufacture and test innovative drug candidates at scale for global commercialization. OXGENE provides rapid, cost-effective services through proprietary technology and automation platforms for molecular discovery and by integrating the full suite of technologies needed for cell and gene therapy manufacturing. OXGENE is known for its expertise in designing DNA sequences, optimizing expression of proteins, developing cell lines, and improving viral delivery systems. For more information, please visit www.oxgene.com  About WuXi Advanced Therapies As the advanced therapies business unit of WuXi AppTec, WuXi Advanced Therapies (WuXi ATU) is a Contract Testing, Development and Manufacturing Organization (CTDMO) that offers integrated platforms to transform the development, testing, manufacturing, and commercialization of cell, gene, and other advanced biopharmaceuticals. Our services and solutions accelerate time to market and support customer programs around the world. For more information, please visit www.advancedtherapies.com  About WuXi AppTec WuXi AppTec provides a broad portfolio of R&D and manufacturing services that enable companies in the pharmaceutical, biotech and medical device industries worldwide to advance discoveries and deliver groundbreaking treatments to patients. As an innovation-driven and customer-focused company, WuXi AppTec helps its partners improve the productivity of advancing healthcare products through cost-effective and efficient, socially responsible and sustainable solutions. With industry-leading capabilities such as R&D and manufacturing for small molecule drugs, cell and gene therapies, and testing for medical devices, WuXi AppTec’s open-access platform is enabling more than 4,100 collaborators from over 30 countries to improve the health of those in need – and to realize the vision that “every drug can be made and every disease can be treated.”

Please visit: www.wuxiapptec.com

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Não existem modelos universais

Ao fingirmos ignorar que não há modelos universais, a pretexto de uma suposta cientificidade, podemos negligenciar aspetos fundamentais na compreensão da realidade e das escolhas dos indivíduos.

Ao fingirmos ignorar que não há modelos universais, a pretexto de uma suposta cientificidade, podemos negligenciar aspetos fundamentais na compreensão da realidade e das escolhas dos indivíduos.

No período de incerteza que vivemos com a pandemia, é natural que ansiemos por respostas. Já atingimos o pico da curva? Quando regressaremos à normalidade?…

Muitos modelos matemáticos têm sido usados para procurar respostas e fazer previsões e muitas têm sido as evidências de que os modelos falham. Claro que devemos utilizar toda a informação disponível (estatística e não só) para tomar decisões informadas. No entanto, não devemos esperar que os modelos nos deem respostas que não nos podem dar.

Na ciência económica, o tema da modelização matemática do comportamento humano é alvo de debate e, em artigo anterior, abordei os riscos enfrentados pela economia ao mimetizar as ciências exatas. O contexto económico, social e institucional que difere no tempo e no espaço é fundamental no estudo da economia.

A ilustração que hoje vos trago reúne argumentos de dois prémios Nobel da Economia: Amartya Sen e James Heckman. A abordagem de Sen argumenta que a promoção do bem-estar passa por capacitar as pessoas para atingirem os objetivos que valorizam nas suas vidas. No entanto, Heckman critica esta abordagem argumentando que nela falta um modelo que explique as preferências das pessoas e, consequentemente, a sua utilização só pode ser feita num contexto específico e até dentro de um determinado quadro ético-moral.

Para ultrapassar esta lacuna, Heckman sugere um modelo em que as preferências resultam das habilidades e conhecimentos que as pessoas vão acumulando ao longo das suas vidas o que, alegadamente, evitaria a imposição de quadros ético-morais específicos. As aprendizagens seriam os blocos de legos com que cada pessoa vai construindo as suas preferências. O problema nesta argumentação é que as escolhas sobre as aprendizagens também são determinadas pelo contexto económico, social e institucional.

Voltemos à metáfora dos legos em que as aprendizagens são as peças de lego e as preferências são as figuras que cada pessoa constrói. O que acontecerá se dermos a uma criança apenas peças de lego azuis com a dimensão dois por dois? Obviamente, a figura que ela vai construir ficará condicionada, ou seja, as decisões ao nível das aprendizagens vão influenciar as escolhas futuras dos indivíduos.

Esta constatação torna-se ainda mais óbvia quando, na literatura sobre o bem-estar das crianças, se advoga que é preciso ensinar os pais a serem “bons pais”, o que no presente paradigma significa educar as crianças para que, no futuro, sejam indivíduos eficientes pelos padrões da sociedade atual. É muito provável que uma pessoa assim educada percecione a figura de legos que construiu como sendo fruto das “suas” escolhas  mas, na verdade, ela foi igualmente condicionada pelo contexto.

Não será preferível aceitar que não temos modelos universais que explicam tudo e se aplicam a todos? Ao fingirmos ignorar que assim é, a pretexto de uma suposta cientificidade, podemos negligenciar aspetos fundamentais na compreensão da realidade e das escolhas dos indivíduos.

JornalEconomico

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Il giornalista Francesco Fravolini ne parla con Rossana Matera, Presidente di FuturPharma, Associazione italiana farmacisti

La sanità è costretta a cambiare il suo approccio con i pazienti, semplificando procedure e cercando nel digitale una valida risposta. Gli strumenti sono soltanto da implementare nel settore e negli asset del comparto, al fine di garantire una maggiore assistenza ai pazienti. Rossana Matera, Presidente di FuturPharma, Associazione italiana farmacisti, solleva una riflessione sul ruolo del digitale nella sanità, senza tralasciare le farmacie come autentici presidi da valorizzare a beneficio delle persone.

Il digitale cambia il paradigma economico, rivoluziona i comportamenti delle persone, stravolge la società. Questo drastico mutamento, accelerato dall’emergenza sanitaria del Covid-19, agevola la valorizzazione di asset economici derivanti dall’intelligente impiego della tecnologia e del digitale. La sanità è costretta a cambiare il suo approccio con i pazienti, semplificando procedure e cercando nel digitale una valida risposta. Gli strumenti sono soltanto da implementare nel settore e negli asset del comparto, al fine di garantire una maggiore assistenza ai pazienti. Con Rossana Matera, Presidente di FuturPharma, Associazione italiana farmacisti, vogliamo riflettere sul ruolo del digitale nella sanità, senza tralasciare le farmacie come autentici presidi da valorizzare a beneficio delle persone.

La valorizzazione della medicina del territorio come deve includere un maggiore coinvolgimento delle farmacie?

«FuturPharma sostiene che l’alleanza terapeutico-assistenziale tra i farmacisti, i medici di medicina generale e gli altri operatori sanitari del territorio, serve per rendere il Sistema Sanitario nazionale più sostenibile, efficace ed efficiente. L’obiettivo dei prossimi anni sarà,  infatti, quello di avviare un percorso di trasformazione del sistema verso la piena integrazione tra ospedale, territorio (ASL), MMG e farmacisti e altri operatori sanitari, al fine di garantire la semplificazione dei percorsi assistenziali e terapeutici dei cittadini, adeguati e appropriati livelli di assistenza ai pazienti cronici, nonché azioni di Promozione della Salute e di Prevenzione nella Popolazione generale, a beneficio delle future dinamiche dei bisogni di salute e della capacità di rispondere alle sfide del Sistema. È fondamentale ormai che il moderno farmacista, figura poco sfruttata dal Sistema Sanitario Nazionale ma con molte potenzialità anche in ambito preventivo, intervenga attivamente e in supporto nei Percorsi di Prevenzione Primaria, di Cura e di Aderenza alla terapia in concerto con gli altri operatori sanitari, affinché nel paese si diffonda una più consapevole e responsabile Cultura Sanitaria, e quindi un più elevato livello di salute individuale e collettiva a beneficio anche dello stesso Sistema Sanitario Nazionale».

Il digitale in che modo può diventare un valore aggiunto nella sanità a beneficio delle persone?

«Per prima cosa occorre ristabilire un Nuovo riassetto della medicina territoriale ed e-health basato sulla digitalizzazione e sul fascicolo sanitario elettronico, partendo innanzitutto dalla sua normazione e regolamentazione. Nel campo della sanità territoriale, come in quello della gestione del fascicolo elettronico sanitario, il farmacista deve essere protagonista insieme a tutti gli altri sanitari. Diversamente, si rischia di andare verso un’altra stagione di sprechi di competenze e di risorse umane. Eventuali proposte di riforma non necessitano di radicali stravolgimenti, quanto piuttosto dovrebbero tenere a fondamento quanto di buono c’è già nell’ordinamento sanitario e che non ha fruttificato semplicemente perché non è stato ancora attuato o sviluppato. Riteniamo comunque fondamentale che il cartaceo venga eliminato definitivamente per garantire la completa tracciabilità del farmaco e, allo stesso tempo, attribuire al professionista le dovute responsabilità, così come già accade per le prescrizioni in regine mutualistico e per quelle non ripetibili».

Come valorizzare il digitale nelle farmacie? Quale ruolo strategico?

«Riteniamo prioritario per concretizzare questo scenario che si realizzi un rapporto di cooperazione e networking tra professionisti sanitari, inteso come alleanza terapeutico-assistenziale per il benessere del paziente e della sua famiglia, soprattutto a livello territoriale. Non si deve assolutamente lasciare spazio ad un “confronto armato” tra i vari professionisti della salute, come spesso purtroppo è accaduto negli ultimi decenni. Ciascuno nel proprio ambito di azione, con la propria specificità e competenza, deve essere e sentirsi coinvolto nella trasformazione sanitaria del Paese».

Francesco Fravolini

comunicatistampa.org

Arabia Saudita, Calenda contro Renzi

“Con Renzi c’è un problema perché la politica non sono solo i contenuti ma anche i comportamenti e, a parte la vicenda dell’Arabia Saudita, Renzi ha fatto tutto e il contrario di tutto in questi mesi. Se Italia Viva continuerà ad essere guidata da Renzi non è una strada che possiamo percorrere assieme”. Carlo Calenda, leader di Azione, parla così del leader di Italia Viva alla trasmissione L’Aria che Tira su La7. “Quello che ha fatto Renzi è gravissimo. Non c’è un precedente nella storia recente di parlamentari in carica, nessuno può essere pagato” da un paese straniero “se è pagato dai cittadini italiani per fare i loro interessi, non lo puoi fare”, aggiunge Calenda.  “Questo comportamento -precisa- non è vietato dalla legge, anche se è gravissimo da un punto di vista etico. C’è un buco normativo che bisogna colmare, ed è importante che lo dicano i liberali”.

Adnkronos

Sanremo 2021, tra giovani cantanti e ospiti amarcord

Sanremo 2021 fa di necessità virtù e memore dell’effetto Ricchi e Poveri dell’anno scorso (picco di share del 63%), vara una consistente operazione amarcord made in Italy per compensare l’assenza di inarrivabili ospiti internazionali e la presenza di una nuova generazione in gara, che per la maggior parte non ha l’età del pubblico di Rai1. Un mix generazionale che negli anni ha dimostrato di poter fare la fortuna Auditel del festival, la cui forza passa dal riuscire a intrattenere i nonni come i bambini. Questo festival è il primo con dei cantanti in gara nati dopo il 2000 (i due concorrenti più giovani sono Madame e Random) e conta 14 Big su 26 al loro debutto. In entrambi i casi si tratta di volti poco familiari allo zoccolo duro del pubblico di Rai1, piuttosto attempato. Tra i Big la media è di 37 anni, con nomi come Francesco Renga e Max Gazzè che si trovano a essere i ‘veterani’, giusto un gradino sotto a Orietta Berti. Così Amadeus, obbligato dalla pandemia a puntare più che mai su star nostrane, ha compensato l’anagrafe della gara con gli ospiti fuori gara: ecco dunque in arrivo Gigliola Cinquetti, Fausto Leali, Marcella Bella, Umberto Tozzi, Loredana Bertè e Ornella Vanoni, che faranno la gioia del pubblico più anziano e martoriato dalla pandemia. E se Achille Lauro sarà l’ospite fisso per la gioia dei millennials, nei suoi quadri coinvolgerà comunque figure molto diverse tra loro, da Fiorello a Monica Guerritore, dal primo ballerino dell’Opera di Roma, Giacomo Castellana, ad Emma Marrone, oltre a Claudio Santamaria e Francesca Barra. E mentre non c’è stato modo di ingaggiare last minute Lady Gaga impegnata sul set del film sull’omicidio Gucci (“è Amadeus che gli ha rapito i cani nel tentativo di ottenere un sì”, scherza Fiorello), sul palco dell’Ariston arriverà la più internazionale delle popstar italiane: Laura Pausini fresca di vittore del Golden Globe per la miglior canzone originale per ‘Io sì (Seen)’, colonna sonora del film ‘La vita davanti a sé’, interpretato da Sophia Loren e diretto dal figlio Edoardo Ponti. La prima serata del festival, martedì, vedrà Matilda De Angelis nel ruolo di co-conduttrice e l’esibizione in gara di 13 Big e 4 Giovani (la metà dei concorrenti di entrambe le categorie). Ma ad aprire lo show dovrebbe essere Diodato con ‘Fai Rumore’, il brano con cui ha vinto il festival 2020, diventato poi una sorta di inno del ‘movimento dei balconi’ durante il primo lockdown. Sul palco nella prima serata salirà anche un altro personaggio simbolo di quel periodo, l’infermiera Alessia Bonari, la cui foto con il volto segnato dalla mascherina ha fatto il giro del mondo. Sempre martedì si esibirà anche Loredana Bertè.  Mercoledì 3 marzo, la co-conduttrice sarà invece Elodie, sul palco salirà anche Laura Pausini e torneranno anche i tre componenti de Il Volo con un omaggio a Ennio Morricone che vedrà alla direzione dell’orchestra il figlio del grande compositore, Andrea. Ospite della seconda serata sarà anche il marciatore azzurro Alex Schwazer, per raccontare la sua storia d’ingiustizia sportiva, dalla squalifica al riscatto.  Giovedì, nella serata ricchissima di musica e ospiti per l’esecuzione delle cover scelte dai 26 Big, sarà la volta della co-conduzione della supermodel Vittoria Ceretti. Ma sul palco dovrebbero salire anche i Negramaro, Sinisa Mihajlovic con Zlatan Ibrahimovic. Venerdì, nel giorno della finale delle Nuove Proposte, la co-conduzione femminile sarà di Barbara Palombelli. Ma sul palco sono attesi, oltre a tutti i 26 Big in gara, la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi, Alessandra Amoroso e Mahmood. Sabato per il gran finale che incoronerà il vincitore di un Sanremo 2021 che entrerà nella storia, ci sarà un quartetto di presenze femminili molto attese: Ornella Vanoni (che durante la serata duetterà anche con Francesco Gabbani), Serena Rossi, Simona Ventura, Tecla Insolia che presenterà il film su Nada e la corrispondente Rai da Pechino, Giovanna Botteri. Ma sul palco saliranno anche Umberto Tozzi e la sua band e Alberto Tomba e Federica Pellegrini per presentare le Olimpiadi di Cortina 2026.  Sanremo 2021 ha dovuto fare i conti con le complicazioni e le defezioni da pandemia e con la riduzione di budget ma Amadeus e Fiorello sono riusciti comunque a portare a casa un cast che riserverà diverse sorprese e con cui loro stessi daranno vita a molti momenti di show. “Sono emozionato. È stato un percorso difficilissimo”. ha confessato Amadeus alla vigilia. “Voglio ringraziare la Rai e tutti quelli che hanno lavorato insieme a me perché questo festival non venisse cancellato”, ha aggiunto. Fiorello ha annunciato che canterà con diversi ospiti del festival e che coinvolgerà persino Amadeus nell’omaggio a Carosone sulle note di ‘Caravan Petrol’ che farà insieme ad Enzo Avitabile. Insomma, sarà un Amarello & Friends la cui forza starà ancora una volta l’amicizia, prima di tutto quella tra Amadeus e Fiorello.  “Il clima è ancora più bello dell’anno scorso – ha sottolineato ‘Ciuri’ – Siamo gli inseparabili, neanche Renzi riuscirebbe a dividerci”. Nemmeno un Amadeus ter. Quando Fiorello rilancia il tormentone (“Amadeus non molla l’osso, lo vuole rifare”), Amadeus torna a chiarire: “Ma io senza Fiorello non lo farei mai”. “Allora non si farà”, conclude Fiore. Intanto si godranno questo. E chi ha assistito alle prove nei giorni scorsi, descrive i due pronti a sostenersi in ogni momento, in un clima di sincero divertimento. Lo scorso anno i due sono stati in grado di portare questa atmosfera anche in diretta. Quest’anno nelle case degli italiani ce n’è ancora più bisogno.

Antonella Nesi
Adnkrons 

https://www.adnkronos.com/sanremo-2021-tra-giovani-cantanti-e-ospiti-amarcord_4k6CHMqOre7Wn381JK3Hdu

Covid Gb, crollo contagi: 5.455 casi, mai così pochi da settembre

Contagi giù in Gran Bretagna: nelle ultime 24 ore sono stati 5.455 nuovi casi di coronavirus, il numero più basso da settembre. Il dato risente del consueto calo del lunedì, dovuto alle minori registrazioni nel weekend, ma sottolinea comunque il buon risultato della campagna di vaccinazione e delle misure anti contagio. I decessi sono 104. Dall’inizio della pandemia, in Gran Bretagna vi sono stati oltre 4,18 milioni di contagi e 122.953 decessi. Nel Regno Unito prosegue speditamente la campagna di vaccinazione con oltre 20 milioni di persone che hanno ricevuto la prima dose e 815mila anche la seconda.  
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Scuola, più di uno studente su tre in Dad

Oltre 3 milioni di studenti da domani seguiranno le lezioni da casa: 800mila bambini della scuola dell’infanzia e primaria, quasi mezzo milione di alunni delle medie e 1 milione e 800mila studenti delle superiori. Vaccinazione degli insegnanti e aumento della qualità della Dad, con il raggiungimento di tutti gli studenti, le misure di accompagnamento necessarie, ma vediamo prima i numeri. Tuttoscuola ha fatto una mappatura del numero di studenti che da domani mattina faranno lezione a scuola o da casa, sia per area geografica (con una situazione a macchia di leopardo non solo a livello regionale ma in taluni casi per singoli Comuni), sia per grado di scuola. Saranno in tutto 3.067.986 gli studenti impegnati nella didattica a distanza, di cui quasi 800 mila bambini della scuola dell’infanzia e primaria, quasi mezzo milione di alunni delle medie e 1 milione e 800 mila studenti delle superiori. Saranno 5.438.779 gli studenti che seguiranno le lezioni regolarmente a scuola: 3 milioni e 200 mila bambini della scuola dell’infanzia e primaria, un milione e 200 mila alunni delle medie e circa 1 milione di studenti delle superiori. Degli 8,5 milioni di alunni iscritti nelle scuole statali e paritarie domani, 1° marzo, saranno a scuola in presenza due alunni su tre. Le situazioni estreme vedono i 207.268 alunni della Sardegna tutti a scuola in presenza, grazie al fatto che la regione è stata dichiarata zona bianca, mentre all’opposto i 994.993 alunni della Campania saranno costretti a starsene a casa per consentire a tutti i loro insegnanti, secondo quanto disposto dal presidente regionale De Luca, di sottoporsi alla vaccinazione. Dovranno rimanere a casa gli alunni delle zone dichiarate rosse: i 159.721 dell’Alto Adige, i 75.896 della Basilicata e i 37.558 del Molise. Dei quasi 176mila alunni abruzzesi soltanto 30.556 bambini della scuola dell’infanzia potranno frequentare le attività educative in presenza, mentre gli altri 145.367 dovranno seguire le lezioni in DAD. In Puglia, dopo che il TAR ha confermato la validità dell’ordinanza regionale, dovranno seguire la didattica a distanza i 320.432 studenti della secondaria di I e II grado, mentre per i 264.912 alunni di primaria e infanzia resta confermata la facoltà di seguire le lezioni in presenza. Vi sono infine singole situazioni provinciali costrette ad adottare restrizioni, come, ad esempio Brescia con oltre 172 mila alunni in Dad, la città metropolitana di Bologna con oltre 113mila alunni bloccati a casa, Ancona e Macerata con 14.700 degli ultimi due anni della scuola media obbligati alla Dad insieme a tutti i 73.060 studenti delle superiori dell’intera regione. In Toscana quasi 80mila alunni delle province di Pistoia e Siena entrate in zona rossa non potranno seguire le lezioni in presenza. Infine un numero imprecisato di alunni del primo ciclo e dell’infanzia, stimato in poco più di 14.100 unità, di piccoli comuni laziali dichiarati in zona rossa, non potrà seguire le lezioni presenza. Da domani, compatibilmente con le opzioni di frequenza consentite per primaria e infanzia in Puglia, dovrebbero accedere in presenza a scuola circa un milione e 156 mila delle scuole dell’infanzia (l’83% degli iscritti alle scuole statali e paritarie), due milioni e 66 mila alunni della scuola primaria (79,3% del totale), un milione e 225 mila alunni della scuola media (72,1%). Dei 2milioni e 794mila studenti delle superiori, nel rispetto della rotazione del 50% per le zone gialle e arancioni, soltanto 990 mila saranno ogni giorno in presenza (35,4% del totale), con la sola eccezione degli studenti sardi tutti in classe, ma 478.350 (gli studenti di Abruzzo, Alto Adige, Basilicata, Campania, Puglia, Molise) dovranno osservare la Dad al 100% senza rotazione.

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Scienza & Salute: Covid-19 nei bambini, dalle varianti ai vaccini

Partendo dall’allarme derivante dalle varianti (inglese, sudafricana e brasiliana) e attingendo alla cospicua letteratura scientifica, la puntata odierna di BioMedical Report, il format su Facebook curato da dall’immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud della Fondazione italiana di Medicina personalizzata, ha chiarito i dubbi relativi all’utilità dei vaccini in genere, specie in età infantile. Insieme a Minelli, il pediatra Basilio Malamisura, già direttore dell’Unità operativa di Pediatria presso l’ospedale di Salerno, che illustrato i meccanismi di aggressione della Covid-19 e le differenze tra adulti e bambini, fascia anagrafica coinvolta solo in parte e meno gravemente.  Secondo Malamisura: “U na mamma positiva al virus può tranquillamente allattare al seno il proprio figlio in ragione del fatto che il latte materno adatta le sue proprietà di difesa immunitaria in regime di infezione virale, e anche perché l’allattamento al seno è fin troppo importante ai fini salutistici dell’individuo”. Nella puntata è stato affrontato anche il tema della ‘screen view time’, e cioè il tempo che i bambini e gli adolescenti devono trascorrere davanti al computer o a un monitor, tempo che non dovrebbe superare le due ore al giorno (cosa resa alquanto complicata in tempo di pandemia). “I genitori – ha aggiunto Malamisura – dovrebbero insegnare ai loro figli a cucinare, perché attraverso la conoscenza degli ingredienti i bambini possono imparare la buona alimentazione, per la quale i genitori dovrebbero essere (e non sempre sono) un modello da seguire”.  A Mauro Minelli, medico immunologo e coordinatore scientifico di BioMedical Report, il compito di sgombrare il campo da miti assolutamente infondati: “I vaccini sono essenziali in età pediatrica e non provocano l’autismo così come emerge dalla letteratura scientifica, visto che l’unico studio che nel 1998 ne ipotizzò una correlazione, fu poi ritirato in quanto falsificato”. Minelli si è soffermato anche sugli “integratori naturali che offrono una protezione antivirale (esperidina, epigallotechina)” e a proposito dell’indagine svolta in diretta online dall’immunologo sul piano d’invasione del virus Sars-CoV-2 “del quale ormai si conoscono i meccanismi d’azione che i vaccini approntati – ha assicurato l’immunologo – stanno provvedendo a depotenziare”. 

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Sprechi energetici in cucina, 77% attento a consumi elettrodomestici

Osservatorio social NeN-Al.ta Cucina, italiani promossi per l’utilizzo di forno e lavastoviglie ma c’è ancora da lavorare sul frigorifero

Il 77% degli italiani fa attenzione ai consumi prima di comprare elettrodomestici ma solo il 6% usa fonti rinnovabili; promossi per l’utilizzo di forno e lavastoviglie ma c’è ancora da lavorare sul frigorifero. A scattare una fotografia della ‘consapevolezza energetica’ degli italiani in cucina è una ricerca condotta dalla startup enertech NeN (www.nen.it), che ha interpellato sul tema gli oltre 900mila appassionati membri della food community Al.ta Cucina, mediatech company e community del food che porta nel mondo la cucina italiana.

Lo studio evidenzia, da un lato, che il 93% degli italiani si dimostra sensibile al fatto che risparmiare energia significa anche fare del bene all’ambiente, con un 77% che dichiara di prestare attenzione al consumo energetico degli elettrodomestici prima di acquistarli, dall’altro, che solo un 6% degli intervistati dichiara di utilizzare completamente energia green, il 23% solo in parte, mentre un 71% non usa energia proveniente da fonti rinnovabili o, addirittura, non sa se l’energia che usa è pulita o meno.

Ma anche i comportamenti di tutti i giorni sono da migliorare: poco meno della metà degli intervistati, ad esempio, stacca sempre la spina dei piccoli elettrodomestici quando non li utilizza, e addirittura il 66% ammette di lasciare il forno accesso più del necessario.

Nel dettaglio il report prende in analisi i principali elettrodomestici che si trovano solitamente in cucina: frigorifero, forno e lavastoviglie, mettendo in evidenza luci e ombre sulle abitudini energetiche degli italiani.

Frigorifero

I frigoriferi degli italiani ‘ghiacciano’ più spesso del dovuto: solo la metà degli intervistati procede alla sbrinatura del frigorifero ad ogni cambio stagione e addirittura il 17% ne regola la temperatura al di sotto di quella consigliata, tra 1 e 4 gradi.

Forno

Va meglio in ambito forno, sia che si tratti del forno elettrico o del microonde: il 63% utilizza il forno in modalità ventilata (che permette di cuocere i cibi in meno tempo e a temperatura più bassa) e il 71% lo ‘sostituisce’ con il microonde quando ha bisogno di scaldare gli avanzi. Solo il 22%, però, spegne il forno 10 minuti prima che la cottura sia terminata: un utile stratagemma per risparmiare energia senza compromettere la corretta cottura della pietanza.

Lavastoviglie

La lavastoviglie risulta di gran lunga essere l’elettrodomestico della cucina meglio utilizzato dal punto di vista energetico. Infatti il 75% degli intervistati usa programmi senza prelavaggio, il 62% utilizza sempre lavaggi Eco e il 57% pulisce spesso il filtro, dimostrando attenzione anche alla manutenzione dell’elettrodomestico. Ma anche qui si può ancora migliorare, stavolta addirittura risparmiando anche tempo, oltre che energia: il 49% degli intervistati, infatti, lava ancora i piatti a mano, nonostante diverse fonti autorevoli sostengano che l’utilizzo della lavastoviglie (a pieno carico) permetta di risparmiare acqua, detersivo ed energia.

Indagine Kaspersky: l’Italia si riconferma il secondo Paese europeo più colpito da stalkerware, software utilizzati per spiare il partner

Milano, 26 febbraio 2021

 Nel 2020, secondo quanto emerso da un’indagine di Kaspersky, 53.870 utenti mobili a livello globale sono stati colpiti da stalkerware. Si tratta di software che permettono di spiare le persone attraverso i loro dispositivi e spesso vengono utilizzati per controllare il partner nei casi di violenza domestica.

Dal recente report di Kaspersky, “The State of Stalkerware 2020“, è emerso che il fenomeno degli stalkerware utilizzati nei casi di violenza domestica è ancora molto diffuso. Nel 2020 il numero di utenti mobili colpiti è stato di circa 53.870, solo il 20% in meno dello scorso anno in cui le vittime erano 67.500. Anche in Italia la situazione non è migliorata di molto: nel 2020, il numero di utenti colpiti è diminuito solo del 37% (1.144 nel 2020 contro i 1.829 del 2019) e l’Italia si posiziona, per il secondo anno consecutivo, al secondo posto tra i Paesi europei più colpiti dal fenomeno (ottavo Paese nella classifica mondiale).

Tenuto conto che gli stalkerware spesso vengono utilizzati per controllare virtualmente la vita del partner, per avere una valutazione più affidabile rispetto ai miglioramenti osservati, è opportuno tenere in considerazione che nel periodo preso in esame in tutto il mondo la pandemia ha costretto milioni di persone in casa tra cui le vittime di stalkerware.

Da marzo a giugno 2020, infatti, a livello globale abbiamo assistito ad un calo delle segnalazioni annuali degli utenti colpiti da stalkerware e successivamente, quando in molti Paesi le restrizioni sono state allentate, i numeri hanno cominciato a stabilizzarsi.  Dimensioni globali del fenomeno  Gli stalkerware sono una forma di cyberviolenza.

Si tratta di un fenomeno globale che colpisce tutti i Paesi indipendentemente dalle dimensioni o dalla cultura. Tra i 10 Paesi più colpiti dal fenomeno troviamo Russia, Brasile, Stati Uniti d’America, India, Messico, Germania (primo Paese in Europa per diffusione del fenomeno) Iran, Italia (che nel 2019 si era invece classificata al sesto posto nella classifica mondiale), Regno Unito e, infine, Arabia Saudita.   I dieci Paesi nel mondo più colpiti dagli stalkerware nel 2020:

Paese utenti colpiti:

Russia 12389
Brasile 6523
Stati Uniti d’America 4745
India 4627
Messico 1570
Germania 1547
Iran 1345
Italia 1144
Regno Unito 1009
Arabia Saudita 968

“Il numero di utenti colpiti da stalkerware è comunque molto alto e ogni giorno rileviamo nuovi campioni. È importante ricordare che dietro ogni numero si nasconde una persona e, a volte, una silenziosa richiesta di aiuto.

Proprio per questo motivo e per avere una visione più approfondita del problema, condividiamo la nostra esperienza con la community che lavora per porre fine a questo fenomeno. Condividere le nostre conoscenze ci consente di rilevare più facilmente la presenza degli stalkerware e di proteggere le vittime di cyberviolenza“, ha dichiarato Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky.

Azioni contro la cyberviolenza

Dal 2021, insieme ad altri quattro partner, Kaspersky collabora al progetto europeo “DeStalk” sostenuto dalla Commissione europea attraverso il programma per i Diritti, l’uguaglianza e la cittadinanza. Secondo i dati rilevati da Kaspersky, nel 2020, sono circa 6.459 gli utenti europei mobili colpiti da stalkerware.

Germania, Italia, Francia e Spagna sono stati i Paesi più interessati dal fenomeno. Nel 2019, prima di partecipare al progetto DeStalk, Kaspersky ha fondato, insieme ad altre nove organizzazioni la Coalition Against Stalkerware, che ora conta 30 membri provenienti da tutto il mondo. La coalizione mira a migliorare il rilevamento degli stalkerware, condividere le conoscenze tra organizzazioni e aziende senza scopo di lucro e a sensibilizzare l’opinione pubblica.

“Le organizzazioni che fanno parte della Coalition Against Stalkerware hanno raggiunto obiettivi molto importanti nell’ultimo anno, tra cui un aumento del livello di consapevolezza dell’opinione pubblica e del numero di stalkerware rilevati e un maggiore supporto ai sopravvissuti agli abusi domestici. La coalizione ci ha permesso di adottare un approccio olistico a un problema complesso.

Non esiste una soluzione semplice ma è necessario lavorare su molti fronti”, ha affermato Eva Galperin, direttore della Cybersecurity, Electronic Frontier Foundation.  Inoltre, a novembre 2020, Kaspersky ha rilasciato TinyCheck, uno strumento anti-stalkerware gratuito che ha l’obiettivo di aiutare le organizzazioni no-profit a sostenere le vittime di violenza domestica e proteggere la loro privacy.

La caratteristica unica di questo strumento è la capacità di rilevare gli stalkerware e informare gli utenti colpiti senza che il persecutore lo sappia. Lo strumento è stato positivamente accolto dalla community di sicurezza informatica e viene costantemente aggiornato grazie alla collaborazione di tutti gli esperti che ne fanno parte. Per verificare la presenza di stalkerware su un dispositivo mobile Kaspersky raccomanda di:

• Controllare le autorizzazioni concesse alle app installate: le applicazioni stalkerware possono nascondersi dietro falsi nomi e avere accesso a messaggi, chiamate, posizione e altre attività personali. Per esempio, un’applicazione con il nome “Wi-Fi” che ha accesso alla geolocalizzazione è potenzialmente sospetta.
• Disinstallare le app che non vengono più utilizzate. Se un’applicazione non viene aperta da oltre un mese, probabilmente non è davvero così utile. Nel caso dovesse tornare utile in futuro può sempre essere reinstallata.

• Controllare le impostazioni di download da “fonti sconosciute” sui dispositivi Android. Se questa funzione risultasse abilitata, una terza persona potrebbe aver installato un software indesiderato.

• Controllare la cronologia del browser. Per scaricare gli stalkerware, il persecutore dovrà visitare alcune pagine web sconosciute all’utente colpito. Se non risulta presente alcuna cronologia, il perpetratore potrebbe averla cancellata.

• Utilizzare una soluzione di sicurezza informatica affidabile, come Kaspersky Internet Security for Android, che protegge da tutti i tipi di minacce mobili ed esegue controlli regolari sul dispositivo.  Prima di rimuovere gli stalkerware da un dispositivo:

• Valutare le conseguenze. Ad esempio, chi ha scaricato il software sul dispositivo potrebbe accorgersene. L’aggressore potrebbe rappresentare un rischio per la sicurezza e, in alcuni casi, potrebbe reagire intensificando i suoi comportamenti abusivi.

• Contattare le autorità locali e le organizzazioni di servizi che supportano le vittime di violenza domestica per ricevere assistenza e pianificare insieme le misure da adottare. Sul sito https://stopstalkerware.org/it/ è disponibile una lista di organizzazioni a cui rivolgersi presenti in diversi Paesi.

• Prima di rimuovere le prove della presenza di uno stalkerware verificare se le prove possono essere utili alle indagini.

• Fidarsi del proprio istinto e prendere la decisione che si ritiene più sicura.

Informazioni su Kaspersky

Kaspersky è un’azienda di sicurezza informatica che opera a livello globale fondata nel 1997. La profonda competenza di Kaspersky in materia di threat intelligence e sicurezza si trasforma costantemente in soluzioni e servizi innovativi per proteggere le aziende, le infrastrutture critiche, i governi e gli utenti di tutto il mondo. L’ampio portfolio di soluzioni di sicurezza dell’azienda include la protezione degli Endpoint leader di settore e una serie di soluzioni e servizi specializzati per combattere le minacce digitali sofisticate e in continua evoluzione.

Più di 400 milioni di utenti sono protetti dalle tecnologie di Kaspersky e aiutiamo 250.000 clienti aziendali a proteggere ciò che è per loro più importante.

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Myanmar, militari annullano risultati elezioni 2020 vinte da San Suu Kyi

I militari che hanno preso il potere in Myanmar lo scorso primo febbraio con un colpo di Stato hanno annullato i risultati delle elezioni di novembre 2020. L’annunciato è stato dato dal presidente della commissione elettorale nominata dai militari, Thein Soe, durante un incontro con i partiti politici a Naypyidaw, come riporta il sito di notizie Myanmar Now. Nelle elezioni del 2020 ha trionfato la Lega Nazionale per la Democrazia, il partito di Aung San Suu Kyi. Le accuse di frode mosse dai militari devono ancora essere dimostrate.

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Biocytogen announces acquisition of a third Beacon Optofluidic system to support expanding Antibody Discovery Platform

 BOSTON, Feb. 25, 2021 /PRNewswire/ — Biocytogen, a company dedicated to accelerating therapeutic antibody discovery, has announced the acquisition of a third Beacon Optofluidic system. The new instrument, developed by Berkeley Lights, will support the expansion of Biocytogen’s antibody discovery service platform in the greater Boston area for collaborations across the globe.  Founded on its successful gene editing platform, Biocytogen recently developed humanized immunoglobulin mice that carry the full variable region repertoire (RenMab ), as well as a related common light chain strain, RenLite. Generation of fully human antibodies in these models minimizes the time required to develop high-affinity antibody therapeutics with favorable pharmacokinetic properties. Biocytogen’s integrative use of Berkeley Lights’ industry-leading light-sorting technology further accelerates the process, due to the rapid screening of thousands of single B cells for antibody hit generation. Together, these technologies allow for the generation and discovery of fully human antibodies in a matter of weeks. About BiocytogenBiocytogen is an international biotechnology company that provides a comprehensive portfolio of products and preclinical services to accelerate new drug discovery and development. Biocytogen’s expertise in gene editing has led to the generation of an extensive catalog of humanized mouse models that have been used to validate antibody drugs undergoing clinical development at its subsidiary, Eucure Biopharma. Biocytogen collaborates with global partners to discover therapeutic antibodies using its flagship RenMab model. For more information, please visit https://biocytogen.com/ and click the service brochure. Media Contact:Jenna Frame jframe@biocytogen.com  Logo – https://mma.prnewswire.com/media/1358305/Biocytogen_Logo.jpg     https://www.adnkronos.com/biocytogen-announces-acquisition-of-a-third-beacon-optofluidic-system-to-support-expanding-antibody-discovery-platform_4BZ7OXLeSxhOOZWerumSti

Kaspersky: il gruppo APT Lazarus prende di mira il settore della difesa

Milano, 25 febbraio 2021   I ricercatori di Kaspersky hanno identificato una nuova campagna APT ad opera di Lazarus, un threat actor di minacce avanzate molto prolifico che risulta attivo almeno dal 2009 e al quale sono state attribuite una serie di campagne diverse tra loro. A partire dai primi mesi del 2020, il gruppo ha preso di mira il settore della difesa con una backdoor personalizzata e soprannominata ThreatNeedle. La backdoor esegue movimenti laterali attraverso le reti infette sottraendo informazioni sensibili.   Lazarus è uno dei threat actor più prolifici del momento. Attivo almeno dal 2009, questo gruppo è stato coinvolto in campagne di cyberspionaggio su larga scala, campagne ransomware e persino attacchi contro il mercato delle criptovalute. Negli ultimi anni il gruppo si è concentrato sulle istituzioni finanziarie ma all’inizio del 2020 ha aggiunto ai suoi obiettivi anche organizzazioni che operano nel settore della difesa. I ricercatori di Kaspersky si sono resi conto dell’esistenza di questa nuova campagna nel momento in cui sono stati coinvolti in un’attività di incident response. Il team preposto alla gestione dell’incidente ha scoperto che l’organizzazione coinvolta era vittima di una backdoor personalizzata (ovvero un malware che consente il controllo da remoto completo sul dispositivo). Soprannominata ThreatNeedle, questa backdoor si muove lateralmente attraverso le reti infette ed estrae informazioni riservate. Ad oggi, sono state colpite organizzazioni in più di dodici Paesi. L’infezione iniziale avviene utilizzando una tecnica di spear phishing. Le organizzazioni prese di mira ricevono una e-mail contente un allegato Word dannoso o un collegamento ad un file ospitato sui server aziendali. I messaggi di posta, inviati da presunti centri medici affidabili, dichiarano di contenere aggiornamenti urgenti relativi alla pandemia. Nel momento in cui si apre il documento il malware viene rilasciato dando così il via al processo di distribuzione. Il malware ThreatNeedle, utilizzato in questa campagna, appartiene a una famiglia di malware del gruppo Lazarus nota come Manuscrypt ed era stato precedentemente rilevato in attacchi rivolti alle imprese di criptovaluta. Una volta installato, ThreatNeedle è in grado di ottenere il pieno controllo del dispositivo della vittima, il che significa che può fare qualsiasi cosa, dalla manipolazione dei file all’esecuzione dei comandi ricevuti. Una delle tecniche più interessanti di questa campagna è la capacità del gruppo di rubare dati sia dalle reti IT dell’ufficio (ovvero una rete che contiene computer con accesso a Internet) e sia dalla rete limitata di un impianto (ovvero una rete che contiene mission-critical asset e computer con dati altamente sensibili e nessun accesso a Internet). Secondo la policy aziendale, nessuna informazione dovrebbe poter essere trasferita tra queste due reti. Tuttavia, gli amministratori possono connettersi a entrambe le reti per la gestione di questi sistemi. Lazarus è stato in grado di ottenere il controllo delle workstation degli amministratori per poi impostare un gateway malevolo e attaccare la rete limitata estraendo dati riservati.  “Lazarus è stato forse il threat actor più attivo del 2020 e questo è un trend che non accenna a diminuire. Infatti, già a gennaio di quest’anno, il Threat Analysis Team di Google ha riferito che Lazarus aveva utilizzato questa stessa backdoor per colpire i ricercatori di sicurezza. In futuro, ci aspettiamo di incontrare ancora ThreatNeedle e per questo terremo gli occhi aperti”, ha commentato Seongsu Park, senior security researcher with the Global Research and Analysis Team (GReAT).  “Lazarus non è solo molto prolifico, ma anche sofisticato. Questo gruppo, infatti, oltre a superare la segmentazione della rete, ha anche condotto ricerche approfondite per creare e-mail di spear phishing altamente personalizzate ed efficaci e ha costruito strumenti personalizzati per estrarre le informazioni rubate su un server remoto. Tenuto conto che molti settori e aziende fanno ancora molto affidamento al lavoro a distanza e che, quindi, sono ancora più vulnerabili, è importante che vengano prese ulteriori precauzioni di sicurezza per proteggersi da questo genere di attacchi avanzati”, ha aggiunto Vyacheslav Kopeytsev, security expert di Kaspersky ICS CERT. È possibile leggere maggiori informazioni sulla campagna ThreatNeedle sul sito web di Kaspersky ICS CERT. Per proteggersi da attacchi come ThreatNeedle, gli esperti di Kaspersky raccomandano di:  • Fornire al personale una formazione di base sulla cyber hygiene, poiché molti attacchi mirati iniziano proprio con tecniche di ingegneria sociale come il phishing. • Se un’azienda utilizza una tecnologia operativa (OT) o ha una infrastruttura critica, è importante assicurarsi che queste siano separate dalla rete aziendale o che non ci siano connessioni non autorizzate.  • Assicurarsi che i dipendenti conoscano e seguano le politiche di sicurezza informatica.  • Fornire al team SOC l’accesso alla più recente threat intelligence (TI). Il Kaspersky Threat Intelligence Portal è un punto di accesso unico per la TI dell’azienda, che fornisce dati sugli attacchi informatici e approfondimenti raccolti da Kaspersky in oltre 20 anni di esperienza.  • Implementare una soluzione di sicurezza di livello aziendale che rilevi tempestivamente le minacce avanzate a livello di rete, come Kaspersky Anti Targeted Attack Platform.  • Implementare una soluzione dedicata ai nodi e alle reti industriali che consenta il monitoraggio del traffico di rete OT, l’analisi e il rilevamento delle minacce, come Kaspersky Industrial CyberSecurity.   Informazioni su Kaspersky ICS CERT  Kaspersky Industrial Control Systems Cyber Emergency Response Team (Kaspersky ICS CERT) è un progetto globale lanciato da Kaspersky nel 2016 per coordinare gli sforzi dei vendor di sistemi di automazione, dei proprietari o degli operatori di impianti industriali e dei ricercatori sulla sicurezza IT per proteggere le imprese industriali dagli attacchi informatici. Kaspersky ICS CERT dedica i suoi sforzi principalmente all’identificazione delle minacce, potenziali o esistenti, che colpiscono i sistemi di automazione industriale e il mondo dell’IIoT. Kaspersky ICS CERT è membro attivo e partner di importanti organizzazioni internazionali che elaborano una serie di raccomandazioni dedicate alla protezione delle imprese industriali dalle minacce informatiche. Per ulteriori informazioni: ics-cert.kaspersky.com   Informazioni su Kaspersky  Kaspersky è un’azienda di sicurezza informatica che opera a livello globale fondata nel 1997. La profonda competenza di Kaspersky in materia di threat intelligence e sicurezza si trasforma costantemente in soluzioni e servizi innovativi per proteggere le aziende, le infrastrutture critiche, i governi e gli utenti di tutto il mondo. L’ampio portfolio di soluzioni di sicurezza dell’azienda include la protezione degli Endpoint leader di settore e una serie di soluzioni e servizi specializzati per combattere le minacce digitali sofisticate e in continua evoluzione. Più di 400 milioni di utenti sono protetti dalle tecnologie di Kaspersky e aiutiamo 250.000 clienti aziendali a proteggere ciò che è per loro più importante. Per ulteriori informazioni: https://www.kaspersky.it/   Seguici su:   https://twitter.com/KasperskyLabIT   http://www.facebook.com/kasperskylabitalia   https://www.linkedin.com/company/kaspersky-lab-italia   https://www.instagram.com/kasperskylabitalia/   Contatto di redazione:   kaspersky@noesis.net  https://www.adnkronos.com/kaspersky-il-gruppo-apt-lazarus-prende-di-mira-il-settore-della-difesa_KYowqGP83o0bFQFU0vxg8

Nuovo Dpcm Draghi, Meloni: “Non si può andare avanti così”

“Arriva Speranza e ci dice che il governo (Draghi, ndr) procederà per Dpcm, esattamente quello che mi pareva tutti ormai contestassimo della politica di Giuseppe Conte. Ma è normale che si proceda a limitare la vita delle persone, a limitare il loro diritto di lavorare, i diritti fondamentali in una civiltà come la nostra senza passare per il Parlamento della Repubblica italiana? E’ ora che ci cominciamo a fare delle domande: salute, libertà sono entrambi diritti, come si crea un equilibrio? Se i vaccini non dovessero essere abbastanza, se la prima dose non dovesse bastare, se alla fine non dovesse essere così efficace, andiamo avanti per 20 anni così?” Lo ha affermato Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, ospite di ‘Oggi è un altro giorno’ su Raiuno. Secondo Meloni, inoltre, “nel Cts dovrebbe esserci qualche virologo in più e potrebbe essere interessante un confronto tra gli esperti del Comitato tecnico scientifico e le categorie produttive, particolarmente quelle più colpite”. E sui vaccini: “Su tutta la vicenda dei vaccini penso ci sia un problema di trasparenza e di serietà nella comunicazione, nella gestione dell’emergenza che non aiuta anche rispetto all’approccio dei cittadini. Già il fatto che l’Unione europea abbia secretato i contratti con le case farmaceutiche non è una cosa intelligente. L’unico modo per convincere la gente a vaccinarsi è spiegare bene come funzionano le cose e quindi segreti non possono esserci”.  “Oggi -ha aggiunto la lader di FdI- raccontiamo il vaccino russo, fino a qualche settimana fa si diceva che il vaccino russo fosse addirittura pericoloso. C’è molta confusione e la confusione non aiuta. Serve chiarezza e ovviamente metodo. Credo che l’Unione europea abbia dimostrato ancora una volta la sua inefficacia e anche questo credo che non abbia aiutato”. https://www.adnkronos.com/nuovo-dpcm-draghi-meloni-non-si-puo-andare-avanti-cosi_3HImalYUpFBfhX6At8k9lW

Il costituzionalista Marini: “su misure Dad auspicabile intervento legislatore nazionale”

Le misure stabilite nell’ultima ordinanza sulla scuola in tempo di covid dal governatore della Puglia, Michele Emiliano, “sono ragionevoli soprattutto in vista dell’ulteriore diffusione della pandemia a causa delle varianti.

L’obbligatorietà della presenza non è incostituzionale, come non lo è tuttavia nemmeno la non obbligatorietà: la scelta è cioè rimessa agli organi politici sulla base di una molteplicità di fattori.

La discrezionalità a cui si appella Emiliano e le scelte avanzate nella sua ordinanza possono essere uno stimolo intelligente su cui, tuttavia, sarebbe auspicabile un intervento del legislatore nazionale”.

Lo dice il costituzionalista Francesco Saverio Marini intervenendo con l’Adnkronos sul dibattito in corso sulla Didattica a distanza, anche alla luce delle proteste di decine di migliaia di persone tra genitori, docenti e personale Ata che reclamano il diritto di scelta delle famiglie ad usufruire della Dad; nonché delle proteste ed occupazioni degli studenti del Paese contrari ad una didattica in presenza senza le adeguate misure di sicurezza.

Si tratta, secondo il costituzionalista, di una contrapposizione sulla Didattica a distanza su cui “ad oggi si impone la disciplina statale, molto rigida a seconda del colore della regione.

Si possono seguire due strade – spiega – o lo Stato interviene con un nuovo Dpcm in cui disciplina la Dad dando maggior peso alla libertà delle famiglie. O rimette la scelta alle regioni che valuteranno sulle singole situazioni quale è la disciplina più confacente al territorio”.

Secondo Marini, professore all’università di Roma Tor Vergata, c’è un primo ambito relativo ai diritti sui quali “non è facile trovare una soluzione perché sono tanti i valori e i diritti costituzionali che vengono in rilievo: c’è il diritto alla salute che ha una duplice veste in questo caso, sia come libertà da rimettere alla famiglia se usufruire della Dad o se mandare i figli a scuola;

sia come interesse della collettività rispetto al pericolo di diffusione del virus;

c’è infine il potere-dovere dello Stato di istituire le scuole per tutti gli ordini e gradi e consentirne o imporne la frequenza.

Nell’articolo 32 della Costituzione, va ricordato, la salute è declinata rispetto ad entrambi i profili e l’interesse alla salute della collettività rappresenta un limite ovviamente alla libertà di salute individuale”.

Altro tema critico è chi decide sulla Didattica a distanza: lo Stato o le regioni in deroga alla normativa statale?

“Il tema è controverso – risponde il costituzionalista – Per la disciplina nazionale in vigore, si prevede che le regioni possano intervenire o in senso restrittivo o, previa intesa con lo Stato, in senso anche ampliativo, ma sempre nelle more dell’adozione dei decreti del presidente del Consiglio.

Previsione che lascia perplessi perché queste more non ci sono mai state: si è passati da un decreto all’altro e lo spazio alle regioni è apparso quasi inesistente. La Corte Costituzionale ha chiarito che il legislatore regionale, in quel caso della Valle D’Aosta, “non può invadere con un propria disciplina una materia avente ad oggetto la pandemia, in quanto essa è affidata interamente alla competenza legislativa dello Stato”.

In questo quadro Marini analizza le scelte del Governatore della Puglia: “nella prima ordinanza Emiliano interveniva sul Dpcm sulla Dad (che imponeva fosse garantito almeno il 50% mentre Emiliano parlava di ‘fino al 50%’); adesso in questa ultima ordinanza lascia libere le famiglie.

Si tratta comunque di una misura derogatoria rispetto alla disciplina statale, ma, se si prescinde dalla problematica delle competenze, penso sia una scelta ragionevole soprattutto in vista delle varianti e dell’incremento dei contagi: lasciare spazi alle libertà individuali è equilibrato e rappresenta un intelligente sintesi del diritto alla salute e di quello all’istruzione”.

Quindi il costituzionalista interviene anche sulle rivendicazioni del Comitato nazionale Dad per tutti al diritto di scelta delle famiglie: “E’ una impostazione che condivido – afferma – Lo stesso argomento andrebbe posto anche all’università dove, similmente, andrebbe lasciata agli studenti la scelta sul tipo di didattica.

C’è, comunque, alla base una valutazione di merito che non può che essere rimessa agli organi politici: ad essi spetta il compito di realizzare quella difficile sintesi tra contrasto della pandemia, libertà di salute e diritto all’istruzione. E in questa prospettiva, la soluzione elaborata dal Governatore della Puglia, pur “non essendo una soluzione costituzionalmente imposta e pur ponendo problemi di competenza rispetto alla disciplina statale, rappresenta uno stimolo intelligente che va nella giusta direzione, su cui può e, a mio avviso, sarebbe opportuno intervenisse il legislatore nazionale”.

di Roberta Lanzara

Vaccino AstraZeneca, Di Lorenzo: “Improbabili soluzioni lampo”

“Io non lo so se ci sono aziende che hanno tutto quello che serve per la produzione di vaccini anti-Covid. Posso dire che AstraZeneca non ha solo detto che il vaccino è un bene comune, lo ha dimostrato facendo una scelta di impareggiabile valore etico e mettendolo in vendita al prezzo del costo industriale.

Quando si è parlato del fatto che le multinazionali devono dare ad altre società la licenza per produrre, l’azienda ha detto: ‘si faccia avanti chi ha la possibilità di produrre su grossi quantitativi’. Che io sappia, nessuno dall’Italia si era fatto avanti. Certo potrebbero arrivare candidature, ma non bisogna farsi illusioni su tempi da soluzione lampo”.

Lo spiega all’Adnkronos Salute Piero Di Lorenzo, presidente dell’Irbm di Pomezia (Roma), la società che insieme all’università inglese di Oxford ha messo a punto il vaccino anti-Covid e che oggi collabora con l’anglo-svedese AstraZeneca che lo produce. Sono giorni in cui si discute delle difficoltà di mantenere i ritmi di produzione dei vaccini in linea con l’elevata richiesta globale. AstraZeneca ieri ha assicurato che c’è impegno per essere in linea con il contratto, ha spiegato che l’obiettivo è di superare i 5 milioni di dosi all’Italia per la fine di marzo e che le date delle consegne, la frequenza e il volume possono subire alterazioni dovute ai processi di produzione e alle tempistiche dei processi di controllo qualità. In Italia, intanto, si stanno esplorando eventuali possibilità di produzione in aziende tricolore per contribuire all’impresa di avere più vaccini anti-Covid possibile.

Di Lorenzo puntualizza però che questa non può essere vista come una via facile da percorrere.  “Riguardo alla necessità di accorciare al massimo i tempi, penso che sia un obiettivo altamente meritorio”, osserva il presidente di Irbm, “ma – avverte – non bisogna farsi illusioni perché produrre vaccini è complicato, ma organizzarsi per produrli lo è ancora di più.

A condizione che ci sia già un laboratorio Gmp e personale con expertise specifico, occorrono almeno 4-6 mesi per approvvigionarsi di apparecchiature di grandi dimensioni, di bioreattori, e occorrono 3-4 mesi per il trasferimento tecnologico. E solo dopo tutto questo si comincia a produrre. Considerando questi passaggi, sono andati via almeno 8 mesi. Quindi, è bene che tutti si diano da fare per recidere al massimo i tempi, ma pensare che si possa fare in due mesi, mi sembra un esercizio di buona volontà”.

Per quanto riguarda Irbm, prosegue Di Lorenzo, “siamo impegnati ventre a terra sui test per la validazione delle produzioni fatte all’estero. Viene privilegiata la nostra competenza per questo. Noi siamo un Centro di ricerca e produrre non è la nostra vocazione, per cui al momento non stiamo producendo, ma non lo escludiamo per il futuro”.

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Social network, media e magazine online: i confini tra informazione e diffamazione

L’appuntamento, inizialmente previsto per il 25 febbraio, ha subito uno slittamento con conseguente riprogrammazione a Lunedì 15 Marzo.   Nuovo appuntamento con la rubrica Dialoghi Penali del Centro Studi Borgogna – Lunedì 15 marzo, in diretta web alle ore 17.00 – dal titolo “Social network, media & magazine online: i confini tra informazione e diffamazione” nel quale si discuterà del confine sottile che vi è tra diritto di cronaca ed il reato di diffamazione nel mondo social.  Sarà presente per i saluti iniziali Fabrizio Ventimiglia, Avvocato penalista e Presidente CSB.

A moderare l’incontro sarà Manuela Donghi (Giornalista e Head of Channel Le Fonti TV). Parteciperanno, in qualità di Relatori: Francesca Brunati (Giornalista Ansa), Paolo Grasso (Avvocato Penalista) e Ambrogio Moccia (Magistrato, già Presidente della Quinta Sezione Penale del Tribunale di Milano).

Nel XXI secolo, comunicare è diventato sempre più semplice e veloce. Una notizia pubblicata sul web, un post su un social network, un commento su una chat di un gruppo su “Facebook” o “Whatsapp”, sono in grado di raggiungere facilmente un numero elevato di persone. La velocità con cui si diffondono le informazioni pubblicate sul web, spesso a prescindere dalla loro effettiva veridicità, può risultare però alquanto pericolosa ogniqualvolta l’oggetto del messaggio diffuso abbia carattere denigratorio ed infamante nei confronti del suo destinatario.

“I social network sono un fenomeno positivo ma danno diritto di parola anche a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Ora questi imbecilli hanno lo stesso diritto di parola dei Premi Nobel”, così il Filosofo Umberto Eco attaccava internet dopo aver ricevuto la laurea honoris causa in “Comunicazione e Cultura dei media”.

La Carta dei Doveri del Giornalista nella sua premessa riconosce che “il commento e l’opinione appartengono al diritto di parola e di critica e, pertanto, devono essere assolutamente liberi da qualsiasi vincolo, che non sia quello posto dalla legge per l’offesa e la diffamazione delle persone”.

Viene dunque fatto riferimento, nella Carta dei Doveri, all’art. 21 della Costituzione, che sancisce la manifestazione della libertà di pensiero e all’art. 595 c.p. che disciplina il reato di diffamazione.

Obiettivo dell’incontro è quello di richiamare l’attenzione sul tema, offrendosi quale occasione di confronto, approfondimento e discussione tra esperti del settore.

Sarà possibile seguire la diretta sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Centro Studi Borgogna.

A proposito di centro Studi Borgogna  Nata nel 2017 da un’idea dell’Avv. Fabrizio Ventimiglia, il Centro Studi Borgogna è una Associazione di Promozione Culturale che opera come un laboratorio giuridico e di idee per promuovere la cultura del diritto, ispirandosi ai principi di etica, onestà e legalità, nell’ottica di contribuire al dibattito sulle principali questioni sensibili del nostro Paese. Le attività proposte dal Centro Studi Borgogna si prefiggono diversi obiettivi: promuovere il confronto tra mondi diversi arrivando a trasformare le riflessioni comuni in proposte praticabili; perseguire le finalità di promozione sociale e culturale; contribuire alla formazione dei professionisti nelle discipline giuridiche; promuovere l’amicizia, la cultura, la solidarietà e l’etica sul territorio milanese e nazionale. Al fine di perseguire tali obiettivi, l’Associazione Centro Studi Borgogna organizza conferenze, convegni e momenti formativi di varia natura; crea rapporti di collaborazione e sinergia con Università, Istituti di Ricerca e altri enti aventi finalità scientifiche; promuove la pubblicazione di documenti di approfondimento sui temi di diritto applicato; organizza eventi charity.

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ReverseLogix Raises $20 Million from Cambridge Capital for Cloud-Based Platform to Automate E-Commerce Reverse Logistics

BURLINGAME, Calif., Feb. 18, 2021 – ReverseLogix Corp., the leading cloud-based platform to automate reverse logistics for e-commerce brands, third-party logistics providers and manufacturers, today announced $20 million in its first round of external funding.

The new capital will enhance the company’s capabilities and resources to deliver a turn-key, modular SaaS platform to manage, plan and execute the complex end-to-end reverse logistics process for the world’s largest e-commerce-focused companies.  The Series A financing was provided by Cambridge Capital, a leading supply chain technology-focused investment firm.  In conjunction with the investment, Cambridge Capital’s Benjamin Gordon and Matt Smalley have joined ReverseLogix’s Board of Directors.

Through ReverseLogix’s proprietary, cloud-based technology platform, e-commerce companies, logistics providers and manufacturers can manage every aspect of returns, repairs and after-sales care.  With distinct modules focused on returns initiation, returns processing, repair management, warehouse management and inventory optimization, customers can leverage the best and only centralized end-to-end returns management solution for their specific needs.

By automating and optimizing reverse logistics processes with AI and machine learning, ReverseLogix’s customers can achieve a significant reduction in operating costs and increase customer satisfaction, while also achieving enhanced visibility and adherence to complex service level requirements and custom policies – all in one centralized platform. According to Bank of America and McKinsey, the COVID-19 pandemic accelerated e-commerce penetration in the US from 16% to 34% of all retail sales, resulting in 10 years of expected penetration growth in just three months – which leads to significant growth in returns/reverse logistics.

With 25% of e-commerce orders returned, there was a 70% annual growth in total packages returned in 2020, and there is significant continued growth projected in the future.  Since returns cost e-commerce businesses up to 20% of the underlying value of the purchased good, leading companies are seeking to leverage best-of-breed technology to better manage this previously manual, cumbersome and costly process.  ReverseLogix is poised to capture significant market share due to its flexibility and product depth, being purpose built exclusively for reverse logistics workflows.

“After bootstrapping ReverseLogix for over 6 years, I am excited to announce this significant investment.  Cambridge Capital is the perfect partner for us who has deep experience in logistics technology globally.  Working with them will allow us to continue developing our platform, expanding our leadership team and extending our high-growth trajectory into 2021 and beyond, leveraging their industry relationships with key customers and partners,” said Gaurav Saran, Founder and CEO of ReverseLogix.

“We are extremely excited to partner with Gaurav and ReverseLogix as the first outside investor.  Our background as global business builders in supply chain, and our unique viewpoint as a group of operators, strategic advisors and investors focused exclusively in logistics, will allow us to help ReverseLogix continue to extend its market leadership, in what we believe is a trillion dollar reverse logistics market globally,” said Benjamin Gordon, Cambridge Capital’s Managing Partner.

“ReverseLogix’s continuous growth with existing and new large customers, top-tier satisfaction with the most important customers globally, and best-of-breed cloud-native flexible technology platform are a validation of ReverseLogix’s large market opportunity and excellent product-market fit,” added Matt Smalley, Principal of Cambridge Capital.

With large customers such as FedEx,  Electrolux, Cole Haan, BNSF Logistics, Amer Sports, Samsonite and Tumi, ReverseLogix is already a leader in an important emerging product category underserved by incumbent vendors.  With this new investment, ReverseLogix is accelerating and deepening its relationships with other large customers and partners globally.

About ReverseLogix: ReverseLogix Corp. is the leading cloud-based platform to automate end-to-end reverse logistics for e-commerce brands, third-party logistics providers and manufacturers.

ReverseLogix’s centralized, highly configurable, modular SaaS platform is designed to manage every aspect of returns, repairs and after-sales care for all reverse logistics ecosystem players.  With the rise in e-commerce, and the unique demands relating to returns and reverse logistics, ReverseLogix is poised to be at the forefront of innovation in a $1 trillion global market. Founded in 2014 as a pioneer in SaaS-based  centralized returns management, ReverseLogix is on the cutting-edge of solving reverse logistics challenges holistically.

ReverseLogix is headquartered in Burlingame, California and serves top brands in all major verticals globally.  To learn more about ReverseLogix, visit ReverseLogix.com 

About Cambridge Capital: Cambridge Capital is an investment firm focused on the applied supply chain.  The firm provides private equity to finance the expansion, recapitalization or acquisition of growth companies in transportation, logistics and supply chain technology.  Our philosophy is to invest in companies where our operating expertise and in-depth supply chain knowledge can help our portfolio companies achieve outstanding value. For more information, please visit CambridgeCapital.com

The China International Import Expo sends best Wishes for the Year of the Ox

SHANGHAI, China, Feb. 15, 2021 /PRNewswire/ –CIIE, the world’s largest import expo, is sending best wishes as Chinese across the globe are celebrating the Year of the Ox.   One of the new year greetings Chinese use during Spring Festival is “May you prosper in new year.” For foreign firms interested in tapping into the booming Chinese market, the CIIE might be just the way to make your dreams of prosperity come true. Here’s why: The fourth CIIE will be held in Shanghai from Nov 5 to 10, 2021. Why not join us, and usher in a prosperous year? Registration for the Business Exhibition of the 4th CIIE is now open.  

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Contact: Nie Qingxin Tel.: +86-21-67008870/67008988

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Italiaonline – Ice, formazione su strategie di export digitale

Italiaonline, la più grande internet company italiana leader nelle soluzioni digitali per le imprese, e l’Agenzia Ice hanno siglato un accordo di partnership per l’organizzazione di un piano formativo e di comunicazione gratuito per approfondire le più recenti strategie di business volte a favorire l’esportazione del made in Italy, in modalità completamente digitale. L’iniziativa consiste in 10 webinar, con taglio pratico e finalità operative, calendarizzati tra febbraio e giugno 2021, dedicati agli argomenti chiave legati al digital export: dal mercato globale ai maggiori importatori di made in Italy come Cina e Usa; dai Paesi importatori emergenti (Corea del Sud e India) ai principali marketplace internazionali, fino ai big vendors mondiali come Amazon e Alibaba.  Il programma formativo è rivolto prevalentemente – ma non solo – a quanti appartengono ai settori privilegiati per le attività di e-commerce internazionale così come evidenziati da Ice, ovvero gli operatori economici del settore Food, Beauty, Design, Fashion, Jewels, Wine, Cosmetics, Shoes e Leathergoods. Il primo appuntamento è fissato per martedì 16 febbraio, alle ore 10, con un webinar dedicato all’espansione del business nel mercato globale. I webinar saranno presentati dalla Italiaonline Academy, la corporate university di Italiaonline nata per la formazione interna e successivamente allargata alla formazione esterna delle aziende, in special modo delle pmi italiane. La spinta al digitale che l’emergenza in corso ha accelerato ha evidenziato che esiste una forte carenza di figure professionali con una preparazione in digital marketing o digital strategy nelle piccole e medie imprese italiane, su tutto il territorio. Con centinaia di ore di formazione erogate, la corporate university di Italiaonline è una fonte di conoscenza e valore per le aziende partecipanti e un ambiente di collaborazione con i top digital partner (Google, Facebook, Alibaba). Nel 2020 sono stati quasi 10.000 i partecipanti ai webinar, che hanno toccato temi quali: e-commerce, export, social & digital strategy, posizionamento sui motori di ricerca, advertising strategy e molto altro. Questo ha consentito alle aziende di poter formare velocemente e gratuitamente le proprie risorse, per poter affrontare un percorso di digitalizzazione ed export e di conseguente crescita del proprio business. A tutte le aziende che aderiranno ai webinar, sarà fornito l’accesso a un ulteriore corso in autoapprendimento, realizzato in accordo con Iab Italia, e fruibile on demand sulla piattaforma Italiaonline – Iab dedicata. Il corso prevede oltre 15 ore di formazione online visibili da qualsiasi device con contenuti realizzati da docenti qualificati Iab e un questionario finale per ogni sessione formativa per il conseguimento dell’attestato di partecipazione. “Portare il maggior numero di pmi a cogliere le opportunità offerte dai mercati internazionali e dall’e-commerce – ha sottolineato il presidente dell’Agenzia Ice, Carlo Ferro – è una priorità per l’Agenzia Ice nel quadro di attuazione del Patto per l’export. Abbiamo messo in campo una strategia digitale che combini reazione e visione per supportare lo sviluppo economico e commerciale sui mercati esteri delle nostre imprese, particolarmente le piccole e medie. Nel 2020 abbiamo offerto alle imprese 14 nuove iniziative, per lo più centrate sul digitale, tra cui la piattaforma Fiera Smart 365, gli accordi di ecommerce con 27 fra i principali marketplace mondiali e la formazione dei digital export manager. In questo momento storico lavoriamo sempre più per aumentare la quota del nostro export digitale sui mercati globali”. “Siamo molto orgogliosi di supportare questa iniziativa di Ice, che ci permette ancora una volta di metterci al servizio delle imprese e del sistema Paese e offrire il nostro contributo al rilancio del made in Italy attraverso l’e-commerce internazionale. Siamo convinti che la condivisione del sapere digitale sia il punto di partenza per sostenere concretamente lo sviluppo del business, in particolare di quei settori e di quelle aziende che sinora avevano contato solo sui modelli tradizionali off-line, messi a dura prova dall’emergenza sanitaria in corso”, ha affermato Roberto Giacchi, Ceo di Italiaonline. https://www.adnkronos.com/italiaonline-agenzia-ice-formazione-su-strategie-di-export-digitale_4KM9DMqNzNIvtxCYMHVlf9

Lo sport system di montagna resiste meglio alla crisi e scommette su innovazione e sostenibilità

Oltre il 91% delle aziende della filiera dello sport system di montagna adotta misure per la riduzione dell’impatto ambientale e oltre sei imprese su dieci hanno riprogettato i processi produttivi in base ai principi della circular economy, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale attraverso la re-immissione delle risorse nei cicli produttivi. All’interno di questo sottoinsieme, il 46% degli intervistati punta allo ‘zero waste’ e il 6% adotta i principi del ‘circular design’ nella progettazione dei nuovi prodotti. E’ quanto emerso dal rapporto di Banca Ifis ‘Market Watch Pmi’ sulla filiera dello sport system di montagna, nel quale l’istituto di credito ha fotografato un settore composto da 550 imprese attive nei comparti della calzatura, dell’abbigliamento e delle attrezzature sportive, di cui 200 estremamente specializzate, concentrate nell’Italia centro-settentrionale, e in particolare nel Distretto di Asolo e Montebelluna, che generano un fatturato annuo di oltre 6 miliardi di euro e impiegano circa 30 mila addetti, e si contraddistinguono per il forte impegno nella sostenibilità e nell’innovazione.

Le aziende dello sport system di montagna, emerge ancora dal rapporto, utilizzano catene di fornitura corte che coinvolgono nell’88% dei casi aziende nazionali, di cui il 37% addirittura dello stesso territorio, riducendo così la logistica e abbattendo le emissioni in atmosfera. Per i produttori della filiera risulta centrale il ruolo della ricerca e sviluppo: nel 2020 il 66% delle imprese ha mantenuto invariata o incrementato la quota destinata agli investimenti in ricerca e sviluppo e il 45% delle aziende ha adottato un modello di innovazione aperto e collaborativo, puntando principalmente sulla cocreazione (49%) e sulle partnership con altre imprese della filiera (30%). Le aziende della filiera puntano su personalizzazione di prodotto (64%), adozione di modelli di servitization (56%) e adozione di tecnologie 4.0 che serviranno soprattutto a migliorare l’esperienza dei clienti. Tra le principali aree in cui verranno introdotte queste nuove tecnologie vi sono, infatti, l’e-commerce (61%), i nuovi prodotti o servizi (58%) e il dialogo con i clienti (56%).

Gli investimenti tecnologici, si legge ancora nel Market Watch Pmi, sono stati indirizzati al momento per lo più verso sistemi di cybersecurity, big data analytics, sistemi cloud e simulation. Tra le eccellenze fotografate dallo studio, emerge il Distretto dello sport system di Asolo e Montebelluna che si contraddistingue per la sua vocazione internazionale (a livello mondiale, realizza il 25% dei pattini in linea, il 50% delle scarpe da montagna tecniche, il 65% dei doposcì e il 75% degli scarponi da sci) e per la sostenibilità. Le imprese del Distretto, infatti, investono più della media della filiera in progetti di sostenibilità ambientale, soprattutto nel riutilizzo dei materiali da riciclo, nel risparmio energetico e accorciando geograficamente la catena di fornitura.

Il rapporto è stato presentato a Cortina nel corso dell’evento ‘Sport, Banche e Imprese. Insieme per vincere‘, al quale hanno partecipato Ernesto Fürstenberg Fassio, vicepresidente di Banca Ifis, Alessandro Benetton, presidente di Fondazione Cortina 2021, Carlo Boroli, vicepresidente di Assosport e Carlo Fernandez, Operations Manager di Liski.

“La collaborazione tra il mondo delle banche, dello sport e delle imprese è fondamentale per lo sviluppo economico e sociale del nostro Paese e Cortina 2021 rappresenta un modello di sinergia vincente. Anche per questo siamo orgogliosi di sostenere questa importante manifestazione che ricorda il legame profondo della nostra banca con le imprese dei territori in cui operiamo”, ha dichiarato Fürstenberg Fassio. “Cortina 2021 rappresenta, inoltre, i valori dello sport, fonte di ispirazione e simbolo di integrità, che sugli sci, come nella vita, si esprime attraverso il rispetto delle persone e dell’ambiente. Valori in cui crediamo profondamente e che sono alla base della nostra strategia di business volta a creare valore nel lungo termine per le comunità e i territori in cui siamo presenti”, ha concluso.

Ha aggiunto Benetton: “Come dimostrano questi Mondiali, lo sport può rivelarsi un formidabile driver di sviluppo per il territorio, capace di valorizzare i giovani, di attivare partnership di valore con le aziende e di attrarre a livello locale finanziamenti pubblici e privati. Con questa iniziativa Banca Ifis, realtà con forti radici venete che ha fatto dell’innovazione la propria caratteristica distintiva, dimostra di condividere profondamente i valori di Cortina 2021, promuovendo l’eccellenza e la competenza, ma anche la capacità di fare sistema per il raggiungimento di grandi obiettivi e di uno sviluppo condiviso, ha concluso Benetton. Mentre secondo Boroli, “le aziende sane dello sportsystem italiano stanno insistendo sugli investimenti in ricerca e sviluppo, nonostante il rallentamento del mercato causa Covid. Questa lungimiranza sarà il boost per il rilancio del comparto quando torneremo alla vita normale e consoliderà i nostri marchi a livello internazionale”.

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Sci, c’è chi apre piste: niente stop a Piana Vigezzo

Lo stop del governo alla riapertura delle piste da sci non blocca la stazione di Piana di Vigezzo, 1.720 metri nel Comune di Craveggia (Vco), in alta Ossola. “Le leggi non si fanno con i comunicati stampa. Venerdì ho ricevuto una comunicazione dalla Regione Piemonte che il 15 febbraio si poteva aprire e quindi mi sono attrezzato per farlo. Poi ieri sera c’è stato un comunicato stampa che non mi pare abbia validità di legge che diceva che gli impianti devono restare chiusi e io tra la legge e il comunicato stampa ho scelto la legge”, afferma Luca Mantovani, l’ad della società ‘Vigezzo & Friends’ che gestisce l’impianto di Piana di Vigezzo, spiegando all’Adnkronos perché oggi la struttura è operativa nonostante lo stop del ministro Speranza.  “Ufficialmente – aggiunge – nessuno ci ha detto che dovevamo stare chiusi, abbiamo avuto comunicazione attraverso i social che il ministro aveva fatto un comunicato stampa, peraltro poco fa ho ricevuto una chiamata dalla prefettura che mi ha confermato che l’ordinanza diversa dal comunicato stampa è uscita in questi minuti e che entrerà in vigore tra 24 ore come tutte le cose di urgenza per le leggi italiane e quindi da domani ci adegueremo all’ordinanza”‘, precisa l’ad di ‘Vigezzo e Friends’, che sulla possibilità di un eventuale multa per l’apertura osserva: “Ritengo di no, se me la faranno la impugnerò”. Quanto al merito del provvedimento, Mantovani aggiunge: ”Un Paese serio queste cose non le fa la domenica sera, non fa assumere le persone il sabato per dirgli il lunedì che non hanno più il lavoro. O per lo meno, se lo vuole fare perché ci sono motivi superiori che io non giudico, versano e poi dicono ‘state sereni, state chiusi’. E invece io domani pago i contributi dei nostri dipendenti, gli stipendi li abbiamo pagati la settimana scorsa, ai ragazzi che ho assunto sabato per venire a lavorare oggi dico di stare a casa”. ”Al momento alla ‘Vigezzo & Friends’ sono al lavoro 18 persone, a pieno regime sarebbero 26 a cui vanno aggiunti una quindicina di maestri di sci che sono fermi e l’indotto e noi siamo un microbo rispetto alle grandi stazioni, come per esempio la Via Lattea o SuperSki Dolomiti”, osserva ancora Mantovani confermando che al momento sono circa 200-250 le persone che si trovano oggi sugli impianti di Piana di Vigezzo.

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Scuola, Bianchi: “Su Maturità decido subito, poi voglio tutti in classe”

“Il lavoro è tanto e bisogna farlo in fretta. Bisogna dare certezze agli studenti, ai docenti. La mole un po’ mi spaventa. Non sono abituato, arrivato a quasi 69 anni, a vivere lontano da casa tutta la settimana. Sarà un’esperienza stancante. Una cosa è certa, però: comunicheremo le cose quando avremo raggiunto un risultato e il risultato lo raggiungeremo studiando”.

Lo ha detto il neo ministro all’Istruzione Patrizio Bianchi, in un’intervista al quotidiano ‘La Repubblica’.

“In settimana decidiamo, ho ben presente il bisogno di informazione sulla Maturità. – ha aggiunto Bianchi – Sono arrivato da un giorno, abbiate pietà. So che è stata già fatta una grande istruttoria e ho sempre rispetto per il lavoro realizzato da chi mi ha preceduto. In settimana decidiamo, i ragazzi stiano tranquilli”.

“Partiamo dicendo che docenti e studenti nel 2020 hanno lavorato tanto, questo va riconosciuto. E diciamo, poi, che i ritardi e le mancanze sono diversi, a seconda delle aree, delle scuole. Ecco, dovremo intervenire su quella fascia che ha sofferto la didattica a distanza, in particolare gli adolescenti del Sud e delle aree interne. La pandemia ha messo a nudo i divari e le disuguaglianze esistenti nel nostro Paese. – ha sottolineato Bianchi – Chi era già in condizione di svantaggio per situazione personale o sociale si è impoverito ancora di più. Dobbiamo sempre ricordare che ogni macrointervento riguarderà, alla fine, le singole persone”.

“Riporteremo gli studenti in classe, come abbiamo riaperto le scuole in Emilia dopo il terremoto del 2012. Gli istituti a pezzi erano centinaia, allora. La sicurezza delle scuole, sia pandemica che strutturale, sarà un punto forte del mio mandato. Riporteremo i ragazzi in classe con la giusta cautela e gli investimenti del Recovery Fund”, ha concluso Bianchi.

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Lockdown, Ricciardi: “Spero che Draghi vada in questa direzione”

Contro il coronavirus serve una strategia che preveda anche il lockdown. Walter Ricciardi, consigliere del ministro Roberto Speranza, lo sottolinea a Che tempo che fa.

“Il ministro credo sia convinto di avviare questa nuova fase. Ci siamo parlati, non si è pronunciato perché sono decisioni che deve prendere il governo e il presidente del Consiglio.

Sicuramente siamo sulla linea” che prevede di “passare a questa fase. Speriamo che il governo l’appoggi. Spero che il presidente del Consiglio recepisca e vada in questa direzione, questo ci consentirà di tornare alla normalità in mesi, non in anni”, dice Ricciardi.

“Non ho rapporti con il presidente del Consiglio. Ho rappresentato al ministro della Salute che serve un cambio di rotta che preveda una strategia ‘no covid’ imperniata su 3 pilastri: lockdown intensivo e limitato nel tempo per portare i nuovi casi sotto il limite di 50 per 100.000, il tracciamento e la vaccinazione a tutto spiano. Solo con queste tre attività insieme potremo tornare alla normalità”, prosegue. 

“Con il ministro sono sempre stato in piena sintonia sul rigore delle misure, ma da settembre non siamo riusciti ad essere impattanti pienamente sulle decisioni del governo soprattutto perché il precedente presidente del Consiglio e alcuni ministri non erano d’accordo sull’adozione di misure così forti. La nostra è stata una proposta costante di tenere il virus sotto controllo. Oggi ci sono alcuni regioni italiane cinque volte sopra la soglia di 50 casi per 100.000 abitanti e la media italiana è tre volte sopra questa soglia”, dice ancora. Alla vigilia della riapertura degli impianti sciistici, è arrivato il provvedimento che prolunga lo stop fino al 5 marzo.

“Io ho sempre consigliato di essere sinceri sin dall’inizio. La pandemia è un evento che dura anni, da ottobre sappiamo che gli impianti sciistici non possono essere aperti. Il paese che ha fatto entrare la variante inglese in Europa è la Svizzera, dove sono andati a sciare gli inglesi, negli impianti che sono stati tenuti pervicacemente aperti. Una maestra è tornata a scuola e ha infettato tutti i suoi allievi, da lì” la variante ” si è sparsa nelle scuole svizzere”.

 Ricciardi fa riferimento a “dati terrificanti” secondo cui “solo in Italia il covid ha determinato lo stop di 3 milioni di screening oncologici. Davanti a questi dati, ai dati dei morti per covid e per patologie cardiovascolari, cosa aspettiamo?”.

Misure rigorose sono state adottate da alcuni paesi e scartate da altri. “La stessa proposta” che preveda anche i lockdown “è stata fatta alla cancelliera Merkel che l’ha accolta. Il ministro della salute francese l’ha rifiutata. Il ministro” della Salute “credo sia convinto di avviare questa nuova fase.

Spero che il presidente del Consiglio recepisca e vada in questa direzione, questo ci consentirà di tornare alla normalità in mesi, non in anni”. Perché bisogna richiudere? “Perché salva vite. Nei paesi che hanno eliminato il covid la mortalità è 100 volte inferiore, a quel punto non si fanno più lockdown e non si chiudono più le scuole. Elimini l’influenza, i cittadini si spostano liberamente e si può incentivare il turismo. Bisogna convincere la popolazione e gli operatori economici, serve un sacrificio adesso per tornare a prosperare in futuro”.

Ricciardi boccia il sistema a zone: “Nella zona rossa i casi diminuiscono, nella zona arancione restano stabili e in quella gialla aumentano. Sono stato al ristorante domenica scorsa, ho chiesto una saletta riservata. Ma se nella sala principale ci fosse stato un solo superdiffusore di variante inglese, si sarebbero infettati tutti”.

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Rossella Seno: la classe politica ci rappresenta nella nostra miseria

Rossella Seno, cantattrice veneziana, fotografa le diverse situazioni sociali con la musica, matura con determinazione quella sana riflessione evidenziando le diverse ingiustizie. La sua carriera artistica è variegata. Debutta al Piccolo Ambra Jovinelli con “La rossa di Venezia”, spettacolo di Teatro-canzone, One woman show con la regia di Claudio Insegno. Guest nell’album di Mario Castelnuovo “Com’erano venute buone le ciliegie nella primavera del ’42” con Athina Cenci e Lina Wertmuller. È impegnata a tutelare i diritti degli animali con il brano “Luna su di me”, in favore di Animals Asia, per la protezione e il salvataggio degli orsi tibetani, scritto da Germini e Fiorucci. Un progetto realizzato per mettere a conoscenza della crudeltà che l’uomo può esercitare su altri esseri senzienti, in questo caso gli orsi della luna. La musica consente di manifestare dissensi in maniera democratica e civile per aumentare capacità critica nelle persone. Rossella Seno partecipa per due anni consecutivi all’Animal Aid live, primo concerto in favore dei diritti degli animali. Il sociale vede protagonista Rossella Seno come parte attiva del Calendario Solidale 2017 – I colori delle stelle – Donne Impegnate con testi di Ezio Alessio Gensini, fotografie di Carlo Bellincampi ed elaborazioni pittoriche di Leonardo Santoli. Protagoniste donne/artiste impegnate nel sociale. Testimonial della Onlus “Ti amo da morire”, contro il femminicidio. La sua voglia di esprimere democraticamente le proprie opinioni non si ferma e nel dicembre 2016, in vista del referendum, produce e canta “A tutti buonasera”, progetto in difesa della Costituzione, pubblicato in anteprima dal Fatto Quotidiano. La musica e il teatro sono la passione di Rossella Seno. È in scena per quattro anni con lo spettacolo di teatro-canzone Cara Milly parole d’amore e di guerra già cantate da Carla Mignone. Non è una biografia dell’artista bensì un viaggio lungo un secolo nel quale si affrontano tematiche purtroppo attuali, quale l’odio che genera le guerre, l’abbandono, il maschilismo. Lo spettacolo vuole ridare dignità non solo all’essere femminile, ma all’essere umano in generale. Presentato con successo di critica anche allo Spoltore festival Ensemble il 20 agosto 2015. Vincitrice del Premio Speciale Ciampi nel 2008 (assieme a Nada e Vinicio Capossela) con l’inedito E il tempo se ne va di Ciampi-Marchetti. Dal 12 aprile 2017 è in scena ancora gli ultimi con Puri come una bestemmia – spettacolo di canzone teatro, con Lino e Yuki Rufo. Si parla di femminicidio invece nello spettacolo L’Amore Nero, sempre con Lino Rufo. Con Rossella Seno vogliamo riflettere sul ruolo della musica nel contesto sociale, in grado di maturare uno spirito di critica nelle persone.

Le canzoni servono ad aumentare la riflessione nelle persone. Che ruolo gioca la storia nelle diverse manifestazioni espressive delle persone?

«Direi fondamentale. Inevitabilmente si è influenzati dal determinato momento storico- culturale in cui si vive. Ciò che accomuna le varie epoche è la sopraffazione dell’uomo verso il suo simile. Ma la canzone, così come l’Arte in tutte le sue forme, non rappresenta solo denuncia o protesta. Si può cantare di guerra, di ingiustizie sociali, di prevaricazioni, ma anche di bellezza e di amore. E anche se una canzone non può cambiare il mondo può contribuire a renderlo migliore, stimolando cuore e cervello. Sarà per questo che la cultura in questo preciso momento è così duramente colpita?».

Nelle parole delle tue melodie evidenzi le diseguaglianze sociali a cominciare dall’immigrazione. La società in quale direzione sta procedendo e perché assistiamo a troppe ingiustizie?

«Siamo nell’era del consumismo, anche dei sentimenti. Ci lasciamo ingannare da una società che come pensiero unico ha il profitto e ci ha portati ad avere piuttosto che ad essere. Il “diverso” non affascina come dovrebbe, anzi, ci fa paura. Va tenuto ai margini. Deriso, insultato, maltrattato, eliminato. Con le menzogne o con le ruspe».

Le persone devono essere collocate al centro della società per individuare le loro primarie necessità. Nell’attuale momento storico cosa sta accadendo alla popolazione?

«Quello che stiamo vivendo ora è un momento particolarmente difficile, dove ci vengono chiesti sacrifici che non siamo più in grado di sostenere. Stiamo affondando, e questo paradossalmente ci sta mettendo l’uno contro l’altro, invece che unirci. Ci lamentiamo della nostra classe politica, ma sono il nostro specchio: siamo noi, ci rappresentano in tutta la nostra miseria».

Il Covid ha sollevato problemi strutturali dell’Italia appartenenti al passato. La musica in che modo può favorire una rinascita culturale?

«Stiamo pagando caro ciò che il Covid sta solo evidenziando: anni di tagli sulla sanità, sull’istruzione, sulla cultura, pilastri sui quali, oltre al lavoro ovviamente, dovrebbe fondarsi un Paese. La canzone è comunicazione, può scuotere anime e coscienze. può farti vedere le cose da un altro punto di vista. Può indicarti un’altra strada, quella del cuore».

Quale valore aggiunto può assumere la musica nell’attuale contesto sociale come stimolo e suggerimento di cambiamenti radicali? 

«Direi importante. Ma se non fai parte del cosiddetto “mainstream” hai difficoltà a farti sentire. Contano più le visualizzazioni dei contenuti. La discografia punta ad altro. E i big anche».

Francesco Fravolini

Technology: Biolink WebSpace® will try to restore the balance between Human and Digital beings

Very often in order to move forward we have to go back and start again in the same spirit we used in the past. This time we are facing a global challenge and no one has shown ability to contain a virus and manage the accelerated digitalization generated by it.

This historical phase was named “New normality” but we are faced with a new form of Democracy in which it is difficult to respect the democratic principles themselves in many cases. The centrality of the person became a “buzz topic” for marketing but the individual still has a very low specific weight.

It’s time to start again with Mindfulness, Critical Think, Active Participation and a Wealth of Experience from over 30 years of Internet but with new technologies used correctly.

Internet will no longer change its name even if became something different from WWW, sure not an evolution. Difficult-to-manage phenomena born for our organizational and social systems, we can see how Social Media has affected our lives.

There is talk of how difficult it is to use technology while respecting people’s privacy. Blockchain, 5G, Smart Cities are everywere on the paper but we have not yet had the opportunity to try them. Space seems to be closer than the now famous Exponential Technologies.

We discuss the future of our children but we do not strive to understand their changing world.

We speak about Inclusion every day but 20% of the population is interested as about economy without considering the element that is at the basis of the same, Job.

We are thinking about anonymous, gender less, ageless resumes but the best we are doing is training algorithms clumsyly to do a job that they will never be able to do for all people.

Let’s try to give people control over their lives, even their digital lives. Let’s give people a tool that does not depend on APPS or specific skills, we have to start from the complex simplicity of the WWW by making the machines do the work with the new technologies giving control of everything related to the person to the person himself.

Are we still talking? NO, stay tuned.

Biolink Web Space® is ready to take off.

Biolink® WebSpace will be presented by the ENTD – National Digital Transformation Board on Wednesday 3February at 16:00 live streaming

Biolink® is a research program of
Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale 
President 
Pasquale Aiello

National Research Registry – CAR: 62889XAF

MALDIVE ED INFORMATORI

Nel febbraio 2016, Gasim Abdul Kareem, un manager regionale della Bank of Maldives, è stato arrestato per aver trapelato estratti conto bancari che rivelavano un massiccio schema di corruzione. I documenti mostravano che una società gestita dal governo vendeva isole per lo sviluppo di resort a prezzi di mercato e incanalando decine di milioni di dollari nei conti privati ​​di ricchi uomini d’affari e politici. Gasim ha reso pubbliche le informazioni dopo che la Bank of Maldives ha ignorato un audit delle attività sospette.

La rivelazione di Gasim diventerebbe il più grande scandalo di corruzione nella storia delle Maldive. Alla fine lo stesso presidente, Abdulla Yameen, sarebbe stato condannato a cinque anni di carcere per riciclaggio di denaro. Al momento del suo arresto, tuttavia, Gasim era quello che doveva affrontare un lungo futuro dietro le sbarre: le Maldive non avevano leggi sulla protezione degli informatori.

Il governo ha tenuto Gasim in prigione per quattro mesi prima di accusarlo definitivamente di furto di dati e divulgazione illegale e chiudere il processo al pubblico. L’avvocato di Gasim, Nazim Sattar, ha chiesto aiuto a Transparency Maldives, una delle poche organizzazioni che svolge un lavoro anti-corruzione in una nazione in cui gli attivisti sono stati spesso intimiditi e talvolta persino uccisi. Hanno riconosciuto che questo scandalo faceva parte di un quadro più ampio: secondo l’ultimo Global Corruption Barometer (GCB) – Asia , che ha intervistato più di 20.000 persone in 17 nazioni sulle loro esperienze quotidiane di corruzione, quasi tre quarti degli asiatici pensa che la corruzione del governo sia un grosso problema. Alle Maldive, l’incredibile 90% dei cittadini lo pensa.

Servizi Segreti: Il Presidente dell’Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale bacchetta Renzi e Conte

26 Dicembre 2020
Lucida, fredda e diplomatica la risposta di Pasquale Aiello, Presidente dell’ ENTD nazionale sulle rivendicazioni di controllo dell’Intelligence italiana da parte di Renzi e Conte.

Queste le parole del eLeader e Data Scientist apartitico italiano:

“mi piacerebbe un Italia in cui i leaders invece di rivendicare il controllo dei servizi segreti iniziassero seriamente ad elaborare un piano di riforma della giustizia e del sistema di cooperazione internazionale, tenendo conto delle tendenze emergenti della criminalità e del terrorismo bianco e tradizionale.

La disinformazione e la sottile manipolazione giocheranno un ruolo sempre più “importante”.

Anche perché quando si inizierà a lavorare in questa direzione sarà un “bagno di sangue” tra persone che avranno tutte almeno una sacrosanta ragione: giornalisti, magistrati, garantisti, difensori dei diritti umani… le polemiche sul GDPR saranno chiacchiere da bar dello sport a confronto.

Sbrighiamoci perché il fenomeno della disinformazione esploderà, è già tra noi e l’Italia è terreno fertile.

Ogni comunicato gratuito di un ministro sui Social Network genera involontariamente (si spera) un episodio di Clickbaiting, ottima occasione per chi è a caccia di casse di risonanza e dati per l’analisi dell’evoluzione del contesto e delle persone che vi sono all’interno”.

Fonte diretta: GTF

Pasquale Aiello Presidente dell’Ente Nazionale ENTD guiderà il GTF, Nucleo specializzato anti disinformazione.

Il 5 dicembre 2018, stesso giorno e mese di nascita del Presidente dell’ENTD classe 76, il Collegio della Commissione europea ha adottato un piano d’azione contro la disinformazione, presentato congiuntamente dalla Commissione e dall’alto rappresentante. Il piano delineava azioni concrete per rafforzare le capacità dell’UE di individuare, analizzare ed esporre la disinformazione e rafforzare le risposte coordinate e congiunte tra l’Unione e gli Stati membri.

Il 15 dicembre 2020 il Parlamento europeo ha avviato la discussione sulla nuova regolamentazione dei servizi e dei mercati digitali. In questo contesto si inserisce il programma non governativo GTF (Get The Facts), volto a prevenire e combattere la disinformazione.

Ente nazionale per la trasformazione digitale – Pasquale Aiello Presidente

Pasquale Aiello già Presidente dell’Ente Nazionale ENTD guiderà il GTF Nucleo specializzato anti disinformazione. La sfida accettata dal brillante eLeader e Data Scientist, che non disdegna Psicologia, Sociologia, Filosofia, Fisica e Gaming OnLine, è quella di coadiuvare il ripristino di equilibri etici, valoriali, produttivi  e comunicativi nei  Sistemi di Governance Complessi della società attuale. La semplificazione dei processi del settore pubblico e privato con il supporto dell’Intelligenza Artificiale e l’analisi continua e predittiva delle evoluzioni socio-culturali ed economiche è un altro obiettivo da perseguire per il Team.
Intercettare e combattere i nascenti poli di Disinformazione sono azioni alla base della bonifica dei sistemi, ormai vetusti e prossimi all’implosione. Il Presidente avrà eccellenti compagni  di viaggio, come l’Avvocato romano Maria Concetta Antonica, già dirigente legale dell’ufficio di presidenza dell’INPS sia durante l’incarico di Tito Boeri che di Antonio Mastrapasqua. Corrado Patierno, sarà CTO e PMO fino alla messa a regime della Task Force anti disinformazione. La squadra completa sarà presentata nel 2021.
Fonte comunicatistampa.org
22 Dicembre 2020

Europa: i social media influenzano politica e cittadini in modo sempre più anomalo minando la tenuta delle democrazie

Quasi il 50% degli europei usa i social media ogni giorno. Oltre ad essere strumenti utili per rimanere informati, essere intrattenuti, fare acquisti e stare vicino ai nostri amici, queste piattaforme hanno rivoluzionato il modo in cui viviamo la politica, coinvolgendo più cittadini nel processo politico e consentendo alle voci delle minoranze di essere ascoltate.

Ma queste piattaforme consentono anche di diffondere facilmente messaggi polarizzanti e informazioni inaffidabili. Ciò può limitare le nostre prospettive e ostacolare la nostra capacità di prendere decisioni politiche informate. Come riscontrano gli autori del rapporto, ciò ha un impatto pericoloso sulle nostre società democratiche.

In ” Tecnologia e democrazia: comprendere l’influenza delle tecnologie online sul comportamento politico e sul processo decisionale ” un team internazionale di esperti adotta un approccio di scienza comportamentale per studiare l’impatto delle piattaforme online sul comportamento politico.

Il rapporto identifica i “punti di pressione” nelle sfide che emergono quando interagiamo politicamente su piattaforme online che non sono soggette a un controllo pubblico o alla governance democratica.

L’autore co-coordinatore principale del rapporto, il professor Stephan Lewandowsky, afferma:

“I componenti essenziali del comportamento umano sono governati da principi relativamente stabili che rimangono in gran parte statici anche se l’ambiente tecnologico cambia rapidamente. In assenza di riflessioni comportamentali, i responsabili politici possono ritenere che stanno costantemente cercando di recuperare il ritardo con i progressi tecnologici. Questo rapporto cerca di aiutare i responsabili politici a riprendere l’iniziativa “.

Mentre la Commissione Europea prepara un nuovo piano d’azione per la democrazia europea , la legge sui servizi digitali e la relazione sulla cittadinanza dell’UE 2020 , questa ricerca ha lo scopo di aiutare i cittadini, la società civile e i responsabili politici a dare un senso all’impatto che il mondo online sta avendo sulle nostre decisioni politiche e identificare le azioni per salvaguardare un futuro europeo partecipativo e democratico.

Sfide nel mondo digitale: quattro punti di pressione chiave

– Il primo punto di pressione individuato nel rapporto è l’ “economia dell’attenzione“. Quando siamo online, la nostra attenzione e il nostro coinvolgimento vengono venduti come prodotti agli inserzionisti.

Le organizzazioni private che gestiscono i servizi online che utilizziamo sono diventate molto abili nel catturare e mantenere quell’attenzione, nella misura in cui le nostre opinioni e azioni politiche possono essere modellate senza che ci rendiamo conto di cosa c’è dietro quell’influenza.

Ad esempio, YouTube afferma che il loro algoritmo di raccomandazione video, che seleziona automaticamente i video a cui pensa che un utente sarà interessato, genera il 70% del tempo di visualizzazione sul sito. Ci sono anche prove che le raccomandazioni di YouTube attirano gli spettatori verso contenuti sempre più estremisti.

L’algoritmo di Facebook, analizzando solo 300 Mi piace, può prevedere la personalità di un utente con maggiore accuratezza rispetto al proprio coniuge. Ciò solleva preoccupazioni sul “microtargeting“: annunci pubblicitari altamente personalizzati diretti agli utenti in base alla loro personalità. Se usato politicamente, il microtargeting ha un potenziale considerevole per minare il discorso democratico, un fondamento della scelta democratica.

– Il secondo punto di pressione sono le “architetture scelte“. Le piattaforme di social media utilizzano diverse tecniche comportamentali per incoraggiare le persone a impegnarsi e condividere costantemente, con impostazioni e opzioni che rendono molto più complicato lasciare una piattaforma piuttosto che iscriversi a una.

Gli utenti online generalmente non hanno familiarità con i dati che producono e forniscono ad altri, così come il modo in cui tali dati vengono raccolti e archiviati, quando svolgono attività di base online.

– In terzo luogo, c’è la “cura dei contenuti algoritmica”. Gli algoritmi che selezionano e selezionano le informazioni che vediamo online sono così complessi che anche i loro sviluppatori hanno difficoltà a spiegarli. Ciò solleva evidenti problemi di trasparenza e responsabilità.

Ciò è particolarmente problematico perché questi algoritmi possono incoraggiare discorsi polarizzati o impedirci di ricevere determinate informazioni.

Su piattaforme come TwitterReddit e Facebook, gli algoritmi danno la priorità ai contenuti che hanno, o dovrebbero avere, un alto livello di coinvolgimentoIl rischio è una sovraesposizione di contenuti polarizzanti e controversi e una sottoesposizione a contenuti meno emotivi, ma più informativi.

– Il punto di pressione finale individuato è “disinformazione e manipolazione“. Un recente sondaggio in tutte le contee dell’UE ha rivelato che oltre la metà della popolazione afferma di imbattersi in Fake News online almeno una volta alla settimana.

La scienza comportamentale mostra che le persone hanno una predisposizione a orientarsi verso notizie negative. Se abbinate ad algoritmi che promuovono contenuti con un alto livello di coinvolgimento, le piattaforme online possono facilmente amplificare la portata di informazioni false e fuorvianti.

Ciò è particolarmente preoccupante quando informazioni false e fuorvianti hanno il potenziale per fissare l’agenda politica, incentivare l’estremismo e alla fine portare a un mondo “post-verità” in cui i fatti hanno meno influenza nel plasmare l’opinione pubblica delle emozioni e delle convinzioni personali.

Cosa significa per la definizione delle politiche

Il rapporto rileva che esiste già una legislazione sostanziale che si applica al mondo online e diverse iniziative normative stanno attualmente prendendo forma a livello europeo.

Gli esempi includono le norme sulla protezione dei consumatori che hanno portato alla rimozione di una grande quantità di disinformazione COVID-19 da Facebook e la direttiva sui servizi di media audiovisivi dell’UE che regola i contenuti su YouTubee altri siti.

Nel tentativo di contrastare l’estremismo, il Forum Internet dell’UEriunisce governi, Europol e le più grandi società tecnologiche e di social media per garantire che i contenuti illegali, inclusa la propaganda terroristica, siano identificati e rimossi il più rapidamente possibile.

Il rapporto fornisce spunti di scienza comportamentale per i responsabili politici che possono essere applicati in diversi settori, dalla lotta alla disinformazione e alla strumentalizzazione, alla salvaguardia dei processi elettorali e alla facilitazione del dibattito pubblico.

Azioni specifiche potrebbero includere il divieto del microtargeting per annunci politici, regole di trasparenza in modo che gli utenti comprendano come un algoritmo utilizza i loro dati e con quale effetto, o richiedere alle piattaforme online di fornire rapporti agli utenti che mostrano quando, come e quali dei loro dati vengono venduti.

Gli autori sostengono che i responsabili politici devono perseguire questo tipo di azioni insieme a sforzi più ampi per impegnarsi in modo significativo politicamente con i cittadini per comprendere i loro diversi valori e prospettive e ristabilire la fiducia nelle istituzioni politiche.

Guardando al futuro, il rapporto impiega anche una previsione strategica per delineare possibili scenari futuri per lo spazio europeo dell’informazione nel 2035, per aiutare i responsabili politici a immaginare come le scelte fatte ora potrebbero plasmare, ed essere plasmate, dal futuro delle nostre società.

Contesto

In ” Tecnologia e democrazia: comprendere l’influenza delle tecnologie online sul comportamento politico e sul processo decisionale ” il JRC, insieme a un team di esperti, sintetizza lo stato dell’arte delle conoscenze sulla tecnologia digitale, la democrazia e il comportamento umano per consentire ai responsabili politici di salvaguardare un futuro europeo partecipativo e democratico attraverso una legislazione in linea con il pensiero e il comportamento umano in un contesto digitale.

Cosa possiamo fare come individui e come utenti

Elevare noi stessi, maturando un maggior senso critico, non è una cosa facile in un momento di confusione globale come questo ma nel contempo è proprio ora che siamo più vicini ai volani della disinformazione. Bisogna cercare di non subire passivamente scosse comunicative ad alta intensità e nel contempo agire in modo proattivo provando a capire l’origine dei fenomeni che si sviluppano sul web e l’effetto che gli stessi possono avere sulle persone. Paradossalmente questa minaccia alla democrazia è anche maggior libertà di espressione in ossequio ai principi democratici. Per uscire dal paradosso dobbiamo invocare quello che dalla notte dei tempi crea equilibri reali ovvero il buonsenso.

Cambiano i campi di battaglia, tempistiche, medium e contesti ma oggi come il secolo scorso, devono essere le persone che rappresentano i paesi Europei e la politica tutta ad usare e mostrare buonsenso senza alcuna strumentalizzazione e retorica di parte.

Quello che stiamo vivendo oggi è fuori dalla portata di tutti, almeno il buonsenso non deve mancare ed oggi più che mai non è demagogia.

Pasquale Aiello
Presidente

Fonte dati: Ente Nazionale della Trasformazione Digitale

Europa: intelligenza artificiale per la scuola ed il lavoro

Intelligenza Artificiale per la scuola ed il lavoro in Europa, Italia e negli altri Stati membri

L’intelligenza artificiale è sicuramente uno di quei temi che catalizzano l’attenzione di molti e dei media in Italia. Tuttavia, spesso si dimentica che prima di essere un tema “riempi pagina” è una disciplina, pertanto come tale va trattata e rispettata. Durante l’elaborazione dei piani di attività dedicati all’intelligenza artificiale esistono fasi che non possono essere ignorate. In altre parole, è indispensabile muoversi all’interno di un Framework  per evitare “Falsi Miti” e soprattutto “Disutili Risultati”. A tale scopo può essere utile vedere cosa hanno fatto e stanno facendo in Europa gli stati membri circa l’Intelligenza Artificiale e relative fasi.

Alcuni esempi di aree di preparazione, pianificazione ed azione nell’ambito dell’intelligenza artificiale (AI) in Europa


1) Prepararsi al cambiamento digitale ed all’intelligenza artificiale

Germania

La Germania ha dato a tutti l’accesso ai finanziamenti CVET indipendentemente dalle qualifiche, dall’età e dalle dimensioni dell’azienda.

Regno Unito

Nel 2017 è stato annunciato il “National Retraining Scheme” per la riqualificazione a sostegno delle persone “colpite” dall’automazione guidato da un “Partenariato nazionale” multi-stakeholder. Il piano aiuta gli “adulti colpiti” a comprendere le loro lacune di competenze. Nel contempo li supporta nell’esplorare occupazioni alternative con la guida di un consulente dedicato, indirizzandoli verso percorsi pertinenti.

2) Pianificazione dell’utilizzo dell’ intelligenza artificiale

Austria

Nell’elaborazione della sua strategia di intelligenza artificiale, un documento di esperti riassume cinque campi d’azione per il futuro dell’istruzione e della formazione:
1) rafforzare la formazione MINT e l’accumulo di competenze in AI;
2) integrare l’AI nella formazione degli insegnanti;
3) promuovere e sviluppare l’AI nella ricerca e nell’insegnamento presso gli istituti di istruzione superiore;
4) applicazione dell’AI da parte di insegnanti e studenti;
5) promuovere la cooperazione tra accademico, imprenditoriale e società;

Estonia

Al fine di introdurre soluzioni di intelligenza artificiale su scala più ampia, il piano d’azione semestrale estone per il 2019-20 prevede che i finanziamenti per la R&S AI devono essere aumentati (l’obiettivo è l’1% del PIL).

Finlandia

Il programma AuroraAI 2020-22 è stato attuato il 1o gennaio 2020. Esso mira a promuovere le capacità di digitalizzazione del settore pubblico e a sviluppare una cooperazione pubblica privata basata su modelli operativi di utilizzo dell’AI (la rete AuroraAI).

3) Sviluppare l’intelligenza artificiale

Germania

Il Ministero federale dell’istruzione e della ricerca (BMBF) finanzia il progetto pilota “KI Campus: la piattaforma di apprendimento per l’intelligenza artificiale”. La fase pilota triennale è dedicata allo sviluppo orientato alla ricerca e flessibile di una piattaforma di apprendimento digitale specializzata in intelligenza artificiale, basata sulle idee di apertura e networking. Nel frattempo, con l’adozione della strategia di intelligenza artificiale nel 2018, “Innovation Spaces” (KI-Experimenterirraume) sono stati implementati in tutto il paese.

Belgio

Nell’ambito del suo programma di sensibilizzazione AI, le Fiandre mirano a investire 32 milioni di euro all’anno per concentrarsi sulla ricerca di base, sul trasferimento tecnologico e sull’applicazione industriale. Un centro di ricerca “dati e società” sosterrà gli attori nell’includere la dimensione etica nell’implementazione di applicazioni basate sull’AI.

Slovenia

Il 25 novembre 2019 la Conferenza generale dell’UNESCO ha confermato che il primo centro globale per l’AI.  L’ IRCAI sotto l’egida dell’UNESCO sarà situato a Lubiana presso l’Istituto Josef Stefan. L’IRCAI si concentrerà su progetti globali, aperti e trasparenti nel campo dell’AI. Inoltre, svilupperà programmi di formazione e reti per lo scambio di ricerca e conoscenza dell’AI.

4) Apprendimento basato su intelligenza artificiale

Spagna

La School of Computational Thinking and AI è una delle principali azioni promosse per affrontare l’AI in campo educativo, nonché alcune altre iniziative per lo sviluppo professionale continuo degli insegnanti (CPD). Si rivolge alla formazione in AI degli insegnanti dalla prima infanzia (ad esempio la comprensione della logica algoritmica) all’istruzione secondaria (ad esempio, l’integrazione di soluzioni di intelligenza artificiale nei progetti di sviluppo di applicazioni).

Belgio

Il Ministero fiammingo per l’innovazione e l’occupazione in collaborazione con VDAB (servizio pubblico per l’occupazione) e partner come Robovision e Google Belgium hanno presentato un corso online (ledereen me met AI) incentrato sull’apprendimento dell’AI.

Finlandia

L’Università di Helsinki e Reaktor hanno creato il corso Elements of AI (MOOC), un corso online gratuito che mirava a insegnare ad almeno l’1% dei cittadini le basi dell’IA. La Svezia e l’Estonia hanno aderito all’impegno del corso, approvato dalla Commissione europea.

Polonia

Alcuni strumenti educativi gratuiti sono stati sviluppati per aiutare la comprensione delle implicazioni dell’IA. Per esempio, la ‘Sztuczna inteligencja’ è un portale educativo gestito dal National Research Institute e dal Ministero della Scienza e dell’Istruzione Superiore, che presenta informazioni sull’IA in un formato facilmente comprensibile per gli adulti.

5) Applicazione dell’intelligenza artificiale

Spagna

Per l’orientamento professionale, in Spagna è stato progettato uno strumento basato sull’analisi dei dati esistenti nei servizi pubblici per l’occupazione, utilizzando tecnologie di intelligenza artificiale. L’obiettivo è quello di offrire informazioni mirate ai navigators nel processo decisionale sulla base di precedenti storie di successo.

Francia

Tra tutti i progetti selezionati nel 2019 nell’ambito dei piani regionali di investimento delle competenze, sei si sono occupati dell’uso dei dati sul lavoro e dell’IA per sviluppare il forecasting regionale, creare strumenti di open data e nuove offerte di formazione per le persone in cerca di lavoro.

6) Adattare l’istruzione e la formazione professionale all’intelligenza artificiale

Austria

L’Austria ha creato l’Accademia AI dell’istituto di istruzione per adulti WIFO NO, progettando il corso di formazione e formazione continua in quattro fasi con un focus sui problemi risolvibili tramite intelligenza artificiale.

Belgio

BeCode, Microsoft e collaboratori hanno unito le forze per creare un nuovo tipo di partnership e aprire il primo centro di formazione AI in Belgio. Essi mirano a colmare il divario di competenze e i posti vacanti nel mercato del lavoro. La formazione è suddivisa in due fasi, un periodo di sette mesi di apprendimento on-site a tempo pieno seguito da un contratto di tre mesi in una delle società di partnership.

Spagna

Per superare la carenza di esperti di intelligenza artificiale nel paese, la strategia di intelligenza artificiale raccomanda l’ibridazione delle scienze, delle tecnologie e delle scienze umane, passando dagli studi STEM a STEAM.

Francia

Il Ministero dell’istruzione superiore, dell’innovazione e della ricerca raddoppia il numero di studenti che si allenano nell’AI, in particolare a livello di dottorato.

Slovenia

Il progetto X5gon, cofinanziato da Horizon 2020, cerca di creare una soluzione per aiutare gli utenti/studenti a trovare ciò di cui hanno bisogno nei Open Education Resource (OER) utilizzando soluzioni di intelligenza artificiale. In primo luogo, la soluzione si adatterà alle esigenze degli utenti e fornirà raccomandazioni personalizzate attraverso un’esperienza di apprendimento interattiva, basata sull’aggregazione, ulteriormente la cura e la personalizzazione dei contenuti didattici saranno la chiave del successo.

Repubblica Ceca

Il progetto Techambition mira a interconnettere il mondo dell’AI e dell’istruzione nelle scuole secondarie. Nell’ambito del progetto, l’intelligenza artificiale valuta i dati dalle attività di autovalutazione degli studenti nella loro classe di matematica. In altre parole, questa AI consiglia agli insegnanti come raggruppare gli studenti in classe, chi nominare come capogruppo ed il livello di difficoltà del gruppo stesso, vale a dire, analizza e semplifica l’integrazione tra tecnologia e persone per massimizzare l’interazione e l’azione.

Lussemburgo

Al fine di costruire una forza lavoro capace di alimentare l’intelligenza artificiale e rafforzare la società, ad esempio, Microsoft insieme a Devoteam Luxembourg, Digital Luxembourg ed il Ministero per il Servizio Civile, ha collaborato per lanciare la prima Accademia AI del Lussemburgo. L’iniziativa offre tre moduli di formazione:

un programma di imprese per i decisori pubblici e privati;
una sessione intensiva di sei settimane per i professionisti tecnici;
una formazione avanzata di 22 settimane per data scientist e ingegneri di ricerca;

Volgendo uno sguardo all’Italia quello che balza all’occhio non è tanto la qualità dei piani di azione realizzati negli altri stati membri, bensì la lungimiranza e la continuità della pianificazione, la convergenza immediata dei progetti con il mondo del lavoro e della formazione, anche sotto forma di sperimentazione, l’organicità delle iniziative e la capacità di creare propedeuticità in modo da non lasciare isolata nessuna attività.

Pasquale Aiello

Cedefop Skillsnet Forecaster – Toolkit for early leaving from VET Member
Cedefop – Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale

Project Manager | Data Scientist
ENTD – Ente Nazionale per la trasformazione digitale
 

Fonte dati:
Cedefop (2020)

Comunicato Stampa 21/08/2020 – L’Università deve cambiare pelle



21/08/2020 – Comunicato congiunto – Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale / Università Popolare dell’Innovazione Culturale, Tecnologica e Digitale
La burocratizzazione ipertrofica e il correlato asservimento di ricerca e insegnamento a sedicenti logiche di mercato hanno sancito il declino delle università italiane. Cit. Antonio Scurati
Come ogni anno ad Agosto la politica agisce in modo silente con provvedimenti, decreti e nomine significativi nel breve ed anche nel medio/lungo periodo. Nessun segnale di cambiamento, stessi schemi e stessi attori o attori diversi ma dinamiche e sistemi obsoleti.

L’ Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale, organizzazione non governativa non profit, insieme all’Università Popolare dell’Innovazione Culturale, Tecnologica e Digitale, Università Popolare Non Profit, confederata C.N.U.P.I., dà un forte scossone al sistema universitario ed a quello del lavoro con l’istituzione di una nuova modalità di percorso accademico.

In alternativa ai Corsi di Laurea, le due organizzazioni del Terzo Settore danno il via ai  Corsi di Carriera® della durata di 6/12/24 mesi e relativi Certificati di Carriera®

I Corsi di Carriera® sono innovativi e rivoluzionari percorsi di studi, in linea con quelli che sono i mutevoli dettami del mercato del lavoro e delle esigenze delle aziendeNon hanno valore legale per le istituzioni italiane salvo riconoscimento CFU, ma il piano dell’offerta formativa è studiato direttamente con le aziende che necessitano di risorse umane con determinate attitudini e competenze. Il “Tirocinio” avviene congiuntamente alla formazione, seguendo la normativa relativa al “Patto di prova” con tempi e modi definiti dai singoli CCNL, in modo da ottimizzare i tempi e fornire sin da subito agli studenti un reale campo di allenamento, sopratutto per le soft skills e conseguente autonomia economica.

Il giorno 7 Settembre sarà ufficialmente inaugurato il Dipartimento di Istruzione e Formazione Professionale (DIFP)

Fonte: Ufficio Stampa Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale
https://entd.org/al-via-i-corsi-di-carriera/



Essere una donna oggi in Italia e nelle aziende

Il livello culturale femminile in Italia è nettamente più arretrato di quello delle donne in Europa e nei Paesi civili: perciò questo è un argomento che mi sta molto a cuore.

Spesso ci ergiamo a paladini perché una donna musulmana è stata picchiata dal marito, oppure perché una donna africana non può lavorare e diventa di conseguenza “schiava” dell’Uomo.

L’Italia, in realtà, attiva gli stessi identici meccanismi da anni e la cronaca odierna è piena di questi casi, i quali spesso spariscono nell’indifferenza generale. Quando lo fanno “gli altri”, li condanniamo protestando; se lo facciamo nel nostro Paese è solo chiacchiericcio e lamentela.

Il corpo è delle donne!

Ma quello delle italiane, lo è relativamente. Questo è l’approccio mentale fin troppo frequente in Italia.

La galanteria come altra faccia del maschilismo

Alcune donne non sono arrivate a comprendere che la galanteria possa trasformarsi in maschilismo. Nel 2019 non è più necessario vivere in un mondo “narcotizzato”, in cui l’Uomo prevarica la Donna (che ringrazia).

L’uomo paga la cena alla donna per dei motivi estremamente specifici. In origine, la donna non lavorava e dunque non era indipendente e provvedere al proprio nutrimento. In pratica essa era una schiava dell’Uomo, senza soldi e quindi senza possibilità di mantenersi autonomamente in modo dignitoso. Lavorare all’epoca significava probabilmente fare la prostituta (non a caso il mestiere “più antico” del mondo). Per fortuna il mondo è cambiato oggi.

Premessa importante: non stiamo parlando, in questa sede, dei Paesi del Terzo Mondo, bensì dell’europea e civilissima Italia.

Offrire la cena, regali o mantenere una donna in generale, spesso nasconde un secondo fine (detto da un uomo), ma anche nei casi “genuini” questo può portare avanti un messaggio: io sono l’uomo e comando. Mi sembra che l’immagine dello Schiavo Felice del Premio Nobel Sen sia molto adatta. Spesso alcune donne si ritrovano a vivere in un uno stato talmente subordinato all’Uomo, tanto che le sue prevaricazioni diventano non solo accettabili, ma perfino sensate e desiderabili.

Molte donne ancora oggi vivono nella mentalità dannosa (di solito non mi sbilancio, ma questa volta lo farò) secondo la quale l’Uomo deve lavorare e loro invece no. In questo modo possono farsi mantenere e poter “scegliere” di fare la mamma o la casalinga.

Questa è una credenza falsa, soprattutto considerando che la maggior parte delle donne moderne che fanno figli hanno anche un lavoro – altrimenti la famiglia finisce nella povertà economicamente perchè i figli portano molte spese per essere cresciuti (puoi approfondire il tema in questo mio articolo).

È possibile mantenere una famiglia con quattro figli, con un solo reddito proveniente, molto probabilmente, da un uomo? Se lui arriva a guadagnare 1.200 euro al mese, è probabile mantenere anche un solo figlio e due adulti? Davvero difficile, in ogni parte d’Italia.

Ovviamente, chi sceglie di fare la casalinga con cognizione di causa è libera di farlo Ma è realmente sempre libera di scegliere? Ha gli strumenti per farlo (culturali in primis) o subisce un destino scelto da altri? Lo fa perché ama davvero stare a casa e gestire la casa, o è una schiava felice, che non si rende conto di essere una schiava? O peggio ancora perché non vede o riesce ad immaginare delle alternative concrete?

L’importanza dei Soldi

Quanto contano i soldi per le donne? Poco. Questo è un problema, vista l’importanza della gestione dei soldi nell’attuale società.

“Solo il 17 % delle donne italiane non ha un conto corrente, contro l’8 per cento degli uomini”. In sostanza, i soldi in Italia sono una questione maschile. “Le italiane restano indietro anche dal punto di vista dell’alfabetizzazione. Se, interrogati sui temi che riguardano denaro e finanze, 45 italiani maschi su cento sono in grado di rispondere correttamente a 3 domande su quattro, tra le connazionali il tasso scende a 3 ogni dieci. paragonabile solo a quella di paesi come l’Indonesia”.(qui)

Se secondo i dati le donne italiane sono pari alle donne dell’Indonesia, verrebbe da porsi un paio di domande. Essere mantenute economicamente ha un significato preciso: si viene considerate inferiori in modo netto o camuffato, al pari di un bambino o di una persona disabile.

Infatti, l’indipendenza e il lavoro ci permettono di sostenerci nella vita ed essere adulti, superando la fase di sudditanza (a priori dal sesso). Se sei un uomo di 40 anni e non lavori sei considerato “sbagliato” nella società, perché per le donne dovrebbe essere diverso? Hanno meno dignità e quindi possono anche non lavorare perché sono “bambine” o “anziani” o “disabili”?

Sfera privata e mondo del Lavoro

Un altro modo per mostrare questa mentalità distruttiva riguarda gli appuntamenti privati e lavorativi, con i colleghi. Un uomo spesso ci tiene perfino a pagare, affinché metta la donna in una condizione psicologica di inferiorità. Ad un appuntamento romantico questo atteggiamento può essere sicuramente ambiguo, ma se si trattasse di un contesto lavorativo sarebbe totalmente fuori luogo, soprattutto se la prassi è solo rivolta alle donne, come spesso accade.

Molto spesso i locali permettono perfino alle donne di entrare gratis, perché “Ehi, sono donne!” Entrando gratis attireranno dunque pubblico pagante, al pari di una campagna su Facebook o un volantino. Praticamente, una donna che entra gratis ha una funzione commerciale e di oggetto, come fosse un volantino.

Vale così poco la dignità di una persona? La risposta in Italia al momento è “sì”, e le donne ne escono sconfitte perché si adattano a questi meccanismi e li accettano continuamente, anzi in alcuni casi sono anche felici di avere questi privilegi (che poi negano altri diritti).

Ma se voi Donne non siete le prime a difendere la vostra dignità, perché poi pretendete che siano gli uomini a farlo?

Bisogna crearsi una maggiore credibilità per essere prese sul serio nelle rivendicazioni dei propri diritti. Bisogna fare squadra e mantenere una coerenza, pure a discapito di privilegi che vengano meno.

Domande inopportune nei colloqui di Lavoro

Mi sembra assurda questa cosa, ma vorrei ricordare che nel mondo delle risorse umane esiste un certo equilibrio tra i sessi. Nella mia rete prendendo i primi 100 risultati di persone nelle risorse umane su Linkedin su 100 solo 33 sono uomini. Giusto per avere un’indicazione.

La cogliete la follia? Se le donne sono così nettamente presenti nelle risorse umane, come mai c’è tutta questa discriminazione nelle risorse proprio sulla questione di maternità, sesso, età?

Spesso ci ritroviamo in situazioni di donne che discriminano altre donne. Sicuramente c’è una volontà dall’alto (imprenditori, manager, classe dirigente in generale), ma c’è anche un’accettazione e dunque una collusione diretta.

Ci saranno donne che hanno chiesto ad altre donne se avessero figli, che lavoro facessero i membri della famiglia ecc. Chi pone queste domande? Solo gli uomini, in un ruolo molto bilanciato per presenza femminile e con posizioni anche nel settore manageriale? Molto poco plausibile.

Una minoranza discriminata anche nel trattamento economico

L’emancipazione femminile è un processo attivo e pratico, non formale. Mi chiedo: se per una volta riusciste ad essere realmente solidali tra voi, quanto cambierebbe la società italiana? L’8 Marzo è lontano, dunque nel resto dell’anno come “lottate”?

È davvero chiaro a tutte che siete una “minoranza” discriminata? Avete meno diritti e libertà di un uomo, esattamente al pari di altre minoranze discriminate come omosessuali, terroni, musulmani, disabili e così via. La follia è che, numericamente, siete pari agli uomini – anzi, forse anche di più considerando l’età avanzata (gli uomini mediamente muoiono prima).

Faccio un esempio pratico. I tamponi ed assorbenti in Italia sono tassati al 22% come se fossero quelli che un tempo si chiamavano tasse dei beni di lusso (qui). Quindi non solo avete tutti i dolori legati al vostro ciclo naturale, ma dovete anche pagare come se i tamponi fossero un bene secondario e superfluo nella vita ordinaria.

Tanto il ciclo si scegli di averlo, no? No: è biologico, quindi ha senso che venga applicata l’aliquota massima, non quella al 4 o 5 o 10%, ma ben 22%!

Una follia, considerando che in altri Paesi sono gratuiti (tipo in Scozia o almeno dalla Francia e dalla Spagna, che stanno riducendo le imposte, qui e qui e qui). Si tratta di beni di prima necessità e dunque potrebbero avere l’IVA agevolata, come nel caso dei rasoi maschili.

Potrei parlare del numero di donne che guidano (poche, quindi meno libere di muoversi), così come ancora potrei parlare del fatto che le donne manager siano solo una su 3 e guadagnino il 33% in meno (qui). Questo è un mio articolo in cui affronto alcune problematiche e offro degli spunti per migliorare la situazione, concretamente (qui).

Negli altri Paesi ci sono arrivati, perché ci sono più donne che hanno consapevolezza di essere discriminate e vogliono lottare per i propri diritti, senza che chi riesce ad ottenere qualcosa sia considerata una persona privilegiata.

Abbiamo bisogno di donne più forti: siete una ricchezza non sfruttata nella nostra economia.

Ci serve la vostra intelligenza e coraggio, per rendere tutta la società italiana migliore. Se ho usato toni polemici e provocatori, è solo perché abbiamo bisogno di svegliarci da questo stato di apatia e di de-responsabilizzazione. La frase “è colpa di qualcun altro” stavolta non vale. Esiste questa discriminazione perché le donne italiane mediamente sono “più passive”delle donne degli altri Paesi civili.

Etna, fontana di lava da cratere sud-est

Spettacolare eruzione sull’Etna. Si vede un’intensa fontana di lava, accompagnata da emissione di nube eruttiva, dal cratere di sud-est. Sono presenti anche due trabocchi lavici: uno è ben alimentato e il suo fronte ha raggiunto una quota di circa 2.800 metri sul livello del mare, l’altro si propaga in direzione Est e ha raggiunto l’alto orlo occidentale della desertica valle del Bove. Il centro delle sorgenti del tremore vulcanico è localizzato nell’area del cratere di sud-est, a una elevazione di circa 2.900-3.000 metri sul livello del mare. 

L’attività infrasonica mostra un’elevata frequenza di accadimento delle esplosioni. Gli strumenti dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia-Osservatorio etneo di Catania registrano valori alti dell’ampiezza del tremore vulcanico, con un trend in incremento. 

Etna, eruzione: fontana di lava da cratere sud-est

Spettacolare eruzione sull’Etna. Si vede un’intensa fontana di lava, accompagnata da emissione di nube eruttiva, dal cratere di sud-est. Sono presenti anche due trabocchi lavici: uno è ben alimentato e il suo fronte ha raggiunto una quota di circa 2.800 metri sul livello del mare, l’altro si propaga in direzione Est e ha raggiunto l’alto orlo occidentale della desertica valle del Bove. Il centro delle sorgenti del tremore vulcanico è localizzato nell’area del cratere di sud-est, a una elevazione di circa 2.900-3.000 metri sul livello del mare. 

L’attività infrasonica mostra un’elevata frequenza di accadimento delle esplosioni. Gli strumenti dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia-Osservatorio etneo di Catania registrano valori alti dell’ampiezza del tremore vulcanico, con un trend in incremento. 

AstraZeneca, seconda dose under 60: Lombardia e Lazio, news

Il vaccino AstraZeneca, dopo gli ultimi casi di trombosi, si userà solo per i soggetti over 60. Le regioni si preparano a modificare i propri piani di vaccinazione, vista la circolare del ministero della Salute: seconda dose Pfizer e Moderna, per gli under 60 che hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca, “da somministrare ad una distanza di 8-12 settimane dalla prima dose”. Come si muovono le regioni dopo le ultime news? 

Sì ai richiami agli under 60 con vaccini diversi da Astrazeneca. La Regione fa sapere che “alla luce della circolare del Ministero della Salute, provvederà, per la somministrazione della seconda dose di vaccino ai cittadini under 60 vaccinati con AstraZeneca in prima dose, alla vaccinazione eterologa, ossia con vaccino Pfizer o Moderna”. La difficoltà sarà nella riorganizzazione del programma vaccinale, che “avverrà negli stretti tempi necessari sulla base delle dosi di vaccino disponibili”. I vaccinati under 60 con prima dose di Astrazeneca e in particolare coloro che avevano il richiamo programmato nei prossimi giorni riceveranno in queste ore l’sms di ‘sospensione’ dell’appuntamento che, fanno sapere dalla direzione Welfare, sarà a breve riprogrammato. I richiami sono sospesi nel weekend, almeno fino a nuova comunicazione. 

“La campagna vaccinale nel Lazio prosegue il suo corso, con l’unico obiettivo di mettere in sicurezza la popolazione. Secondo le recenti disposizioni del Ministero della Salute, il vaccino AstraZeneca già da” sabato 12 giugno “nel Lazio sarà somministrato solo ed esclusivamente agli over 60, cioè a partire da chi ha già compiuto 60 anni”, fa sapere l’Unità di crisi della Regione Lazio. Già da ieri tutti i cittadini con meno di 60 anni, anche chi ha avuto una prima dose di AstraZeneca, ricevono esclusivamente vaccini Mrna, ovvero Pfizer o Moderna.  

Da ieri, prosegue l’Unita di crisi, “sono anche iniziate regolarmente le vaccinazioni junior 12-16 anni con vaccino Pfizer”. Il cambiamento indicato dal governo “non influisce sulle prenotazioni effettuate, che sono tutte confermate, il Piano vaccinale della Regione Lazio non subisce nessuna interruzione, prosegue senza sosta anche grazie alla collaborazione con la struttura commissariale che ha assicurato pieno sostegno”. 

Dopo le “nuove disposizioni del ministero della Salute su AstraZeneca: le vaccinazioni procedono regolarmente, in maniera ordinata, e non si riscontra nessun disagio”. C’è una “grande richiesta di chiarimenti da parte degli utenti soprattutto su richiami AstraZeneca, i nostri operatori stanno fornendo tutte le informazioni del caso”, dice l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. 

Il commissario straordinario per l’emergenza Covid in Umbria, Massimo D’Angelo, ha trasmesso a tutti i direttori dei distretti sanitari della Regione la circolare emanata dal ministero della Salute. “Per i cittadini sotto i 60 anni che hanno già ricevuto la prima dose con vaccino Astrazeneca il ciclo vaccinale sarà completato con vaccino Pfizer o Moderna entro 8-12 settimane”, fa sapere la Regione Umbria. A partire da oggi gli uffici regionali stanno riprogrammando gli appuntamenti in modo da recuperare entro venerdì prossimo quelli rimandati ieri, mentre gli appuntamenti della prossima settimana saranno mantenuti. 

“Coloro che erano programmati in data odierna verranno regolarmente vaccinati con vaccino m-RNA (Pfizer e Moderna), se invece i cittadini under 60 che avrebbero dovuto ricevere la seconda dose oggi con AstraZeneca non si dovessero presentare, riceveranno un sms con un nuovo appuntamento nei prossimi giorni”, conclude. 

Prosegue sul portale regionale la possibilità di modificare la prenotazione del vaccino, ovvero anticipare o posticipare la data e il luogo della prima dose (entrando su “Modifica prenotazione” in alto a destra sul portale https://prenotavaccino.sanita.toscana.it/). Lo rende noto la Regione Toscana. 

A seguito della circolare del Ministero della Salute è stata invece temporaneamente sospesa sul portale la funzione di modifica prenotazione della seconda dose. L’operazione si è resa necessaria al fine di riprogrammare i richiami delle persone con meno di 60 anni che hanno effettuato la prima dose con AstraZeneca. 

Nella circolare ministeriale si fa anche riferimento all’adeguamento dei consensi informati, che devono essere aggiornati in base alle nuove direttive. La Regione ritiene che la funzione di modifica per l’anticipo della data di somministrazione della seconda dose potrà essere riattivata all’inizio della prossima settimana, dopo le necessarie verifiche tecniche imposte dalla nuova circolare e compatibilmente con la disponibilità di dosi dei vaccini mRna negli intervalli temporali interessati. 

G7, Draghi vede Biden: “Piena identità di vedute, incognita Cina”

(dall’inviata Ileana Sciarra) Il feeling c’è, immutato e solido sin dal primo momento. Mario Draghi e Joe Biden si vedono a Carbis Bay, a margine dei lavori del G7, sulla lingua di spiaggia, dove si trova lo splendido cottage che ospita il presidente statunitense per il summit dei Grandi del pianeta. Un incontro di mezz’ora, dove al termine -viene raccontato da fonti di Palazzo Chigi -c’è intesa su molti temi: donne, giovani, difesa degli ultimi, diritti umani, diritti civili e sociali, la tutela dell’ambiente. Ma dove l’incognita resta la Cina, diventata, suo malgrado, uno dei capitoli centrali di questo summit, soprattutto per l’accelerazione impressa dall’amministrazione statunitense. Che, proprio al G7, presenta l’alternativa occidentale alla Via della Seta, ovvero il ‘Build back better for the world’, un piano di investimenti globali per contrastare l’influenza di Pechino nel mondo. 

Per l’Italia, l’unico Paese occidentale che, col primo governo Conte, ha aderito alla via della Seta, la questione è piuttosto scivolosa. Gli Stati Uniti chiedono inoltre che il comunicato finale del G7 includa una forte critica delle violazioni dei diritti umani in Cina ai danni della minoranza musulmana uigura, in particolare per quanto riguarda il ricorso ai lavori forzati. Fonti Usa, nel pomeriggio di sabato, riportano che nella discussione tra i leader del G7 sarebbero emerse delle divisioni su come affrontare la sfida della Cina. 

A schierarsi al fianco di Biden, che chiede una presa di posizione molto forte anche inserendo nel documento finale la questione del lavoro forzato nello Xinjiang, vi sarebbero stati oltre Boris Johnson e Justin Trudeau, anche Emmanuel Macron. Mentre Angela Merkel, Mario Draghi e i leader della Ue avrebbero enfatizzato le aree di cooperazione con la Cina. Secondo quanto riportato dalla Cnn, lo scambio di opinioni sarebbe diventato così animato da indurre a sospendere le comunicazioni internet nella stanza. 

Alla fine sul tema Cina si consuma un cortocircuito di comunicazione, con palazzo Chigi che fa sapere che la questione non è stata toccata nel bilaterale Draghi-Biden, mentre la Casa Bianca in una nota diramata in serata sull’incontro annovera i rapporti con Pechino tra i temi trattati, o meglio tra le sfide globali da affrontare insieme, con Libia e Russia. Dalla presidenza del Consiglio, dopo il comunicato della Casa Bianca, fanno sapere all’Adnkronos, che tra i due leader c’è stata una “sostanziale identità di vedute” a 360 gradi, “un comune sentire”. 

Draghi ha ringraziato il presidente americano per il suo impegno nei confronti dell’Unione Europea, un rapporto rinsaldato dopo gli alti e bassi che hanno segnato l’amministrazione Trump. “Il quadro politico cambia spesso, ma certe cose come la nostra profonda alleanza con gli Usa non cambiano mai”, ha detto Draghi rivolto a Biden. 

Poco dopo, il premier italiano puntella la rotta della sua politica, improntata all’atlantismo. “Sin dalla formazione governo sono stato molto chiaro che i pilastri della politica italiana sono l’europeismo e l’atlantismo”, dichiara infatti il premier italiano al termine dell’incontro, parole che arrivano via sms ai cronisti, che non riescono a raggiungere Carbis Bay al termine del bilaterale, bloccati a 400 metri dall’arrivo per il passaggio delle delegazioni dei leader, complici le regole di sicurezza ferree del governo inglese. 

Malore Eriksen, il medico: “Così lo abbiamo salvato”

“Eriksen mi ha parlato prima di essere portato in ospedale. Lo abbiamo ripreso…”. Morten Boesen, medico della nazionale danese, ripercorre i drammatici attimi in cui ha prestato soccorso a Christian Eriksen, vittima di un malore a Copenhagen durante il match Danimarca-Finlandia. “Siamo stati chiamati in campo quando Christian si è accasciato. Io non ero riuscito a vederlo”, dice il medico. Eriksen, al 43′, è crollato a terra non lontano dalla bandierina, lungo la linea laterale, in una posizione defilata sul terreno di gioco. “Quando sono arrivato da lui, era coricato su un fianco e stava respirando. Rapidamente il quadro è cambiato e abbiamo cominciato le manovre per il massaggio cardiaco. Abbiamo ricevuto un aiuto straordinario dal medico dello stadio e dai soccorsi”, aggiunge Boesen, come riporta il quotidiano Ekstrabladet. “Abbiamo ripreso Christian” prima che il giocatore venisse portato via in ambulanza. “Mi ha parlato prima di essere trasferito in ospedale”. 

Vaccini Covid, “55 milioni di dosi Moderna e Pfizer in arrivo”

Nessun rallentamento per la campagna vaccinale Covid, dopo lo stop ad AstraZeneca sugli under 60. Lo assicurano fonti di governo, spiegando come “siano disponibili oltre 55 milioni di dosi Pfizer e Moderna tra ora e la fine del terzo trimestre”. 

“Il Generale Figliuolo ha rassicurato che, anche con le nuove prescrizioni sull’utilizzo dei vaccini, saremo in grado di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati”, spiegano le stesse fonti. Quanto alla seconda dose per chi fatto la prima con AstraZeneca “il ministro della Salute ha prodotto ieri una circolare molto chiara” che è “basata sul parere del Comitato Tecnico Scientifico”. “Questa include anche dettagli sulla possibilità di somministrare come seconda dose un vaccino diverso dalla prima dose” concludono le stesse fonti.  

Focolaio covid in palestra: 10 casi a Milano, uno da variante indiana

Focolaio Covid in una palestra di Milano, con 10 casi di coronavirus individuati. Ats Città Metropolitana di Milano fa sapere che sta gestendo il cluser: ci sono “10 casi al momento” e la palestra “aveva aperto il 24 maggio”. Un caso, spiega l’agenzia, “ha evidenziato infezione da variante indiana ed è stato richiesto il sequenziamento per gli altri 9. Tutti i casi sono in isolamento”. 

L’Agenzia ha inoltre identificato 140 frequentatori della palestra che dal 24 maggio (data di apertura della palestra) al 31 maggio (data di presenza dell’ultimo caso) hanno avuto contatti con almeno uno dei 10 casi rilevati. Sono stati tutti invitati ad eseguire un test antigenico o molecolare presso la rete dei punti tampone e dei drive through dell’Ats. 

“In merito alla notizia riguardante i casi di contagi rilevati presso il club Virgin Active di Milano Città Studi, il brand conferma di rispettare all’interno delle proprie strutture tutte le misure igienico sanitarie previste dal Governo, sia nell’allenamento individuale che nello svolgimento di classi collettive”, riferisce in una nota Virgin Active. 

“Virgin Active Italia si è resa da subito disponibile con l’Ats condividendo i dati richiesti rispetto alla frequentazione del Club per le opportune verifiche, con l’obiettivo di tutelare nel modo più rigoroso la salute dei propri collaboratori e clienti”, spiega ancora. 

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